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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Paolo - 2 maggio 1994
Roma, 2 maggio 1994

COMUNICATO STAMPA

Alla cortese urgente attenzione del Caporedattore

LA TRAGEDIA DI IMOLA: I GP DI AUTOMOBILISMO SI TENGANO IN REALTA' VIRTUALE; A MENO CHE LA MORTE NON VIRTUALE E IL SANGUE NON SERVANO A TENERE IN PIEDI UN BUSINESS CHE ALTRIMENTI FINIREBBE. NULLA QUAESTIO, MA LO SI DICA E AMMETTA.

DICHIARAZIONE DI PAOLO PIETROSANTI, DELLA SEGRETERIA DEL PARTITO RADICALE.

In merito alla tragedia di Imola Paolo Pietrosanti, membro della Segreteria del Partito Radicale, ha oggi rilasciato la seguente dichiarazione:

"Non ho visto, ieri, il Gran Premio di Imola, né, se lo avessi visto, avrei potuto dare giudizi tecnici sulla sicurezza del circuito, stante il fatto che non sono un esperto.

Quel che mi sembra evidente è che si continui a vivere lo sport così come lo si è vissuto per esempio durante e dopo la tragedia dello stadio di Bruxelles: lo spettacolo continua comunque, a qualunque costo. L'approccio mi sembra non molto diverso da quello per cui in società arcaiche, si era compreso che bastava offrire al popolo bue, pane e giochi gladiatori per tenerlo buono. I piloti di Formula 1 sono tra i gladiatori di oggi, insieme ad altri, e come allora sono coperti di onori e ricchezze, se se la cavano. In questa chiave, probabilmente non ha molto senso discettare sulla sicurezza degli autodromi, sulla velocità delle auto, sulle strutture: la morte possibile, l'incidente a 250 chilometri all'ora è parte dello spettacolo.

Se così non fosse, se c'è chi sostiene che non è così, è lecito chiedersi perchè le prove di Formula 1 non possano svolgersi in realtà virtuale. Esistono tecnologie in grado di rendere del tutto prive di pericolo gare del genere, di assicurare lo stesso spettacolo e lo stesso giro di quattrini. Possibile che non vi sia nessuno che voglia sperimentare la praticabilità della Formula 1 virtuale? Se è vero che queste gare prevedono scientemente la morte di chi vi partecipa, non vi sarà nessuno cui interesserà rendere virtuale le competizioni. La morte, il sangue virtuale forse rendono meno, e fanno meno spettacolo.

Non dico affatto che tali gare debbano essere vietate. Dico soltanto che possono esistere alternative, che devono essere ricercate, e soprattutto che quelle gare sono il Colosseo di oggi, identico al Colosseo di allora: lo si ammetta, senza le ipocrisie delle piste sicure, delle potenze dei motori limitate, degli spazi alle curve, dei serbatoi antincendio, dei rimossi computer di bordo."

Per ogni ulteriore informazione: 06/689791

 
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