Chi si e' battuto per il sistema uninominale sapeva che questo avrebbe portato al formarsi di due schieramenti e che, nella concreta situazione italiana, in uno ci sarebbero state le sinistre, in primo luogo il PDS, e nell'altro le destre, in particolare i residui del vecchio sistema democristiano-craxista e i fascisti - piu' o meno riverniciati; doveva sapere che fra questi due schieramenti avrebbe dovuto scegliere, cercando di portare in uno di essi il proprio specifico contributo politico e culturale.
L'attuale legge elettorale e' un pasticcio, ma in essa funziona in grande misura la logica del sistema uninominale. Infatti la lotta e' sostanzialmente tra lo schieramento "progressista" e quello "moderato".
La vittoria dello schieramento moderato Berlusconian-Finista significherebbe la vittoria di coloro che promettono di ridurre le tasse, perche' puntano su quella tassa iniqua e occulta che e' l'inflazione, che gioca a favore dei loro concreti interessi: gli interessi di chi ha debiti e dei commercianti, che possono scaricare gli aumenti di prezzi sui consumatori, guadagnadoci largamente; la vittoria di coloro che finora hanno largamente evaso le imposte e sono fermamente intenzionati a continuare ad evaderle.
Nell'altro schieramento ci sono coloro che vivono di stipendi e pensioni, coloro che hanno sempre pagato le imposte (perche' non potevano fare diversamente), coloro che hanno qualche piccolo risparmio, coloro che lavorano per produrre beni esportabili: per questi l'inflazione e' la peggiore nemica.
Lo schieramento che si proclama "liberal-democratico" e "liberista" non fa distinzione tra liberalismo e liberismo, cioe' tra economia di mercato, dotata di regole del gioco e di salvaguardie per i piu' deboli, e il liberismo selvaggio della legge della giungla..
Queste sono le ragioni fondamentali per cui si deve fare una scelta in un senso o in un altro.
Il discorso dei referendum non c'entra per nulla. A parte il fatto che si puo' essere d'accordo sull'opportunita' di alcuni dei referendum ma non su quella di altri, questa e' proprio materia da lasciar giudicare ai cittadini, non si deve farne una discriminante per alleanze politiche.
Alcuni giorni fa a Radio Radicale un candidato missino al Senato si diceva molto contento del fatto che Pannella si contrapponga a Fini nella 24a Circoscrizione per la Camera, a Roma, perche' cosi' avrebbe sottratto voti al candidato "progressista" e facilitato la vittoria di Fini. Aveva perfettamente ragione, dal suo punto di vista. Se Fini, com'e' molto probabile, sara' eletto, dovra' quasi certamente dire grazie a Pannella.
E questo e', per un radicale, un fatto molto triste.
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