STUPRARE PER TURISMO
(L'Opinione, sabato 11 giugno 1994)
Nel rapporto Onu dell'egiziano Cherif Bassiouni sui crimini di guerra c'è anche questo.
"WEEKENDAGI": in serbo croato, corrisponde a qualcosa come i "guerrieri del week end . C'erano anche loro, nel mattatoio della ex Jugoslavia. "Gente che veniva a trascorrere in Bosnia Erzegovina un fine settimana o una vacanza alternativa come miliziani. A provare l'emozione di combattere, uccidere, derubare e stuprare. Ne abbiamo individuati a centinaia almeno 500 provenienti dall'Australia; e molti altri da Germania. Austria e Svizzera . A parlare è l'egiziano Cherif Bassiouni, docente universitario e presidente della Commissione Onu sui Crimini di guerra nella ex-Jugoslavia. E la denuncia è un'anticipazione di un rapporto che uscirà tra pochi giorni, e le cui conclusioni sono state presentate in una conferenza stampa a cura del Comitato Internazionale »Non c'è Pace senza Giustizia", che ha come obiettivo appunto l'istituzione di un tribunale internazionale sui crimini di guerra.
"La nostra Commissione è stata costituita nell'ottobre del 1992 dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Siamo cinque esperti, col mandato di indagare sui crimini di guerra commessi nella ex-Jugoslavia a partire dal primo gennaio 1991. Purtroppo, non ci sono stati erogati fondi sufficienli, e questo ci ha impedito di compiere un lavoro veramente esauriente. Ma alcuni dati importanti siamo riusciti lo stesso a raccoglierli".
E cosa avete accertato?
Come stima generale, abbiamo calcolato per due anni e mezzo di guerra nella ex-Jugoslavia 255 mila persone uccise, 50 mila persone torturate e 20 mila donne stuprate. Abbiamo individuato 715 luoghi di detenzione o campi di concentramento. E abbiamo scoperto 150 fosse comuni, con un numero di cadaveri compreso tra i 5 ed i 3000. Sono cifre sconvolgenti. Non avete il dubbio di poter essere stati utilizzati per un'operazione di disinformazione?
Il nostro lavoro si e svolto con i metodi più scientifici possibili. Prediamo ad esempio gli stupri, che molti hanno cercato di presentare come pura propaganda antiserba. Abbiamo utilizzato 11 squadre con 35 donne. tutte volontarie. E ogni squadra consisteva di 3 persone: una pubblico ministero, una psicologa o psichiatra, ed un'interprete. Hanno indagato su 1600 casi reali, incontrandosi direttamente con 223 vittime in cinque città diverse. Per questo, ritengo le nostre proiezioni abbastanza attendibili.
Ma perchè secondo lei tanto odio?
C'e stata una deliberata strategia politica e militare da parte dei fautori della Grande Serbia. Politici di pochi scrupoli, che per conseguire il potere hanno aizzato deliberatamente i sentimenti nazionalisti e le paure ancestrali di un'etnia profondamente traumatizzata dalla storia. Questa strategia, per riuscire, doveva basarsi sulla pulizia etnica da qualsiasi elemento non serbo in quella immensa U che va dal Sava al Drina, per collegare fisicamente le comunità serbe in Croazia e Bosnia Erzegovina alla Serbia vera e propria. Ma là dove la popolazione era mista, c'era più cultura della convivenza, ed era quindi più difficile convincere gli "altri" ad andarsene. Le minacce non bastavano. Ed allora si sono usate le vie di fatto piu feroci, come gli stupri di massa. Apposta per spaventare la gente a tal punto da convincerla a non tornare più.
Tutta colpa dei serbi dunque?
Non sarebbe corretto incolpare i serbi in blocco. Piuttosto, è stato il fallimento di un intero sistema politico che ha messo il potere in mano ad un gruppo di dirigenti inadatti. Poi vorrei ricordare che, siccome i soldati regolari non erano stati addestrati a compiere atti di violenza del genere. si e ricorsi ai cosidetti »gruppi speciali". Vere e proprie compagnie di ventura per cui sono stati accuratamente selezionati i peggiori delinquenti, promettendo loro piena impunita e liberta di bottino. Di queste milizie ce ne sono state 45 serbe, 18 croate e 12 musulmane.
Ma sarebbe poi possibile identificare i colpevoli?
Noi stessi, con i limitati mezzi a nostra disposizione, ne abbiamo individuati 700.
E una volta individuati?
In alcuni casi, questi colpevoli risiedono all'estero, e sono quindi immediatamente perseguibili. Ma a parte questo, l'importante ora non è tanto erogare la sanzione, ma trovare le prove. Una volta che queste sono state raccolte, poi, si può anche aspettare.
Le situazioni cambiano. Ed i regimi politici non sono eterni, come ha dimostrato il 1989. D'altronde, guardiamo i crimini del nazismo. Sul caso Priebke, si è dovuto aspettare cinquant'anni. Ma, alla fine. anche li la giustizia ha colpito.
-Maurizio Stefanini-