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Conferenza Partito radicale
Di Robilant Filippo - 22 giugno 1994
Campagna internazionale sull'AIDS e sulle pandemie in genere promossa dal Partito Radicale (vedi conferenza partito n.3444) Coordinatore: Filippo di Robilant.

Continuano a pervenire commenti alla bozza di progetto ( per le osservazioni precedenti vedi conferenza partito n.3594). Eccone una ulteriore breve sintesi:

Dr.Giovanni Rezza, Direttore C.O.A.- Centro Operativo AIDS, Istituto Superiore di Sanità, Roma: "Il documento contiene una serie di interessanti proposte, basate sulla coscienza della attualità del pericolo rappresentato dalle emergenze epidemiche. Alcune affermazioni presenti nel testo... andrebbero smussate...in particolare... sui rapporti fra degrado ambientale, distruzione delle foreste tropicali, e comparsa di "nuove" epidemie. Trovo invece interessante il riferimento a patologie diverse dall'AIDS, in quanto negli anni recenti abbiamo assistito sia all'insorgere di microepidemie (es. malattie da Hantavirus) che alla ricorrenza di vecchie pandemie che hanno colpito soprattutto aree del mondo precedentemente risparmiate (es. colera in Sudamerica). Le interrelazioni fra ambiente, stile di vita e patologie infettive sono comunque estremamente chiare e le soluzioni richiedono allocazione di energie umane e risorse finanziarie. I mezzi di trasporto veloci mettono in contatto paesi in via di sviluppo ed aree i

ndustrializzate; per cui concordo con voi che le risposte non possono che essere globali (nel senso di transnazionali)..."

Dr.Francesco Castelli, Clinica di Malattie Infettive e Tropicali, Università di Brescia: " Innanzitutto, desidero significarle che sicuramente concordo con le sue linee generali...mi sembra che le attività di ricerca nei Paesi in Via di Sviluppo, sia di base che applicata nei vari settori influenzanti la epidemia (medico, sociale, culturale,etc.), siano fondamentali per poter acquisire strumenti di lotta sempre più operativi. A mio modo di vedere, l'incentivazione a chiare lettere di tali attività, a carattere collaborativo transnazionale, dovrebbe trovare spazio nel progetto tra le azioni da intraprendere su scala mondiale. Da ultimo segnalo che, oltre naturalmente al Global Programme on AIDS dell'OMS, anche l'AIDS Task Force della CEE potrebbe essere interessata a ricevere il progetto..."

 
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