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Conferenza Partito radicale
Leccese Annalucia - 23 marzo 1994
COMUNICATO STAMPA

L'IMMAGINE REALIZZATA DA OLIVIERO TOSCANI E CENSURATA DAL GIURI' DELLA PUBBLICITA' E' IL MODERNO MONUMENTO AL MILITE IGNOTO.

QUEL MILITE IGNOTO RAFFIGURATO DA TOSCANI DEVE ESSERE VITA E VITA DEL DIRITTO ANCHE INTERNAZIONALE, PERCHE' NON VINCA LA RAPPRESENTAZIONE - CHE E' REALTA' - DELLA STRAGE DI VITA E DELLA STRAGE DEL DIRITTO. PER QUESTO CHIEDIAMO SUBITO IL PROCESSO AI CRIMINI DELLA EX JUGOSLAVIA E CHE L'ONU CREI UN TRIBUNALE PERMANENTE PERCHE'I CRIMINI CONTRO L'UMANITA' NON RESTINO IMPUNITI: IN OGNI CASO SENZA PENA DI MORTE. L'APPUNTAMENTO PER TUTTI E' ALLA MARCIA DI PASQUA.

Si è svolta oggi, presso la sede del Partito radicale, la conferenza stampa di presentazione della campagna pubblicitaria, il cui uso per la Marcia di Pasqua è stato concesso da Oliviero Toscani e dalla Benetton.

Alla Conferenza stampa hanno partecipato: Emma Bonino, Oliviero Toscani, Giandomenico Caggiano (direttore della SIOI) e Olivier Dupuis (presidente del Consiglio generale del Partito radicale)

Sintesi dell'intervento di Emma Bonino:

"Abbiamo deciso di condividere la scelta di Oliviero Toscani di promuovere la marcia di Pasqua utilizzando l'immagine censurata dal giurì della pubblicità, per ragioni molto semplici e semplicemente riassumibili.

Io non sono una critica d'arte, e perciò parlo solo per istinto, ma penso prima di tutto che quella immagine sia bella, e che abbia una grande capacità di comunicare il vuoto lasciato dalla morte.

In un mondo occupato dal pieno delle televisioni, sempre a caccia di stragi e di sangue (e per questo narcotizzanti e alienanti); occupato dal pieno di immagini che invadono ogni spazio e non lasciano nessun vuoto all'immaginazione e alla memoria (sempre più spesso, infatti, spegniamo la televisione e ci salviamo con l'indifferenza, unica difesa dall'aggressione subita), l'immagine realizzata da Oliviero Toscani lascia lo spazio al completamento di chi guarda. Ognuno può riempirlo con i contenuti che vuole, che gli appartengono, che gli sono propri.

Io penso che questo vuoto, riempibile da ciascuno, è lo spazio di libertà che ci regala una cosa artisticamente riuscita.

La seconda cosa: io penso che l'immagine realizzata da Toscani sia il moderno monumento al milite ignoto.

Nella forza con cui è raccontata la vittima che non conosceremo mai, Toscani ci salva da una realtà impietosa e ci avvicina un poco di più alla verità del tempo in cui viviamo.

I crimini commessi contro il milite ignoto rappresentato da questa immagine non devono restare impuniti e non dovranno conoscere la pena di morte."

Sintesi dell'intervento di Oliviero Toscani:

Era tra il settembre e l'ottobre dell'anno scorso, e guardavo i giornali, soprattutto quelli italiani. Mi rendevo conto che la guerra nella ex-Yugoslavia era relegata a poche righe, mentre il divorzio tra il Principe Carlo e Lady D., o le sfilate delle top-model avevano grande rilievo sui giornali, soprattutto italiani.E mi domandavo come mai, come mai nessuno vuole veramente vedere, guardare, e assumersi delle responsabilità su questa guerra. Questa guerra era una specie di tabù.

Cominciai a pensare a un'immagine che simboleggiasse questo morto che nessuno vuol vedere. Nelle stesso tempo, casualmente, ricevetti una lettera di una ragazza yugoslava, ventenne, rifugiata in Italia. Nella sua lettera mi diceva -non so perché mi rivolgo a lei, ma quando lei tocca un problema, anche se gli altri dicono che forse serve a vendere le magliette, quando lei tocca il problema, del problema si parla. E mi ha elencato tutti i problemi del suo paese. Dopo una ricerca che facemmo con l'ufficio pubblicità della Benetton, ci vennero inviate alcune risposte da coloro che erano disponibili. Scegliemmo un ragazzo, e poi ci giunse una scatola, con dentro questi resti che voi vedete nella foto. E una lettera scritta a macchina dal padre. La lettera in particolare mi impressionò. Mi impressionò prima di tutto perché non riuscivo a capire, e compresi che questo simboleggiava proprio il fatto che spesso non soltanto non vogliamo capire, ma proprio non capiamo, e facciamo fatica, come ha detto una mia allieva

, ad andare a prendere il vocabolario per capire i problemi degli altri.

Ed è forse per questa ragione misi il testo del padre nella mia immagine, perché apparteneva a questa scatola, a questa reliquia di questo milite noto appartenente alla razza umana, non serba, né croata.

E' una immagine un po' magrittiana, di un morto che non esiste, della simbologia di un morto che non esiste, o forse di un morto che non vogliamo vedere.

I morti esistono soltanto quando muoiono in casa - ieri vedevo che c'era una grande delusione da parte della Rai perché all'estero non parlavano dei loro morti. Questo interesse per la ex-Yugoslavia è scoppiato in gennaio quando sono stati uccisi i primi giornalisti della Rai.

 
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