Non ho molto da eccepire su tutto ciò ma, qualcosa a proposito di quelle "debolezze strutturali" europee vorrei dirlo. Lo faccio da "vecchio" federalista europeo pensando che tali "debolezze" siano in realtà racchiuse in quella che è LA debolezza massima dell'Europa: la mancanza di un suo autoCostitirsi.In un articolo su Le Monde del 7 maggio scorso, la professoressa di filosofia B. Kriegel afferma: il potere costituente appartiene solo al popolo; il popolo europeo non esiste; quindi è impossibile pronunciarsi su una Costituente europea.
Si potrebbe obiettare in vari modi a queste tesi ma rimane il fatto che, comunque, il nodo è proprio la presenza di 12 ferrei binomi popolo/Stato e l'assenza di quello "trans-popolo/trans-Stato" che avrebbe potuto e può farci arrivare in brevissimo tempo agli Stati Uniti d'Europa.
Questo osservavo alla fine degli anni '70, dopo aver militato in un movimento federalista europeo che più cercava di raggiungere l'obiettivo federalista europeo più lo vedeva intralciato da "pietre di inciampo" ammantate di "europeismo".
A questa osservazione aggiungevo che non poteva sorgere quel "transpopolo" europeo fintanto che esso stesso non si fosse incarnato, non si fosse dato una unità (unità non nelle diversità ma unità nella VARIETA'), non si fosse dato una IDENTITA'.
Difatti il necessario sconvolgere l'assetto nazionale europeo per costituire quello federale, non poteva passare attraverso un novello "Garibaldi" che partasse alla conquista di popoli altri ma passava - nelle democrazie - attraverso l'opera di con-vincimento dei popoli altri, attraverso il dialogo anzitutto. Dialogo e identità però impossibili poiché l'assetto culturale e linguistico risultava (e risulta) transnazionalmente in-fondato e in-fondabile democraticamente attraverso la (dis)soluzione del (nell') egemonia anglofana. Questo però è stato (più o meno sotto le mentite spoglie plurilinguiste) il lavorio dell'élite europeista e federalista europea. Una élite che è sempre rimasta "oligarchica, totalitaria e fascista" rispetto al federalismo linguistico. Niente di male, per carità, ma credo che ormai in/per l'Europa una tale contraddizione non può non essere che denunciata con sempre maggior forza poiché gli Stati Uniti d'Europa - come 40anni di fallimento politico insegnano - non possono non passare che
attraverso il costituirsi in quanto "transpopolo" democratico: per ciò la lingua federale è l'"assoluto relativo" europeo!
E dopo tanti anni di cadaveri di federalisti generici visti passare lungo il fiume degli Stati Uniti d'Europa non si può non prenderne atto. Non si può continuare a sognare a partire dalla realtà dei fatti!