*LECITI!* LE_ga-CI_ttadini-T_elematic_I!
Vogliamo essere *LECITI!*
L'11 Maggio 1994 dalle ore 15.30 gli Agenti della Polizia Tributaria
cominciano ad irrompere nelle case di presunti criminali accusati di
associazione a delinquere finalizzata all'uso illegale di codici rubati e
al contrabbando di software illecitamente riprodotto. Pistole alla mano
vengono eseguiti gli ordini di perquisizione e sequestro emessi dalla
Procura della Repubblica di Pesaro: effettuati sopralluoghi,
ammonticchiato materiale elettronico in scatoloni sigillati e notificati
avvisi di garanzia ad increduli gestori di sistemi telematici amatoriali.
E' un momento particolare. La legge sul software e` entrata in vigore da
pochissimi mesi e per la prima volta al mondo con una tale intensita` la
Giustizia decide di scovare e perseguire chi e` dedito alla diffusione
illegale del software, ma sopratutto chi utilizza impropriamente codici
segreti (password illegali, numeri rubati di carte di credito ecc. ).
Finalmente!
Anni di Far West hanno portato l'Italia ai vertici mondiali del traffico
di programmi illegali, della produzione di virus nonche` della pratica
della penetrazione illegale nei sistemi riservati.
Finalmente!!!
Ma se e` vero che questo e` un segnale importante che puo`, se non
tranquillizzare il mondo della telematica `legale`, almeno lasciargli
qualche speranza di un ritorno alla vita civile, e` anche vero che ad un
esame piu` approfondito sembra proprio che questo blitz (denominato
"Fidonet Crackdown" o "Fidobust" per l'alto numero di nodi Fidonet
implicati, o operazione "Hardware 1" per sottolineare che le forze
dell'ordine hanno "preferito" prelevare di peso tutto l'hardware senza
procedere ad una scelta solo di cị che sarebbe stato utile ai fini delle
indagini) non potra` risolvere nulla per quello che riguarda la lotta al
soft-traffico e che l'azione cosi` generica della Giustizia
finira` per essere solo controproducente quando non inutile.
Non controproducente per la Giustizia stessa, ovviamente, che seguira` il
proprio corso discriminando, tra coloro che sono stati colpiti dal
provvedimento, i rei dagli innocenti. E provvedera` a condannare gli
spacciatori, gli importatori e i produttori di software illegale.
Non controproducente per il Mercato dell'informatica, che attraverso
queste misure spera di riacquisire quegli spazi che ingiustamente gli sono
sottratti dalla concorrenza sleale dei pirati.
Ne' controproducente per i grandi media di oggi, stampa e tv, che
potranno con semplicita` tirar fuori da questa storia qualche succulenta
(e forse anche truculenta) notizia su cui sparare qualche titolone
[si veda L'Espresso, o La Repubblica ad esempio o anche il Televideo].
Questa azione cosi` vasta del PM dara`, verosimilmente, una connotazione
ulteriormente negativa all'attivita` telematica in Italia, che gia` non e`
rosea.
La Giustizia, infatti, e` alla ricerca di `ignoti` che formano una
associazione a delinquere, e per far cio` manda tecnici informatici
veramente preparati ad effettuare chirurgici sequestri, una volta su
cento, e per il resto guardioni ignoranti (nel settore) che
sequestrerebbero allo stesso modo arance mercurizzate, mansarde non
condonate e ammennicoli elettronici vari.
Il mondo della telematica, le mille reti che si intersecano e, i
milioni di persone che si scambiano dati, senza conoscersi piu` di quando
basta a fornire quelle quattro informazioni tecniche per attivare un
collegamento, sono a rischio. Tutti sono in un certo senso `ignoti`.
Anzi e` proprio questa condizione che permette la Grande
Equalizzazione sociale, quella facilita` di rapporto e quindi quella
capacita` di scambio umano che le reti di computer, e solo le reti di
computer, hanno saputo dimostrare. Non certo la stampa tradizionale, non
certo la TV.
Ma se basta questo per essere a rischio allora chiunque e` sotto
la mannaia. Il solo fatto di possedere un modem e` gia` di per se` un
indizio.
Insomma c'e` da una parte una federazione (implicita) di organizzazioni
criminali che utilizza le reti di calcolatori, ma non diversamente da
quanto le Mafie del mondo abbiano fatto e facciano con tutte le altre
tecnologie: il mercato consumer dei teledrin, prima, e dei cellulari poi
e` decollato grazie ai pusher (piccoli spacciatori di droga) di tutto il
mondo, sempre reperibili, sempre disponibili. A questi che non ci siano
regole fa comodo, li copre.
Dall'altra i CIttadini TelematicI, che vogliono rispettare le regole quando
ve ne fossero, senza rischiare i propri lavori, il proprio tempo, i propri
soldi e la propria immagine per il desiderio di stare insieme e comunicare le
proprie idee liberamente.
Fino ad oggi le regole non c'erano e neppure controlli. Vivevano tutti
indisturbati, gli uni e gli altri.
Poi un PM "ha stabilito" la legge, non una Legge dello Stato Italiano, ma una
legge dell'esperienza: quale persona, specie se libero professionista,
dipendente statale, carabiniere, commerciante o guardia penitenziaria,
vorra` piu` gestire uno spazio di discussione telematico se questo puo`
comportare guai con la giustizia senza poter far nulla per evitarlo, senza
alcuna certezza del diritto.
La risposta, purtroppo, la stanno dando quanti in questi giorni stanno
rinunciando al proprio hobby e alla propria passione.
Non si puo`, e` vergognoso ed incivile, accettare la presunzione di
colpevolezza che si e` ormai diffusa.
Non si puo`, e non basta, semplicemente *resistere*, con caparbieta` e
con la fiducia (un po` cieca) che poiche' non si e` mai fatto nulla di
male non tocchera` anche a noi, sysop o utenti.
Resistere silenziosamente non basta. Credere di essere puliti non basta.
Oggi i CIttadini TelematicI capiscono di essere ad un passo dal
poter rivendicare il proprio DIRITTO ALLA INFORMAZIONE E ALLA
COMUNICAZIONE anche in Italia. Oggi i CIttadini TelematicI non si limitano
a fare i vasi di coccio, ma si danno da fare per far capire a quelli che
con loro non hanno mai parlato perche' non si sono mai calati nella
matrice di indirizzi elettronici che questa e` seriamente la FRONTIERA
finale dei media e che va colonizzata con la parte migliore delle forze,
con l'intelligenza e non con la forza. Oggi i CIttadini TelematicI
adottano, ciascuno in prima persona o per gruppi d'interesse o in
organizzazioni ad hoc, tutte le iniziative che ritengono utili per
generare quella pressione informativa e democratica necessaria per poter
porre, finalmente, la grande questione del DIRITTO alla COMUNICAZIONE
sui tavoli dei parlamenti nazionali e internazionali.
Oggi la LEga dei CIttadini TelematicI rivendica il proprio impegno di
lunga data a favore dell'ordine pubblico e della societa`. al rispetto
delle leggi e della convivenza civile e democratica di tutti gli individui
nel nome della certezza del diritto.
*LECITI!* LE_ga dei CI_ttadini T_elematic_I
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