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Conferenza Partito radicale
Leccese Annalucia - 1 marzo 1994
Centrati anche i progressisti- articolo di Francesco Bei, "Indipendente", 1 marzo 1994

Roma. Ad eccezione dei soliti pacifisti rosso-verdi, le reazioni alla notizia dell'abbattimento, sui cieli della Bosnia, dei quattro galeb serbi da parte degli F-16 della Nato, sono state prevalentemente positive. Ma la campagna elettorale in corso ha contribuito a gettare benzina sul fuoco delle polemiche relative al ruolo dell'alleanza atlantica. Il primo ad uscire allo scoperto è il Ministro della Difesa Fabio Fabbri che in prima mattinata rilascia una dichiarazione di totale appoggio all'azione Nato. "I piloti della Nato - afferma Fabbri - hanno operato secondo le procedure stabilite al fine di far rispettare la risoluzione 816 dell'Onu sulla "no fly zone", che prevede l'interdizione dello spazio aereo bosniaco". "Siamo di fronte ad un episodio doloroso - ammette il ministro - ma sta di fatto che, se la comunità internazionale e le Nazioni Unite vogliono rendere credibile e cogente la propria volontà di garantire l'ordine e la sicurezza mondiali, non possono evitare l'uso della forza per fini di pacific

azione e soccorso umanitario".

La Lega Nord si dice d'accordo tramite il responsabile esteri Christian Monti: "L'abbattimento dei quattro caccia serbi - afferma- è una chiara dimostrazione della risolutezza della comunità internazionale nel voler porre fine al conflitto in Bosnia". E prosegue:"Il ruolo della Nato nella crisi bosniaca sta confermando la sua essenzialità per la sicurezza in Europa, contrariamente a quanto affermano forze politiche del polo cosiddetto "progressista". Monti si riferisce a Rifondazione comunista vera spina nel fianco del cartello progressista, che è tornata ieri a criticare la Nato insieme con i verdi.

Lucio Pettinari, responsabile esteri di Rifondazione, ha elogiato invece il comportamento della Russia: "L'azione della Nato appare tanto più grave se si considera il momento particolare del conflitto in Bosnia. Ci chiediamo quali siano i veri obiettivi della nato che, dopo aver dovuto rinunciare all'attuazione dell'ultimatum, grazie all'intervento della Russia, sembra ora cercare altri pretesti per riproporre il terreno militare al posto di quello diplomatico". In linea anche con il commento di franco Russo dei verdi:"siamo contro l'intervento della nato, che contraddice i princìpi stessi dell'alleanza che non può condurre iniziative fuori dai confini europei".

A Rifondazione e Verdi, che contestano un intervento con gli stessi serbi non hanno il coraggio di rivendicare, risponde il loro alleato Otytaviano Del Turco: per il segretario socialista "l'esplosiva crisi balcanica ci minaccia da vicino e, in questo senso, risulta insensato proporre per l'Italia l'uscita dalla Nato".

Il segretario del Pds Achille Occhetto, in visita oggi a Bruxelles, proprio nella sede della Nato, preferisce non sbilanciarsi:"Sono preoccupato - dice ai giornalisti - che questo avvenimento non venga a turbare quel processo politico che la Nato era riuscita a mettere in campo, portando anche ad un'intesa significativa con i russi".

Emma Bonino, segretaria del Pr, si dichiara della stessa opinione del sindaco di Sarajevo (in visita oggi in Italia): "Pare che le risoluzioni dell'Onu - dice - questa volta non siano rimaste una promessa, ma certo c'è da chiedersi perché solo adesso". E aggiunge: "Ora andrebbe applicata la risoluzione che riguarda il Tribunale sui crimini di guerra".

Latitante per tutta la giornata il ministro degli Esteri Andreatta, che evidentemente ha scelto di tenere sull'argomento un basso profilo.

 
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