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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Alessandra - 10 giugno 1994
(ANSA) Tra 200 e 250mila persone assassinate, 50mila torturate e almeno 20mila donne violentate; 715 campi di concentramento e detenzione, 150 fosse comuni. Questi alcuni dati accertati dalla Commissione dell'Onu sui crimini di gyerra nell'ex Jugoslavia - il cui rapporto verrà reso pubblivo i primi giortni della prossima settimana - anticipati dal Presidente della Commissione, Cherif Bassiouni in una teleconferenza da Chicago organizzata dal Comitato "Non c'è pace senza giustizia". I campi di detenzione si distinguevano in base ai prigionieri e al diverso trattamento loro riservato: per i vecchi, inabili al combattimento, non era prevista la tortura, ma venivano tenuti senza cibo nè medicinali; i giovani venivano torturati e spesso uccisi; donne e persone di famiglie facoltose venivano tenute in campi dove si praticava la tortura e lo stupro e in alcuni casi si prevedeva di poter essere liberati dopo il pagamento di un riscatto. "In questi tre tipi di campi - ha detto Bassiouni - l'umiliazione era all'ordine
del giorno, e la violenza sessuale ne era un elemento costitutivo."

La Commissione ha raccolto circa 1600 testimonianze di donne violentate, 800 di queste hanno rilasciato una dichiarazione scritta e molte hanno testimoniato di stupri cui hanno assistito.

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(ANSA) I circa 4500 casi di violenza sessuale così accertati sono stati moltiplicati per 4 ("il più basso indice di moltiplicazione - ha spiegato Bassiouni - previsto in criminologia per un reato quasi mai denunciato dalle vittime" ) e si è arrivati alla cifra di 20mila stupri, che ha un alto grado di credibilità, ed è sottostimata". Sono stati identificati con certezza 700 autori di stupri e tra loro ci sono un gran numero di comandanti e soldati dei campi. I crimini contro la popolazione, secondo il rapporto Onu, non erano affidati agli eserciti regolari, bensì a gruppi speciali che rispondevano direttamente al potere politico, affiancati da bande di criminali civili, "spesso armati dalla polizia locale, indotti a uccidere e rubare, nella completa impunità e con l'aura di eroi. La Commissione ha identificato 45 gruppi speciali di parte serba, 18 croati e 12 musulmani. Sono stati indagati reati commessi a partire dal 1· gennaio '91 nei tre conflitti della ex Jugoslavia. "In Slovenia - secondo Bassiouni - c'

è stata meno violenza, in Croazia ci sono state violazioni significative di Croati contro i Serbi, ma il più alto grado di vittimizzazione e le magiori atrocità si sono avute in Bosnia da parte dei Serbi. Il Tribunale internazionale contro i crimini nell'ex Jugoslavia, presieduto da Antonio Cassese, sarà operatico soltanto con la nonmina di un Pubblico Ministero.

 
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