Lettera ai parlamentari iscritti o simpatizzanti del Pr
Zagabria, 4 maggio 1994
Roma,
Mosca,
Praga,
Signor deputato, caro amico,
il Tribunale internazionale sui crimini commessi nella ex Jugoslavia è oggi - e finalmente - dotato degli strumenti finanziari e organizzativi per poter svolgere la sua funzione e riportare ad un momento - seppure minimo - di giustizia la questione della ex Jugoslavia anche grazie alla campagna "Non c'è pace senza giustizia" del Partito radicale, all'impegno di centinaia di parlamentari e di migliaia di cittadini ovunque nel mondo.
Dovremo ovviamente rimanere molto vigili e, soprattutto, dovremo tentare di immaginare nuove iniziative perché a comparire di fronte a questa Corte non siano soltanto gli esecutori materiali dei delitti ma anche i loro mandanti, ovvero quanti hanno organizzato o, quanto meno, favorito il compiersi di questi crimini.
Ma non solo. Sull'onda di questa rivoluzionaria iniziativa della Comunità internazionale in termini di giustizia e di diritto internazionale, ci sembra non solo opportuno ma doveroso continuare e, per quanto possibile, rafforzare le nostre azioni affinché nasca entro l'anno prossimo un Tribunale penale internazionale permanente, ovvero una nuova istituzione delle Nazioni Unite in grado di giudicare i responsabili di crimini, ovunque essi vengano commessi.
Questa iniziativa, urgente di per sé, lo è anche in considerazione dell'esistenza di una congiuntura particolarmente favorevole; infatti, l'"International Law Committee", l'organo consultivo giuridico delle Nazioni Unite, incaricato di ultimare lo statuto del Tribunale penale permanente potrebbe concludere i suoi lavori nel corso della sua prossima sessione (maggio-luglio 1994). Successivamente il testo verrà trasmesso alla Sesta Commissione delle Nazioni Unite che potrebbe approvarlo durante la sua prossima sessione (ottobre-dicembre 1994).
Se questo calendario dovesse essere rispettato il Segretario Generale delle Nazioni Unite potrebbe dare il via a questa prima istituzione permanente di giustizia internazionale già l'anno prossimo, in occasione delle cerimonie del Cinquantenario della fondazione delle Nazioni Unite.
Se pero' uno solo degli appuntamenti intermedi dovesse saltare, è tutto il calendario che sarebbe sconvolto; in questo caso non assisteremo soltanto ad un rinvio ma rischieremo, con ogni probabilità, di non trovare un'altra così positiva congiuntura.
Per tutte queste ragioni, dobbiamo moltiplicare in queste settimane ed in questi mesi le iniziative di supporto ai membri dell'"International Law Committee" prima, ai membri della Sesta Commissione poi.
A questo fine, abbiamo elaborato un testo di mozione che se venisse presentato in numerosi parlamenti non mancherebbe di rafforzare significativamente questa iniziativa.
Nella speranza che Le sarà possibile dare un contributo a questa iniziativa, coinvolgendo numerosi tra i Suoi colleghi,
un caro saluto,
Olivier DUPUIS
(presidente del Consiglio Generale
del Partito radicale)
P.S. Le alleghiamo la proposta di mozione insieme al documento recentemente approvato dal Parlamento Europeo.