CRAXI IN TUNISIA: MALTRATTAMENTI E VESSAZIONI PER I GIORNALISTI. PERCHE' IL MINISTERO DEGLI ESTERI NON PROTESTA?
Roma, 22 maggio - Alla ricerca di tracce della presenza di Bettino Craxi in Tunisia, giornalisti ed operatori televisivi italiani sono stati fermati per ore dalla polizia, che ha sequestrato loro del materiale filmato: che non riguardava, si badi, degli obiettivi militari, ma soltanto la villa dell'ex leader socialista.
In merito alla vicenda, Antonio Stango, della segreteria del Partito Radicale, chiede al nostro Ministero degli Esteri di intervenire con una ferma nota di protesta nei confronti del governo tunisino, e ricorda a questo proposito la drammatica situazione dei diritti umani nel Paese che Craxi scelse come suo luogo di vacanza privilegiato:
"Come si legge nei rapporti di diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani, negli ultimi tre anni migliaia di persone sono state arrestate, tenute in detenzione segreta e sottoposte a tortura; le violazioni riguardano non solo i simpatizzanti dei gruppi illegali di opposizione, ma anche i parenti, gli amici e i conoscenti dei critici del governo. La repressione colpisce anche avvocati e giornalisti, e la Lega Tunisina dei Diritti Umani e' stata chiusa; il governo tunisino ha istituito invece sulla materia delle commissioni ministeriali di facciata, prive di indipendenza e potere effettivo. In questo quadro, e mentre l'Italia ha la presidenza annuale della CSCE che si prepara ad avere un rapporto piu' intenso con i Paesi del Mediterraneo meridionale, e' fondamentale che il nostro governo non passi sotto silenzio questa violazione inaccettabile del diritto all'informazione ed all'attivita' giornalistica".