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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Giorgio - 4 marzo 1994
LE DONNE, SONO LA MIA MANIA.
C'è comunque, Laura, te lo confesso, un "argomento" sul quale potrei con ragione essere accusato di "maniacalità": le donne. Mi piacciono davvero tanto!

A parte gli scherzi Laura. La questione è molto semplice:

1) Nel Pr e parlo di classe dirigente (pare si dica così) del partito, malgrado la finezza psicologica di Pannella (che rimane isolato in questa sua qualità, a molti, molti metri di distanza da qualsiasi altro) ancora pochi hanno capito che lingua è l'esperanto (ricordo l'intervento di Angelo sulla poesia -laddove il prestigioso PEN Club dallo scorso anno gli ha riconosciuto lo "status" di lingua letteraria, ammettendola come 102esima se non ricordo male lingua riconosciuta dal PEN-) e, quel che è peggio, pochi hanno capito che la guerra delle lingue è la più sofisticata guerra che oggi si combatte. Come la bomba ai neutroni aveva di mira solo la morte dei corpi umani lasciando intatte le città, così le "bombe linguistiche" hanno di mira gli spiriti, le anime, i diversi modi di vista lasciano intatti non solo le architetture ma anche i corpi delle persone.

2) Cosicchè si ha l'impressione (suffragata da fatti) che mentre il partito sia il partito che più è sensibile alla democrazia, e soprattutto alla democrazia internazionale, sula piano DELICATISSIMO e IMPORTANTISSIMO della comunicazione linguistica internazionale, sembra abbia delle cadute (e che cadute!) permettendosi di fare il seguente ragionamento: dato che la lingua egemone internazionalemente è l'inglese non possiamo far altro che chinare il capo. Ma scusatemi in quarant'anni di regime partitocratico lo abbiamo mai fatto? NO!

E allora perché passare come "leccaculi" dei popoli egemoni usando l'inglese là dove non ce n'è assolutamente bisogno? Perchè dimostrare che i radicale di fronte alla guerra delle lingue si sono fatti cogliere impreparati ("delinquendo" anche loro) e che nessuna idea per arginarla è loro venuta in mente (laddove abbiamo sempre dimostrato che se una cosa non ci mancava era proprio l'inventiva? e dove, cosa gravissima, abbiamo persino la mozione di Sofia che pone l'esperanto tra le priorità del PR!)? Perchè dimostrare che si è federalisti e democratici MA NON SULLA LINGUA, perchè dimostrare che si sa bene che senza giustizia non c'è pace e poi essere ingiusti sul piano della lingua transnazionale?

A nessuno verrebbe mai in mente che il tribunale internazionale permanente dovrebbe avere giudici solo americani, ma si spedisce a migliaia di italiani un opuscolo con una gigantesca testata in inglese ( e l'ancor più divertente è che lo si è fatto anche per i francofoni che come ben sappiamo sono sensibilissimi su questo - vedi la precedente legge Toubon che abbiamo qui inserito-).

Dopo di chè nessuno vieta che si possa essere democratici su tutto tranne che sulla comunicazione linguistica internazionale (dove, anzi, si dà una bella mano a trasformare una egemonia in supremazia e dittatura). Ma certo io, dopo sette anni di contributi ed affetto, non sono più disponibile ad essere connivente di antidemocratici sulla comunicazione linguistica internazionale. Soprattutto con una mozione che pone questa battaglia tra le priorità del partito.

E sapendo che questa, e solo questa, può essere il vero grande contributo che il partito può dare alla vigilia delle europee: una lingua federale europea, "FARE GLI EUROPEI PER FARE L'EUROPA" (purtroppo nelle democrazie costruire il contrario è impossibile e più di quarant'anni di fallimenti politici del federalismo europeo ch evorrebbe un governo europeo senza avere gli europei -ma una sommatori di francesi, tedeschi, greci etc..)- nè è la drammatica testimonianza.

Dopodichè ancora, se ci si vuole confrontare in publico la trasmissione sulla comunicazione transnazionale che gli esperantisti conducono per un'ora su Radio Radicale sarà lietissima di ospitare un "faccia a faccia".

Ringraziando per l'attenzione, Vostro Giorgio Pagano.

 
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