non mi riferivo al tuo ultimo intervento, Giorgio.Sono anni ormai che porti avanti, giustamente, la causa esperantista. E da anni intervieni sempre ed ovunque sull'esperanto, per l'esperanto, pensando all'esperando e sperando per l'esperanto. Sacrosanto.
Quello che mi e ti chiedo, e` se tu non hai mai, dico MAI, la tentazione di dire altro, magari prima o dopo un tuo intervento parlato o scritto sull'esperanto. E` questo tuo procedere che sfiora la monomania che mi lascia a volte stupita e (lo confesso) quasi sempre infastidita. I radicali hanno capito. C'e` naturalmente chi non e` entusiasta della cosa, e c'e` chi invece la trova interessante. Ma a te non importa: e` a noi, radicali, che ti rivolgi, con piu` o meno foga, e sempre con un' aria di rimprovero e di colpevolizzante severita`. Io ho l'impressione che questo tuo atteggiamento "ossessivo" (ripeto) non giovi alla tua causa. Personalmente avrei amato sentirti parlare o scrivere magari di Yugoslavia almeno una volta nella tua ormai lunga e assidua presenza tra di noi. Ma tu sei li` imperterrito, severo, pronto a rimproverarci se a volte ci distraiamo un momento.
Maria Teresa lavora (con altrettanta assiduita`) sulla campagna contro la pena di morte, e Roberto, per esempio sull'antiproibizionismo. Ma, grazie a Dio, parlano e si interessano anche del tuo esperanto. O no?