DENUCIA ONU: BOSNIA, UN ELENCO DI ORRORI
(Il Secolo XIX, sabato 11 giugno 1994)
SARAJEVO Entrato in vigore alle 12 di ieri il "cessate-il fuoco" in Bosnia è stato violato dopo poche ore in almeno quattro centri a nord del Paese, proprio mentre venivano anticipati i drammatici dati contenuti nel rapporto della Commissione Onu sui crimini di guerra nella ex Jugoslavia. La relazione, che verrà resa pubblica nei dettagli la prossima settimana, è una lista di orrori, di crudeltà, di atti indescrivibili: 200-250 mila persone assassinate, 50 mila torturate, 20 mila donne violentate.
Gli uomini dell'Onu hanno accertato la presenza di 715 campi di concentramento e detenzione, e di almeno 150 fosse comuni.
Gli strateghi della guerra avevavo creati diversi tipi di campi di prigionia con tre "trattamenti" differenti.
C'erano i campi dove venivano ammassate solo persone anziane, troppo vecchie per combattere al fronte: una fortuna, per questi prigionieri, poiché a loro veniva risparmiata la tortura; in compenso mangiavano e venivano curati solo quando c'erano cibo e medicine. Il destino era segnato, invece, per i nemici giovani: per loro la tortura, fine a se stessa, era sicura. Poi c'erano i campi di prigionia per i ricchi: qui ie donne venivano torturate e stuprate senza pietà; la clemenza e la libertà la si potevano ottenere solo successivamente, e solo dopo aver pagato un riscatto in denaro. »In questi tre tipi di campi , ha affermato da Chicago Cherif Bassiouni, presidente della Commissione dell'Onu sui crimini di guerra nella ex Jugoslavia, collegato in teleconferenza con Roma al comitato "Non c'è pace senza giustizia", »l'umiliazione era sempre presente .
-Daniele Vulpi-