SUBITO IL PROCESSO AI CRIMINALI DELLA EX JUGOSLAVIADAL TRIBUNALE SUI CRIMINI NELLA EX JUGOSLAVIA
AL TRIBUNALE PERMANENTE
Il Partito radicale ha deciso di dare vita ad una campagna internazionale nonviolenta in sostegno alle deliberazioni delle Nazioni Unite, e si rivolge a tutte le coscienze libere perché - nel rispetto di ciascuna convinzione, religione, impegno civile e politico - con la loro adesione premano per ottenere l'immediata operatività del Tribunale ad hoc sui crimini nella ex-Jugoslavia.
Esso é anche il fondamento politico del tribunale permanente, strumento di diritto internazionale obbligatorio che sanzioni, ovunque accadano, le violazioni dei diritti umani, vera minaccia alla pace. E' questo l'ammonimento che viene all'Europa e alla Comunità internazionale dalla tragedia criminale della ex-Jugoslavia: non c'é pace senza giustizia.
Per dare priorità assoluta alle scadenze e alle decisioni che rendano operativi i processi ai criminali della ex Jugoslavia, e per la creazione del Tribunale permanente, il Partito radicale transnazionale si fa strumento del massimo di iniziativa politica e di pressione nonviolenta e civile per perseguire alcuni essenziali obiettivi comuni:
a) che la quinta Commissione dell'Assemblea Generale dell'Onu - che si riunisce a New York a partire dal 28 febbraio - approvi come primo atto il bilancio preventivo del Tribunale ad hoc, presentato dal Segretario Generale come parte integrante del bilancio regolare delle Nazioni Unite;
b) che il Consiglio di Sicurezza non si sottragga alla sua responsabilità di nominare immediatamente il nuovo Pubblico Ministero;
c) che l'International Law Commission abbia al primo punto dell'ordine dei lavori della sua prossima sessione (maggio-luglio 1994) il completamento dello Statuto del Tribunale Internazionale Permanente e lo trasmetta all'Assemblea Generale;
d) che l'Assemblea Generale - una volta ricevuto lo Statuto - nel corso della sua 49a sessione (settembre 1994) - lo discuta e lo approvi, decidendo di convocare una conferenza internazionale istitutiva del Tribunale permanente, sotto gli auspici delle Nazioni Unite e in occasione del loro cinquantenario.
Il tempo stringe: il dramma della ex-Jugoslavia precipita verso l'epilogo, ma non quello sperato e invocato dalle coscienze libere del mondo. L'allarme crescente é che manchino gli strumenti finanziari e organizzativi per fare giustizia. La Commissione di esperti che dovrebbe affiancare il Tribunale nella ricerca delle prove e delle testimonianze ha reso di pubblico dominio una situazione insostenibile: mentre essa necessita di un finanziamento addizionale di 300mila dollari per le attività già pianificate fino al termine fissato del luglio 1994, dal 1· gennaio 1994 é priva di bilancio. Questo le impedirà di riesumare i cadaveri dalle fosse comuni di Vukovar; di svolgere le indagini sugli stupri di massa o sulle "operazioni" di pulizia etnica; come pure, le impedirà di rendere disponibile, al lavoro del Pubblico ministero, la banca dati che già raccoglie l'elenco dei crimini commessi.
Inoltre, il Tribunale stesso dovrà attendere ancora prima che il suo bilancio preventivo - fissato dal Segretario Generale in 33,2 milioni di dollari nel biennio 1994/1995 - venga approvato, e perché venga indicato il nuovo Pubblico Ministero.
Non vi é alcuno che non veda come l'entità delle cifre necessarie al funzionamento del Tribunale sia assolutamente alla portata della Comunità internazionale e dei suoi membri, qualora essi, però, abbiano davvero la volontà di approvarle ed erogarle.
E' nel timore concreto che la disattenzione e l'inerzia, se non addirittura la deliberata volontà, mettanno in mora la responsabilità e l'efficacia delle Nazioni Unite, che noi ci facciamo promotori di una iniziativa nonviolenta gandhiana, che utilizzerà anche il digiuno, non per esautorare dalla proprie responsabilità chi ha l'onore e l'onere di rappresentarle, ma come estremo tentativo di dialogo e di convincimento.
Chiunque voglia sostenere le attività del Tribunale ad hoc e la nascita del Tribunale permanente puo' dare, nelle forme e nella durata che sceglierà, la propria adesione al digiuno.
Intanto, su questi obiettivi, occorre subito aderire, subito dichiarare, subito schierarsi.
Voglio aderire alla campagna "Non c'è' pace senza giustizia" rivolta alle Nazioni Unite per l'immediata operatività' del Tribunale per la ex Jugoslavia e per la creazione del Tribunale permanente.