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Giannini Leonello - 6 giugno 1994
Il rapporto delle NU accusa i serbi di "crimini contro l'umanità"
di Paul Lewis

New York Times 3 giugno 94

Nazioni Unite- Secondo il rapporto finale della Commissione delle N.U. che ha raccolto le prove sui crimini di guerra nella ex Jugoslavia i serbi bosniaci sono accusati di "crimini contro l'umanità" e "genocidio" e possono esser considerati responsabili per una politica di "stupro sistematico" nell'area della Bosnia Erzergovina. Il rapporto consiste in varie analisi dettagliate inclusa quella sulla pulizia etnica nell'area di Prijedor nel nord ovest della Bosnia, dove circa 50.600 musulmani e croati sono stati cacciati dalle loro case dai Serbi e quella sullo stupro, che indica come le violenze sessuali siano state a volte usate dai Serbi per seminare il terrore. I cinque membri della Commissione, guidati da Cherif Bassiouni - egiziano, docente di diritto alla De Paul University di Chicago - hanno esaminato tutti gli aspetti, per arrivare a 65.000 pagine di documenti, 300 ore di video-tape e una banca dati computerizzata che servirà al Tribunale dell'Aja per documentare i crimini di guerra.

Nonostante sia passato più di un anno dalla creazione del tribunale ad hoc il Consiglio di Sicurezza non ha ancora scelto il Pubblico Ministero per istruire i procedimenti indiziari attraverso la Commissione di Esperti, per formulare le accuse e perseguire gli indiziati che siano raggiungibili e perchè sia possibile portarli dinanzi alla corte.

- 52811 evacuati da Prijedor

Nell'analisi della pulizia etnica nell'area di Prijedor la Commissione ha riportato che 52.811 persone, di cui la maggior parte musulmani sono stati cacciati dalle loro case dai Serbi dall'aprile del 1992 e molti di loro uccisi, torturati, imprigionati in campi di concentramento. La Commissione ha ribadito "che quanto accaduto a Prijedor da quella data rientra nell'ambito dei crimini contro l'umanità. Inoltre il rapporto sottolinea come questi crimini siano classificabili come genocidio.

La Commissione ha calcolato che tra il 1991 e il 1993 il numero dei Serbi nella regione è salito da 47.745 a 53.637 mentre il numero dei musulmani è sceso da 48.300 a solo 6.124, il numero di croati è sceso da 7.131 a 3.169 e il nuemro delle altre etnie da 6.350 a 2.621.

La Commissione ha concluso che l'operazione di "pulizia etnica" è stata tendenzialmentre concentrata nell'area tra Gorazde nel sud est lungo il fiume della Drina passando per Zvornick fino a Banja Luka e Prijedor.

La Commissione dice che lo stesso tipo di astrocità commesse attorno a Prijedor si è verificato in molte altre "opstinas" (regioni) come Banja Luka, Brcko, Foca e Zvornik, su cui la Commissione ha ricevuto significative informazioni che portano a queste conclusioni.

La Commissione ha accusato i serbi di atti di selvaggia violenza commessi con estrema brutalità per incutere terrore tra i civili indicendoli a fuggire e a mai più ritornare.

Nelle sue indagini sugli stupri il rapporto conclude che "lo stupro è stato commesso da ciasuna parte in conflitto". Ma si rileva che "la maggior parte delle vittime sono tra le musulmane bosniache e che il maggior numero di criminali è tra i Serbi bosniaci".

La Commissione dice che sono stati identificati con nome e cognome o in altro modo circa 800 vittime di stupri o violenze sessuali. Altre 1.673 vittime sono oggetto della relazione ma non identificate mentre 4.500 casi si aggiungono ma non sono specificati.

Posto che molti stupri non vengono relazionati, la Commissione ha valutato come "una non irragionevole stima" che circa 20.000 donne possano esser state vittime di stupro nel corso della guerra di Bosnia. Questa stima è stata fatta l'altro anno da una squadra di investigatori dell'Unione Europea guidata da Simone Weil e dall'accademica britannica Anne Warburton.

- Stupratori identificati

La commissione ha riportato di essere in possesso di circa 600 nominativi di stupratori e di informazioni meno precise sull'identità di altri 900.

Il rapporto dice che "in Bosnia, la stupro e le violenze sessuali commesse dai Serbi nei confronti principalmente dei musulmani, sono frutto di crimini individuali o di gruppo perpetrati in assenza di un ordine politico. Ma continua dicendo che "Molti altri sembrano far parte di uno schema generale" le cui carattersiche includono elementi simili in zone non contigue; simultanee violazioni del diritto umanitario internazionale; simultanee azioni militari; simultanee azioni di evacuazione della popolazione civile; elementi comuni nella pratica dello stupro; ingigantimento dell'esasperazione e dell'umiliazione non solo delle vittime singolarmente considerate, ma anche dell'insieme delle vittime e tempificazione degli stupri.

Nei campi di prigionia, in particolare la Commissione ha detto, che lo stupro non sembra essere casuale ma indica innanzitutto una politica di incoraggiamento allo stupro avvalorata dalla mancanza di viglie comando all'interno del campo.

Il rapporto conclude che questi eventi suggeriscono che la politica sistematica di violenza sessuale esiste soprattutto in certe aree ma rimane da provare se sia realmente esistito un indirizzo politico per applicarla a tutti i non-Serbi.

 
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