LA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO: FRUTTO DI DISINFORMAZIONE E SCORRETTO IL PUNTO SULL'ITALIA, MA CERTO NON "INDEBITA INGERENZA".
Roma - 5 Maggio - In merito alla dichiarazione del Presidente della Camera dei Deputati, Irene Pivetti, secondo la quale la risoluzione di ieri del Parlamento Europeo conterrebbe una "ingerenza negli affari interni" dello Stato italiano, Antonio Stango, membro della segreteria del Partito Radicale, ha dichiarato:
"Il concetto di 'ingerenza negli affari interni' appartiene alla sloganistica dei peggiori regimi totalitari, da Breznev a Ceausescu, da Fidel Castro alla gerarchia cinese. I movimenti per i diritti umani e numerosi studiosi del diritto internazionale si sono battuti per decenni perché si giungesse ad un superamento di questa proposizione, ed è oggi particolarmente deludente vederla adoperata anche da rappresentanti istituzionali di alto livello della nostra repubblica.
Nella risoluzione del Parlamento Europeo è scritto che l'assemblea comunitaria "esige che i membri dell'Unione Europea facciano sapere molto chiaramente al Presidente della Repubblica italiana che il suo governo dovrà essere fedele ai valori fondamentali che hanno presieduto, dopo gli orrori del fascismo e del nazismo, alla fondazione della Comunità europea". L'uso della parola "esige" è scorretto e poco rispettoso della prassi parlamentare, e tradisce un nervosismo imputabile ad una sostanziale disinformazione, o malafede, sulla realtà italiana; il resto è semplicemente superfluo, poiché il Presidente della Repubblica italiana conosce la Costituzione e le regole della democrazia almeno quanto gli onorevoli estensori della risoluzione.