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Partito Radicale Esperanto - 16 maggio 1994
I Verdi francesi e l'esperanto

Per una comunicazione transnazionale diretta

Da molti secoli, l'idea di una lingua universale è stata sostenuta a più riprese. Nomi prestigiosi come Comenius, Descartes, Leibnitz, Voltaire... hanno espresso nei loro scritti la necessità di creare una lingua di comunicazione diretta.

Alcune lingue nazionali, in certi periodi della storia, sono potute apparire come una risposta soddisfacente a questa idea. Tali periodi coincidono però con fasi transitorie di irradiamento culturale, di prosperità economica o di egemonia politica. La supremazia di una lingua è sempre stata subita dai popoli dominati, assoggettati o colonizzati.

Ora, una lingua di comunicazione che risponde alle necessità presenti e future esiste ed evolve: è l'esperanto. L'unica lingua costruita ad essersi affermata tra i numerosi progetti proposti. Zamenhof, l'iniziatore, ha dato all'umanità uno "strumento straordinario" che non finisce di meravigliare chi lo utilizza!

Da più di cento anni, l'esperanto consente a moltissime persone di capirsi direttamente nei congressi e negli incontri di ogni tipo. E' sorgente di scambi multipli. Inoltre, studi precisi hanno dimostrato che la sua pratica facilita considerevolmente l'apprendimento delle altre lingue.

La sua neutralità consente di non urtare le suscettibilità ed assicura il rispetto delle lingue regionali e nazionali. La sua grande accessibilità evita che la sua pratica sia riservata ad una 'elite', come capita sempre con le lingue attualmente proposte.

I Verdi, nel 1989 a Marsiglia, hanno ridato entusiasmo agli esperantofoni. L'idea di lingua ponte, di strumento di comunicazione, accessibile ai più, s'inserisce logicamente nel programma di un movimento umanista per una vera libertà, una vera uguaglianza ed una vera fratellanza.

Necessità' di una comunicazione diretta

Il movimento dei Verdi diventa universale. I problemi che ci riguardano diventano planetari: degrado dell'ambiente di vita; sparizione quotidiana di specie animali o vegetali; deforestazione e desertificazione accelerate; sotto-nutrizione di una parte sempre più importante dell'umanità; riarmo che porta fatalmente ai conflitti armati, ecc.

Gli abitanti della Terra sono tutti coinvolti da questi gravi problemi, per la maggior parte dei quali dovranno essere apportate soluzioni a livello mondiale.

Le iniziative che impegnano il nostro futuro devono essere prese al più presto.

Di fronte all'urgenza della situazione, agire tutti insieme, e se possibile allo stesso tempo, sarebbe più efficace.

Negli incontri internazionali, la pesantezza del sistema e la difficoltà delle interpretazioni frenano le decisioni.

Senza le cuffie per la traduzione, la barriera linguistica impedisce ogni convivialità; solo un'elite può continuare a capirsi...

L'adozione di uno strumento di comunicazione internazionale, neutro, logico, accessibile ai più diventa indispensabile.

Esiste una soluzione?

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Per l'efficienza dei cantieri internazionali di lavoro, si pone la questione delle lingue: inglese? multilinguismo? traduzione simultanea? esperanto?

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Sconfitta delle lingue nazionali in materia di comunicazione

Dopo più di mille ore di studio della prima lingua straniera, nella scuola secondaria o al liceo, i risultati sono spesso deludenti.

"I nostri studenti sono, al 99%, incapaci di fare una frase che sia opera loro, incapaci di leggere un'articolo di giornale, incapaci di intrattenersi con un compagno della stessa età nella sua lingua."

Rapporto Bertaux, 'le Monde de l'Education', ott. '82

Quale migliore prova della sconfitta delle lingue nazionali se non l'esistenza di traduttori ed interpreti in tutte le riunioni internazionali?

A Zurigo, all'inizio di giugno del '91, durante il Congresso dei Verdi europei, un partecipante spagnolo non ha potuto farsi capire... per mancanza di un traduttore.

Secondo alcuni professionisti incaricati della formazione degli interpreti, dei traduttori e degli insegnanti di lingue, il vero bilinguismo è estremamente raro e raramente durevole. Chi pretende il contrario lusinga ma inganna l'opinione pubblica.

Esiste una lingua chiara, precisa e logica, priva di qualsiasi legame con qualunque nazione?

Si, l'esperanto...

Cos'è l'esperanto?

Zamenhof è l'iniziatore dell'esperanto, fece pubblicare il primo manuale nel 1887.

L'esperanto è regolare, stabile, chiaro, ricco.

La sua grammatica è coerente ed il suo alfabeto consta di 28 lettere.

Il 75% delle radici sono latine e le terminazioni sono regolari.

La coniugazione è razionale: la terminazione varia solo con il tempo; non ci sono verbi irregolari!...

L'accento tonico è sempre marcato sulla penultima sillaba. La regolarità e l'ortografia fonetica consentono un considerevole risparmio di tempo nell'apprendimento di questa lingua.

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O per i sostantivi parolo parola

I per i verbi all'infinito paroli parlare

A per gli aggettivi parola orale, verbale

E per gli avverbi parole oralmente

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Il complemento oggetto indiretto si indica con la lettera finale "N". Una cinquantina di prefissi e suffissi consentono di formare, partendo dalle radici, un gran numero di parole.

Ecco alcuni esempi di utilizzo degli affissi:

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Affissi ARBO = albero

AR (collezione, gruppo) arbaro foresta

AR + ET (diminutivo) arbareto boschetto

AR + IG (rendere) arbarigi imboschire

SEN (senza) + ... + AR + IG senarbarigi disboscare

AR + IST (professione) arbaristo forestale

ID (discendente di) arbido piantina

PRA (carattere primitivo) + ... + AR praarbaro foresta vergine

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Perché l'esperanto?

Durante l'assemblea generale di Marsiglia nel 1989, i Verdi hanno votato una mozione che proponeva l'uso dell'esperanto negli incontri internazionali.

E' stata in seguito creata una commissione nazionale.

Oggi, e più che mai, l'esperanto viene usato con successo, tanto nel campo della letteratura (romanzi, saggi, poesia, teatro) che in quello delle scienze e delle tecniche.

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Nel 1987, 6.000 persone provenienti da 63 paesi parteciparono al congresso universale di Varsavia per il centenario dell'esperanto, senza interpreti né traduttori...

Lo stesso anno, 1.300 scienziati hanno preso parte ad un importante convegno in Cina, con l'esperanto come lingua di lavoro...

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Questa lingua viene praticata in quasi tutti i paesi. Oltre 150 università, dislocate in 28 paesi, impartiscono ufficialmente corsi di esperanto.

30.000 opere originali o tradotte danno accesso alla cultura degli altri paesi.

Alcuni organismi hanno capito i vantaggi dell'esperanto come lingua di lavoro:

* l'accademia internazionale delle scienze (AIS) di San Marino;

* la scuola Freinet nei suoi congressi internazionali.

L'originalità e l'efficienza di questa lingua stanno prima di tutto nella sua facilità di apprendimento e di utilizzo.

D'altra parte, esperimenti all'università dell'Illinois (USA), studi all'istituto di Paderborn (Germania), recenti ricerche a Zagabria (Croazia) provano il suo valore propedeutico per l'apprendimento di altre lingue.

L'esperanto è conforme allo spirito degli articoli 2, 19 e 27 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo. Viene riconosciuto dall'UNESCO sin dalle sue risoluzioni del 1954 e 1985 per i risultati ottenuti a livello degli scambi intellettuali internazionali e della comprensione tra i popoli.

Il traduttore elettronico tascabile messo recentemente a punto dai giapponesi, utilizza l'esperanto. Si può rimproverare a questi imprenditori di "operare" nell'utopia?

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La stessa NASA ha spedito nello spazio, a bordo della sonda "Voyager 2" nel 1977, il seguente messaggio, diffuso in più lingue tra cui l'esperanto, indirizzato ad eventuali altre civiltà:

"Amikoj, mi parolas al vi el la planedo Tero. Mi reprezentas la landon Aùstralion, la insulan kontinenton en la suda hemisfero de nia planedo. Ni strebas (1) vivi en Paco kun la popoloj de la tuta mondo, de la tuta kosmo, kaj labori kun ili por la komuna bono de ciu viva estajo (2). Mi salutas ciun, kiu komprenas. Adiaù!"

(1) Ni strebas: ci sforziamo di ...

(2) Viva estajo: essere vivo.

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I Verdi raccomandano l'uso dell'esperanto negli scambi internazionali.

Lingue regionali, nazionali ed esperanto

Per noi, Verdi, molto sensibili al problema delle minoranze, questa lingua neutra mette tutte le altre lingue su un piede d'uguaglianza, evitando cosi l'egemonia di quelle che vogliono imporre i paesi economicamente o militarmente forti. Ogni cittadino ha il diritto di esprimersi nella propria lingua.

I regionalisti, a buon diritto, sono molto legati alle loro culture, ed alle loro lingue.

L'esperanto non entra in concorrenza con esse, ma si pratica su un altra scala.

Se si considerano tre livelli di comunicazione:

* le regioni conservano le proprie lingue;

* i paesi salvaguardano le loro;

* su scala mondiale, l'esperanto consente di comunicare pur rispettando l'identità culturale di tutti i popoli.

Proposte dei Verdi in favore dell'esperanto

I Verdi raccomandano l'utilizzo dell'esperanto negli incontri internazionali.

Altri movimenti Verdi si sono impegnati su questa via (Ucraina, Irlanda, ecc.).

L'adozione dell'esperanto come lingua ponte faciliterà la comunicazione ad ogni livello, tanto a quello delle istanze internazionali che a quello dei cittadini.

L'acquisizione delle lingue straniere sarà maggiormente proficua, grazie all'apprendimento iniziale dell'esperanto, tutti gli esperimenti realizzati l'hanno dimostrato.

Perciò, per preparare il futuro, i Verdi propongono l'insegnamento della lingua internazionale, l'esperanto, in modo progressivo, sullo stesso piano delle altre lingue, a qualsiasi livello.

Con l'incremento degli scambi umani, tutti i documenti ufficiali così come le istruzioni relative alla sicurezza saranno compilati nella lingua nazionale ed in esperanto, per scrupolo di equità e di efficienza.

La comunicazione cosi facilitata consentirà una migliore comprensione degli individui tra loro.

La paura dell'altro ed il razzismo che ne deriva lasceranno il posto alla fiducia necessaria per la vita in società.

L'esperanto, facilitando il dialogo, è portatore di un'idea di fratellanza e di pace tra i popoli.

Era il messaggio del suo iniziatore, oggi è quello dei Verdi.

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Al Parlamento Europeo

Ecologia, Esperanto, stesso avvenire?

Perché l'esperanto contribuisce a promuovere la pace migliorando la comprensione tra i popoli;

Perché l'esperanto si preoccupa di rispettare il diritto di ogni persona di utilizzare la propria lingua materna (nazionale o regionale) in un spirito di pluralismo culturale pur opponendosi all'uso abusivo se non addirittura imperialista delle lingue dominanti;

Perché, utilizzando la lingua neutra esperanto, noi, Verdi, federalisti europei e mondialisti, potremmo eliminare ogni discriminazione di ordine linguistico nelle nostre attività di cooperazione internazionale;

Perché l'esperanto consente di coniugare unione, diversità e solidarietà;

Il suo futuro è strettamente legato a quello dell'ecologia!

Bruno Boissières, Deputato Verde al Parlamento Europeo

Solange Fernex, co-deputata Verde al Parlamento Europeo

 
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