Che l'accesso dei gruppi politici alle tribune elettorali sia limitato a quelli di maggior peso, é una delle tante vergogne della nostra nazione. Quel che é peggio, che i cittadini sembrano non accorgersene. Anzi, molti plaudono alla decisione della RAI e del Parlamento di assegnare ai gruppi forti una percentuale di presenza maggiore di quella dei gruppi politici minori o regionali. La ciecità difronte alla inadempienza del Parlamento e della RAI nel far funzionare a dvoere il servizio pubblico é in stridente contrasto con la puntigliosità con la quale gli italiani insistono perché nelle competizioni sportive il debole ed il forte abbiano possibilità di misurarsi alla pari e con tutti gli altri: quando in passato si é tentato di introdurre eliminatorie e preselezioni nei (famigerati) campionati sportivi, la tifoseria é insorta. Guai se si nega alla "Crucolese" che per caso é passata in A la possibilità di incontrare il Milan. Eppure i tifosi della Crucolese sono 19 in tutto, e tutti vivono a Crucoli....In p
olitica, invece, la dimensione della tifoseria apre o chiude le porte della RAI in campagna elettorale.
Tuttavia, seppure lo stato delle cose é pessimo, troverei davver abominevole se si concedesse alla Lista Pannella lo spazio che si nega ad altre 80 liste diverse, regionali, locali, autonome, unipersonali.....
Un regime discriminatorio non migliora se elargisce privilegi ad uno solo, per meglio far dimenticare gli altri che da quel solo privilegiato non vogliono né possono essere rappresentati. Anzi, peggiora, perché se Pannella accetta di comparire in RAI quando altre dozzine di leaders di piccoli partiti ne sono estromessi, egli si fa complice di una mascalzonata istituzionale. Oppure si rivela il solito Pannella, che si ritiene migliore degli altri e quindi più degno di loro.