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Conferenza Partito radicale
Fischetti John - 22 giugno 1994
Ri: Vi prego fermatevi.

Caro amico radicale,

e uso questo termine non a caso o per convenzione; ci chiedi, ci preghi di fermarci. E' questo che vuoi ? Scusa se lo prendo alla lettera ma temo che questa sia l'unica soluzione alternativa al nostro fare politica, scandalosamente, con chiunque per un po' di strada condivida i nostri stessi obiettivi.

Ti faccio un esempio. Siamo da sempre garantisti, e tu ed io per la storia e la frequentazione comune sappiamo quale possa essere la durezza di una politica di garanzia nella giustizia. Mi sembra ovvio che coloro che vengono investiti da bufere giudiziarie siano del tutto d'accordo, spesso o sempre strumentalmente, su una politica garantista. Questo avviene a mio avviso perchè non sanno cosa comporta tale politica. Ma questo appoggio, il loro voto, le loro iscrizioni non cambiano la mia determinazione nel proporre e insistere su una politica garantista, semmai la rafforzano, oltre a darmi qualche strumento in più, cosa comunque molto importante in sé. Inoltre la possibilità che anche uno solo di loro apprezzi e comprenda quello che voglio fare e ne sia per ciò stesso mutato vale molto di più, per me, di mille attenti e rigorosi tutori del moralistico buon senso.

Tu sei meno garantista da quando De Lorenzo è in galera ? Sei disposto a svendere il diritto degli umiliati e offesi dalla "giustizia" pur di sapere che De Lorenzo non potrà usufruire, per esempio, dei benefici della legge Gozzini ? O preferisci la politica delle politiche separate. I mafiosi a regime duro e gli altri no. Ci hai pensato ?

Berlusconi ha firmato un contratto. Non importa se i suoi motivi non sono i miei. Ha firmato un contratto e finchè ne rispetta le clausole è una persona corretta. Ha firmato su cose che volevo realizzare da tempo e che ora solo grazie alla sua forza sarà possibile, spero, concretizzare. E per il momento quel contratto è stato rispettato: Berlusconi, al contrario di Andreotti, Craxi, e perfino Amato e Ciampi, ha ricevuto il Dalai Lama. Lo ha fatto nonostante gli strepiti della illuminata borghesia confindustriale. Non mi sembra poco, perchè se è vero che quell'atto non avrà conseguenze economiche, ed è quindi "indolore", è anche vero che è un fortissimo segnale politico, proveniente per di più da una persona che alcune forze politiche considerano più o meno un affarista senza scrupoli, un pirata "sceso in campo" solo per difendere specifici interessi.

Inoltre le forze della "sinistra storica" sono quasi sempre state CONTRO le iniziative e le scelte fatte dai radicali. Dovrei portare il progetto della riforma in senso anglosassone, uninominale a un turno, e il presidenzialismo a chi di queste cose non ne vuole sapere ? A chi le avverserà con ogni mezzo ? O dovrei far perdere alla mia iniziativa ogni incisività e calendarizzazione nei meandri dorotei ? C'è chi ha scritto che alla fine di un congresso democristiano i partecipanti sono disposti a firmare e votare qualsiasi cosa, tanto sanno benissimo che continueranno subito dopo a comportarsi come sempre.

Ecco perchè scandalizzo e dico "viva Berlusconi", e non mi fermo, pur consapevole di tutto ciò che Berlusconi è stato, pur conoscendo l'ambiente nel quale è cresciuto, ma anche ri-conoscendo le sue idee e le posizioni che in questi anni e per ciò che mi interesa sono valide, ad esempio sui referendum, al di là delle becere offese e della demonizzazione che ha subito,

Sono anche pronto, domani, a un Berlusconi che sceglie altri percorsi, altri valori, altri obiettivi, che non sono i miei. Fino ad allora sarò riuscito a far avanzare di qualche millimetro le scelte nella direzione giusta. Come sempre il criterio è non CON CHI ma per CHE COSA. Il che cosa di oggi di Berlusconi è, in parte, il mio che cosa di sempre. Sono anche ecologista, in senso radicale, e quindi cerco di evitare gli sprechi.

Caro amico, compagno radicale, ti prego, non fermarti.

 
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