Torino, 22 marzo 1994Comunicato stampa
Approvati dal Consiglio comunale due ordini del giorno presentati dai consiglieri Emilia Rossi e Carmelo Palma sulla situazione della ex Jugoslavia e sulla partecipazione alla marcia di Pasqua organizzata dalla "Lega internazionale per la abolizionbe della pena di morte entro il 2000"
Dichiarazione di Carmelo Palma ed Emilia Rossi:
"Abbiamo sempre ritenuto che nella responsabilità di un consiglio comunale cioé di un organo rappresentativo dell'impegno dei cittadini anche su temi che superano i confini della politica strettamente amministrativa - rientri pienamente anche l'adesione ed il sostegno ad iniziative di rilievo internazionale, quando esse concorrano ad una conquista di civiltà, di diritto e di ragionevolezza politica.
Sui due ordini del giorno in questione (su ex Jugoslavia e marcia di Pasqua) abbiamo registrato, nel complesso il consenso del Consiglio Comunale di Torino.
Sull'adesione alla marcia di Pasqua abbiamo, però, registrato l'opposizione del gruppo del Pds. Il gruppo del Pds ha ritenuto che non fosse opportuno che la città di Torino sottoscrivesse un appello al Pontefice e partecipasse alla Marcia di Pasqua, poiché tale adesione avrebbe comportato il riconoscimento o l'attribuzione di un potere di mediazione politica ad una autorità religiosa. Tutto questo, a detta del gruppo del Pds, sarebbe in contrasto con il principio della laicità dello Stato.
Ma è davvero così?
Abbiamo sempre pensato che la laicità dello stato vada definita e rivendicata in rapporto a ciò che nella Chiesa è potere istituzionale, formalizzato e sostanzialmente coincidente con l'autorità dello stato nei vari campi di governo delle comunità civili e politiche (ad esempio in tema di istruzione). Non abbiamo mai pensato che la laicità dello stato dovesse tradursi nella indisponibilità ad utilizzare quelle parti del magistero ecclesiale e dell'iniziativa sociale della Chiesa (in realtà delle "chiese") che possono rappresentare risorse di mobilitazione civile per conquiste politiche di straordinaria rilevanza (l'abolizione della pena di morte non è fra queste?).
Non è stato sempre il Pds a rivendicare ed esaltare la funzione di mediazione e di lotta politica e democratica che le comunità cattoliche, con le proprie rappresentanze istituzionali, hanno svolto e svolgono in alcune aree di crisi, nel nostro paese ed in campo internazionale? Siamo francamente sorpresi di come si sia così disposti a riconoscere al Pontefice tutto ciò che lo riduce alla figura di semplice rappresentante del potere e degli interessi di una specifica comunità religiosa (Concordato, otto per mille), e di come al contrario si sia così riluttanti a riconoscere l'opportunità politica della sua partecipazione, del suo impegno su fronti di azione civile che promuovono e garantiscono gli interessi di tutti i soggetti di diritto, di tutte le donne e di tutti gli uomini."