. TIEN AN MEN. QUANDO TUTTO E' COMINCIATO
La notte fra il 3 e il 4 Giugno del 1989 il regime comunista cinese soffocava nel sangue la protesta nonviolenta di decine di migliaia di studenti e di altri cittadini cinesi a piazza Tien An Men. A quella strage i Paesi democratici non seppero rispondere efficacemente: e fu come un segnale di "via libera" per altre repressioni, altro sangue. In Romania con Ceausescu in quello stesso anno e con Iliescu nel 1990, quando squadre di minatori furono chiamate ad uccidere per sgombrare la piazza dell'Università a Bucarest; nell'ex Unione Sovietica, in particolare nel Caucaso e nell'Asia centrale; nella ex Jugoslavia, fino agli orrori della Bosnia. La stessa Cina continua indisturbata la politica di annientamento del Tibet, mentre alle porte dell'Europa la Turchia può schiacciare con i bombardamenti, la giustizia militare e gli squadroni della morte le richieste di autonomia della popolazione curda.
Nel Golfo persico, in Somalia, in Bosnia una risposta della comunità internazionale c'è stata: mai adeguata, nella scelta dei tempi e delle modalità di intervento. Ora è il Ruanda, con centinaia di migliaia di vittime, a richiamare l'attenzione del mondo; ma sarà inutile ancora una volta, se i parlamenti e i governi democratici e le istituzioni internazionali non usciranno con determinazione dalla generale e sistematica indifferenza, quando non dalla sostanziale complicità con i responsabili dei massacri.
Non isolare con estrema fermezza il regime di Pechino ha consentito, se non determinato, la spirale di morte di questi cinque anni. Se oggi la parola "genocidio" torna ad essere tragicamente reale, ciò è anche dovuto all'ignavia con cui il mondo della politica internazionale accolse quella strage: la prima di questi anni di passaggio, naturalmente drammatico, dal mondo della divisione in blocchi ad un nuovo ordine internazionale, che non potrà basarsi che sulla fine, ovunque, del totalitarismo.
Nel concedere nuovamente alla Cina la clausola di "nazione più favorita" nelle relazioni commerciali, l'Amministrazione Clinton sembra invece dare in questi giorni il segnale di un'ulteriore abdicazione dalla moralità politica.
Anche per questo venerdì 3 Giugno, nel quinto anniversario della strage di Tien An Men - e mentre il presidente Clinton sarà a Roma in visita ufficiale -, nel cuore della città, sulla scalinata di Trinità dei Monti a piazza di Spagna, ricorderemo dalle ore 18 in silenzio le migliaia di vittime di Tien An Men e di tutte le stragi di questi cinque anni.
"Tien An Men - Bosnia - Ruanda", semplicemente, sarà il principale slogan, dipinto su decine di bandierine: quelle stesse che, in Cina, vengono adoperate per le manifestazioni del regime. Al di là di ogni altra divisione politica, l'invito ad esserci vale per tutti i movimenti, le associazioni, i partiti, i cittadini e gli ospiti di Roma.
Per adesioni, individuali e di organizzazioni, inviare un messaggio in casella ad A.Stango o telefonare al 689791 di Roma.