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Radio Radicale Barbara - 18 maggio 1994
Artur Zheji

Vienna, 17 maggio - (Adnokronos) - E' polemica in Austria tra il ministro degli Interni, Loeschnak, e le organizzazioni umanitarie sul caso di cinque albanesi riparati nel Paese dopo essere fuggiti dal Kossovo, dove si erano rifiutati di prestare il servizio militare nell'esercito della ex Jugoslavia.

Arrestati in Austria giovedi', solo uno di loro è stato rilasciato dal carcere di Graz, mentre gli altri attendono tuttora che il loro caso venga risolto: se venissero rimpatriati, i disertori sarebbero passibili della pena di morte.

Il ministro Loeschnak ha affermato che i cinque si trovano in Austria senza alcun titolo di legittimità. Pertanto, secondo il ministro, una volta esauriti i ricorsi per le vie legali, essi dovranno essere espulsi in Slovenia, una delle tappe della loro lunga fuga dal Kossovo. La Slovenia, ha ricordato il ministro, ha firmato a pieno titolo la convenzione di Ginevra sui rifugiati e deve essere quindi considerato un "paese terzo che garantisce il rispetto della convenzione". Ma il capo della polizia slovena ha già annunciato che il Paese non è disposto a riceverli, ed intende rinviarli in Patria qualora entrassero in territorio sloveno.

Manifestazioni di protesta hanno avuto luogo nei maggiori centri del paese, ed il caso sta coinvolgendo personalità di quasi tutte le colorazioni politiche, oltre ai rappresentanti delle organizzazione umanitarie.

Christian Amann, rappresentante di Amensty International, ha accusato Loeschnak di "mentire spudoratamente", in merito alle conseguenze che un eventuale ritorno in patria potrebbe avere per i cinque albanesi del Kossovo. E lunedi sera in televisione il borgomastro di Graz, Alfred Stingl, ha fatto appello al governo "affinché le leggi sull'asilo vengano interpretate con maggiore generosità", sopratutto in casi drammatici come questi.

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Questa dunque la notizia che proviene dall'Austria. E possiamo dire che è un caso fortunato per quanto al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. Ma quanti sono i casi simmili in Italia? Chi se ne parla, e chi si interessa? Perche in Italia, notizie del genere non fanno "notizia"? Mi sembra che vale la pena di pensarci sopra affinche i cosidetti "desertori" di una guerra criminale, vengano almeno accolti con dignità e rispetto come profughi. "Rimpatriarli", vuol dire cinicamente mandarli dritto nelle mani dei tribunali militari, dritto in carcere o di fronte un plotone di esecuzione...

 
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