(In risposta alla lettera aperta segue l'intervista a Emma Bonino apparsa su "Il Messaggero" del 23 febbraio 1994). Catanzaro 19 febbraio 1994
Caro Segretario,
pur non riuscendo a capire, per la prima volta in sedici anni, le iniziative di Pannella, ero indeciso se rinnovare o meno la tessera perché ti ho sentito spesso mettere in evidenza la autonomia del P.R. rispetto a Marco; ieri ho letto su Repubblica che tu ed altri compagni vi sareste candidati con Forza italia. Ho sperato che la notizia non fosse vera, e lo spero ancora, ma successive informazioni la confermerebbero. Se è così non rinnovo la tessera ed intendo fornirne pubblicamente le motivazioni.
Innanzitutto ritengo che prima di candidarti (ammesso che l'hai fatto) avresti dovuto dimetterti da Segretario.
Poi non è possibile che il Segretario del Partito della "fame nel mondo", il partito che ha più volte ritenuto che il sottosviluppo è determinato dalle leggi del libero mercato, si candidi con una coalizione che punta sul liberismo assoluto. Tu stessa ridicolizzavi chi ti ricordava il proverbio "se vuoi sfamare qualcuno, non dargli il pesce, ma insegnagli a pescare", facendo notare che chi sta morendo per fame, per potere imparare a pescare deve innanzitutto sopravvivere e quindi mangiare. Questo non vuol dire affatto che i problemi del sottosviluppo li risolve lo statalismo sfrenato o il socialismo reale. Sicuramente, però, ci sarà bisogno di una forte dose di solidarietà fra persone, fra regioni, fra popoli. Non è possibile che il Segretario del partito radicale sposi le tesi di Friedmann, cioè di uno che pensa che non esiste la disoccupazione involontaria.
Al di là di ogni giudizio su che cosa è il vecchio e il nuovo, ritengo che la vera discriminante fra gli opposti schieramenti sia il grado di "solidarietà che ciascuno inserisce nei programmi di politica economica, io scelgo lo schieramento che ne prevede di più. Sono convinto che un radicale non possa fare altro. I compagni stamattina hanno cercato di convincermi che quand'anche ti candidassi con Berlusconi questo non significa che condividi le sue idee, questo sarebbe un "mezzo" per poter parlare; questo mi convince ancora meno, Pannella mi ha insegnato che non è il fine che giustifica il mezzo, ma il mezzo che legittima il fine.
Insomma non credo che tu e gli altri facciate una cosa simile, ma se proprio lo fate, convincetemi che è giusto.
Un abbraccio,
Ginetto Mancuso
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Bonino: leghista io? Macché, contano le idee - intervista di Paola Orefice ad Emma Bonino (Il Messaggero,23 febbraio 1994)
Una radicale alla corte del Carroccio. Emma Bonino si presenta in un feudo leghista, il collegio di Padova, con Lega e Forza Italia. E' anche candidata , per la proporzionale nella lista Pannella a Bologna, Roma e Catania.
Cosa c'entra l'ideologia radicale con quella del celodurismo leghista?
"Dalla Lega ci dividono molte cose, ma è anche vero che altre ci uniscono, a partire dalla scelta del sistema politico ed elettorale uninominale secco all'anglosassone. Non sarà un caso se insieme alla Lega il club Pannella ha promosso con successo la campagna per i tredici referendum antistatalisti e anticorporativi, che si svolgeranno nella prossima primavera. Sono referendum che tutti i partiti del cosiddetto cartello progressista, con l'eccezione di Alleanza democratica, hanno snobbato, confermando che la stragrande maggioranza di chi si autodefinisce progressista incarna in realtà la vera forza conservatrice del regime partitocratico".
C'è altro che vi unisce?
"E' la comune battaglia contro il regime dei partiti e lo spreco del denaro pubblico. Posso invece chiedere che cosa ci sta a fare, che ne so, Alberto La Volpe, vale a dire Tele Craxi con i cosiddetti progressisti?"
Ma sui matrimoni gay, sull'aborto, sul divorzio, sulla droga, quale intesa mai ci può essere tra voi?
"Non mi pare che la Lega abbia mai espresso una posizione ufficiale su questi temi di libertà civile. Dentro la Lega ci sono cattolici lefevriani, come la Pivetti, e cattolici moderati, come Leoni, e ci sono anche anticlericali arrabbiati e laici convinti, come luigi De Marchi. La Lega trova la sua unità nella visione federalista. Per il resto, fino a prova contraria, è un movimento non ideologico. Lo dimostra il fatto che sull'antiproibizionismo ho conosciuto nella Lega più favorevoli che contrari".
C'è anche il Msi che al sud si presenta con Forza Italia vostra alleata al nord. Sempre ideologie contrapposte o non più?
"Siamo stati gli unici e i soli a proporre uno sbarramento effettivo contro Alleanza nazionale. Avevamo posto a Segni e Martinazzoli candidati comuni a Roma per tentare di sconfiggere il patto tra Berlusconi e Fini. hanno detto di no. Abbiamo offerto il nostro appoggio e simbolo ai progressisti avversari dei candidati di Alleanza nazionale. Hanno detto di no. Ora Pannella sfida direttamente Fini a Roma, partendo da una posizione di assoluto svantaggio, mentre i progressisti latitano. Tra noi e Fini la contrapposizione è sulle cose, sulle libertà civili, sulla concezione del mercato e dello Stato. Non ci convince per nulla, perché puzza di stratagemma elettorale, l'improvvisa trasformazione del Msi da partito autoritario e statalista in liberaldemocratico".
Essere trasversale è un conto, ma non le sembra di essere troppo trasformista?
"Non sono leghista e berlusconiana. Resto quella di sempre, né estremista, né fascista, né qualunquista, ma impegnata su battaglie civili e su obiettivi concreti di libertà e di giustizia, quelle che lei definisce trasversali. E alleata con chi le condivide , perché noi non abbiamo mai chiesto a nessuno il certificato di appartenenza etnica alla sinistra, al centro o alla destra".