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Conferenza Partito radicale
Di Robilant Filippo - 18 maggio 1994
TRIBUNALE PERMANENTE:INCONTRO CON LA ILC
INCONTRO A GINEVRA TRA EMMA BONINO ED ALCUNI MEMBRI DELL'INTERNATIONAL LAW COMMISSION, L'ORGANO AUSILIARIO DELL'ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE INCARICATO DI REDIGERE LA BOZZA DI STATUTO DEL TRIBUNALE PENALE PERMANENTE.

Emma Bonino, Segretaria del Partito Radicale, accompagnata da Filippo di Robilant, tesoriere del Comitato "Non c'è Pace senza Giustizia", e da Ken Graham, Segretario Generale di "Parliamentarians for Global Action", ha incontrato il 16 maggio a Ginevra alcuni autorevoli giuristi internazionali membri dell'ILC: Robert Rosenstock (USA), Pemmaraju Sreenivasa Rao (India), Gaetano Arangio-Ruiz (Italia), Mehmet Guney (Turchia) e Gudmundur Eiriksson (Islanda). Una intensa riunione di lavoro si è anche svolta con il Segretario Generale della Commissione, Jacqueline Dauchy, e l'esperto di codici, Rama Montaldo.

Scopo principale degli incontri è stato da una parte quello di fare il punto della situazione riguardo i lavori della Commissione e, dall'altra, rendere nota la posizione del Partito Radicale rispetto ad una rapida approvazione dello Statuto ed ai suoi contenuti. I punti di particolare interesse sollevati:

- conoscere la composizione del Gruppo di Lavoro sullo Statuto del Tribunale Permanente ed il calendario dei suoi lavori;

- verificare l'attuale contesto politico dell'iniziativa ed il contenuto delle osservazioni da parte dei Paesi membri;

- assodare l'intenzione dell'ILC di concludere i propri lavori sullo Statuto entro la presente Sessione (2 maggio-22 luglio);

- discutere del ruolo dei parlamentari nel promuovere e negoziare l'iniziativa del Tribunale nei confronti dei propri governi;

- approfondire alcuni aspetti tecnico/giuridici dello Statuto ancora irrisolti, soprattutto relativamente alle categorie di crimini sulle quali il Tribunale avrà senz'altro giurisdizione.

In base a quanto emerso, dal punto di vista strettamente tecnico, la ILC è perfettamente in grado di concludere lo Statuto entro la presente Sessione. Il Gruppo di Lavoro, relatore l'australiano Crawford, si è fissata il 23 giugno come data limite per trovare il consenso sui principali punti ancora aperti, per poi trasferire il dibattito in plenaria i cui lavori si concludono il 22 luglio. Il Gruppo di Lavoro è composto da 23 membri, due terzi quindi della composizione totale della Commissione: appare di conseguenza naturale aspettarsi che la plenaria non riservi grosse sorprese o difficoltà vista la rappresentatività del Gruppo di Lavoro. Nel caso lo Statuto venga approvato dall'ILC, l'Assemblea Generale ha sin d'ora previsto di prendere in esame la questione a partire dalla fine di ottobre, il che significa che una decisione nel merito potrebbe avvenire verso la fine di novembre.

A fronte di questa visione "tecnica" assai ottimistica bisogna fare i conti con una realtà che nasconde invece numerosissime insidie.

Anzitutto bisogna tener conto dell'attaccamento alle sovranità nazionali che è, in questo caso, molto forte e resistente, l'atteggiamento di alcuni essendo che per il Tribunale ad hoc sulla Yugoslavia si trattava di "loro" mentre per il Tribunale Permanente si tratta di "noi". L'effetiva creazione del Tribunale incarnerebbe poi una sconfitta per l'ONU il cui mandato e la cui vocazione sono di individuare soluzioni "diplomatiche" ai problemi nel mondo, con il logico sequitur che fintanto che esse non sono individuate l'idea del Tribunale rimane in voga, salvo poi scemare a mano che queste "altre" vie si concretizzano.

Il problema dei costi rappresenta anche una seria fonte di paralisi. Il reperimento delle risorse peserà come un macigno sulla reale possibilità di azione del Tribunale. Malgrado non dovrebbe accadere, questo elemento condiziona l'orientamento dei lavori della Commissione.

Da considerare inoltre è il senso di generale frustrazione che aleggia sulla Commissione, la quale non vuole produrre l'ennesimo Statuto o Trattato che successivamente viene accantonato od impallinato dall'Assemblea Generale. Mentre l'ILC dovrebbe limitarsi a fornire elementi tecnici, essa in realtà non è scevra da condizionamenti politici. Vi è ad esempio il problema dei Paesi con una opinione pubblica debole od inesistente che, in sede di Sesta Commissione (giuridica), tenderanno a procrastinare il tutto; all'interno dell'ILC questo atteggiamento già emerge ( emblematica è stata la posizione espressa dal membro indiano). In questo senso è necessario evitare che lo Statuto, una volta sottoposto all'Assemblea Generale, entri in una sorta di "limbo" politico.

Il nodo principale da sciogliere è la serie di categorie di crimini su di cui il Tribunale dovrà avere - alla stregua di un "minimo comune denominatore" - giurisprudenza. La proposta radicale e di PGA è stata di includere, nell'ipotetica Lista A, genocidio e crimini di guerra, in base alla "rationale" che sia essenziale partire con il Tribunale al più presto, riservando semmai di allargare l'elenco dei crimini e dei reati a mano a mano, inserendoli per il momento in una Lista B. In tal senso è stata sottolineata l'importanza vitale che, di fronte alle tragedie in corso ed al cospetto delle legittime aspettative dell'opinione pubblica, un segnale concreto fosse opportuno darlo al più presto. Alcuni membri sono apparsi propensi invece ad inserire nella Lista A anche altre categorie, ad esempio aggressione e narcotraffico, rischiando dunque di allungare i tempi dell'approvazione. Inoltre l'avversione all'idea di perseguire nel creare altri Tribunali ad hoc è stata fortemente marcata, anche perché, al di là

delle motivazioni attinenti alla promozione di un nuovo e permanente diritto internazionale, essi non avrebbero la fondamentale connotazione del deterrente.

Altri problemi ancora da risolvere sono: il Tribunale deve essere un organo delle Nazioni Unite ( come la Corte Internazionale di Giustizia) oppure un organo indipendente? Gli Stati dovranno accettare la giurisdizione del Tribunale per certi crimini per il semplice fatto di aver sottoscritto lo Statuto oppure sarà necessario prevedere di volta in volta dichiarazioni supplementari? I processi in contumacia saranno autorizzati? Anche il Pubblico Ministero potrà andare in appello, diritto già acquisito per l'imputato? Per quanto riguarda la pena di morte, essa è già stata esclusa.

In buona sostanza la situazione, soprattutto riguardo ai tempi, appare fatta di luci e di ombre, di punti di vista che vanno dal rosa al nero: in definitiva, essa si rispecchia bene nelle parole di Robert Rosenstock (membro USA): "l'adozione dello Statuto entro questa Sessione è possibile ma non probabile".

 
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