Ho visto, su un freddo gradino di marmo di una vetrina di Firenze, un doloroso gomitolo d'amore, un padre accovacciato che, disperatamente, stringeva a se un bambino di pochi anni, mentre il bambino si lasciava stringere, abbandonato contro il petto del padre.Il volto del padre era quasi scomparso nella ricerca di proteggere il figlio dal freddo, le mani, grandi, erano teneramente unite e formavano una culla desolata, ma umanamente viva.
Nel nascondersi del volto, si intuivano sentimenti e sensazioni contrastanti: la vergogna del chiedere l'elemosina, la disperazione e l'angoscia di chi sa di non essere , ne oggi ne per chissa quanto tempo, in grado di soddisfare le legittime ed istintive richieste del figlio, un luogo caldo, qualche cosa da mangiare.
Nell'abbandono del figlio, si leggeva, comunque, la sua profonda fiducia nel padre, la soddisfazione di un altro essenziale bisogno, l'amore del padre.
Quanto puo valere questo sentimento? Quanto puo sopperire alla carenza del necessario per il sostentamento? Nessuno puo dirlo, nessuno puo intuire quanta vita vi sia in quell'abbraccio, quanta volonta di resistere, di non lasciarsi andare.
Come sarebbe facile, in fondo, uccidersi, non pensarci piu, abbandonare al loro destino i propri figli, lasciando che qualcuno, se vuole, ci pensi; ma non e questo che quel muto gomitolo gridava ai passanti distratti.
Affamati, infreddoliti, disperati ed abbandonati, ma insieme, stretti l'uno all'altro, uniti dall'Amore nell'affrontare una vita che, secondo i nostri comodi canoni efficientisti e salutisti, non meriterebbe di essere vissuta, assurda sfida a chi si appella a Dio per chiedere favori terreni e prebende celesti.
Una sfida alla sorte e ad un destino che appare ineludibile, mentre gli annoiati e rassegnati figli di un edonismo male interpretato, di una sottocultura assurta al rango di verbo, si dilettano nel gioco innocente dell'assassinio per gioco, nella sfida criminale di chi riesce a colpire piu macchine lanciando pietre dai bui cavalcavia autostradali, di chi riesce a provocare l'incidente piu spettacolare del sabato sera.
Questo disperato gomitolo d'amore non apparira mai davanti alle telecamere, nessuna Donatella Raffai si commuovera a cachet, eppure vive di vita propria, moderna Pieta scolpita dal nostro dolore, dalla nostra insensibilita, dalla nostra bestiale incapacita di vivere.
E' difficile, travolti dall'emozione provata di fronte a questo spettacolo di amore brutalizzato, non cadere nella retorica, ma ogni tanto non fa male a nessuno ricordarsi di un mondo di sentimenti sepolto insieme al suo principale testimone, quel piccolo grande libro che Edmondo De Amicis scrisse ed intitolo Cuore.
In questo momento, in questo generale predominio della barbarie e del sopravanzare di una cultura di morte e di indifferenza, dobbiamo riuscire a recuperare le nostre piu profonde capacita spirituali, dobbiamo non vergognarci di piangere, di abbandonarci ai nostri sentimenti al di la di ogni ragionevole limite.
Ma piangere e commuoversi non basta, nessuna poesia ha mai fermato il cannone ne ha difeso la vita degli innocenti, questo la si ottiene con l'azione.
La parola e l'azione devono recuperare la loro vita ed il dolore nascosto nel gomitolo d'amore deve essere il demiurgo di questa rinascita.
Nessuno puo dirsi, in serena coscienza, libertario, democratico e laico se non vede il dilagare del dolore e della disperazione, se non intravede le vie dell'Amore.
Ognuno di noi puo trovare mille alibi, cosi come ho fatto davanti alla mia disperata sensazione di impotenza; puo pensare che, in fondo, non spetta a lui risolvere i problemi del mondo; puo essere scettico sulla realta, forse non era il padre, forse non era nemmeno un profugo, forse era solo un vagabondo che cercava di impietosire esibendo un bambino piccolo, forse.... forse.... forse....!
Tanti forse, tanti alibi, sicuramente la consapevolezza che, anche dandogli l'elemosina non si sarebbe risolto niente; forse, forse... oppure no!
La mia coscienza si rifiuta di assolvermi, qualche cosa avrei dovuto fare; quel piccolo grande gomitolo d'Amore ha avvolto la mia mente in una rete di sensi di colpa di cui vorrei potermi liberare, ma non posso, ne, ritengo, devo.
Questi sensi di colpa dobbiamo averli tutti, ognuno di noi deve riflettere; pensiamo che ognuno di noi potrebbe essere quel padre che stringe, impotente e disperato, il proprio figlio affamato ed infreddolito, mentre un groppo d'amore frustrato gli sale alla gola, fino a renderlo incapace di parlare.
Quest'uomo, come tanti della ex-Jugoslavia, come tanti profughi di guerra, ha perso tutto, e piu povero di ogni altro povero, perche aveva ed ora non ha piu; una assurda realta lo ha privato di ogni bene, forse aveva fatto progetti, pensato al futuro suo e dei suoi figli, lavorato per questo, arredato una casa, comprato pupazzetti di peluche e piccoli giochi per Natale o per la Befana; aveva creato un piccolo universo domestico fatto di tanta quotidiana banalita, che oggi non c'e piu; oggi e ricco solo di ricordi e di dolorosi rimpianti.
Cosa sarebbe di ognuno di noi se, come in Jugoslavia, ci fosse una violenta guerra civile o qualche altra catastrofe di portata tale da distruggere il nostro quieto vivere quotidiano? Come potremmo affrontare la vita se ci ritrovassimo senza la nostra casa, con il nostro denaro andato in fumo, senza risparmi ne possibilita? A cosa varrebbero le nostre capacita di architetti, manager, medici, studiosi, se dovessimo andare, peregrini, alla ricerca di un po' di pace in paesi dei quali non comprendiamo ne la lingua ne i costumi?
Persone come noi, costrette a vivere come mai noi vorremmo che vivessero i nostri nemici!
Io chiedo una mobilitazione, un intervento al fine di organizzare, insieme alle tante organizzazioni umanitarie esistenti in Italia, di offrire, ad ognuno di noi, la possibilita di adottare, simbolicamente, un bambino profugo e cerchi di aiutarlo al sostentamento, cercando di assicurargli un avvenire ed una vita degna di essere vissuta; aiutiamo i figli della violenza ad avere orrore della violenza ed a coltivare quel sentimento racchiuso in quel meraviglioso gomitolo d'Amore che puo illuminare le nostre menti piu di tante patetiche e sterili chiacchiere sulla solidarieta.