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Conferenza Partito radicale
Dentamaro Gaetano - 23 giugno 1994
Radical-Fascisti?

Ma lo siamo sempre stati! Qual è la novità?

Radical-fascisti, certo! Noi con la "sinistra con i baffi" non siamo mai stati d'accordo.

Siamo radical - fascisti da una vita... che cosa volete?

Siamo - e siamo stati, se Dio ce la manda buona speriamo di continuare ad esserlo anche nel futuro - radical-terroristi, "froci, puttane, drogati", e tutto questo ci ha sempre evitato di essere "radical-chic".

Per la verità, anche di essere "radical-chic" siamo stati accusati, proprio da sinistra, ma per ignoranza e provincialismo culturale e intellettuale. Infatti il termine "radical-chic", nell'America degli anni Sessanta della post-contestazione, designava non i "liberals", repubblicani o democratici, cioè gli antistatalisti, gli anticorporativi, gli antiprotezionisti, bensì gli appartenenti alla "middle class" e alla "upper middle class" con simpatie per gli estremisti di sinistra tipo Black Panther Party (cfr. Tom Wolfe, "Lo Chic Radicale", in italiano da Bompiani, circa 1971).

Noi siamo stati tanto fortemente contro quella sinistra comunista, integralista e clericale, quanto fortemente siamo stati contro l'altra chiesa, quella cattolica e "democattolica", parimenti integralista e altrettanto se non di più clericale - per ovvie ragioni, visto che il clericalismo lo aveva inventato.

"Non avrai altra sinistra all'infuori di me": questo il leit motif del Pci per quarant'anni, e via con gli "indipendenti di sinistra", quanto invece dipendenti e servi, attori della "trahison des clercs"!

A Bruno Cattivelli, visto che abbiamo condiviso in passato lotte antimilitariste nonviolente, vorrei fare un po' di memoria. Non puoi venirci a dire che dodici anni fa eravamo d'accordo e sulle stesse posizioni, sicché oggi io e altri compagni RADICALI (e riformatori pannelliani, e antiproibizionisti iscritti che l'antiproibizionismo se lo pagano a suon di biglietti da centomila, visto che le lotte costano oggi più di ieri, e nonviolenti attivi dei digiuni e dei sit-in, per la libertà d'informazione o per il diritto internazionale, e tante altre cose ancora) oggi noi saremmo diventati fascisti e di destra, radical-traditori insomma. Ma quando mai Bruno? Lo siamo sempre stati: ricordi?

Ricordi il 1983? I missili a Comiso, tanto per fare un esempio?

Occhetto che grida "Mi sdraierò sui binari ecc." - buffone!

E un'altra polemicuccia proprio sul campo: ti ricordi che allora la posizione nostra, "radicale", era diversa da quelle dei "pacifisti"? Paolo Pietrosanti dovrebbe forse scriverne un racconto e un'analisi più approfondita, ma tanto per fare breve memoria darò io alcuni cenni.

Ai tempi degli euromissili, del campeggio a Comiso, sostenevamo che l'azione nonviolenta più adeguata al "livello dello scontro" fosse quella dell'invasione dell'aeroporto militare, perché questo avrebbe comportato arresti, denunce, detenzioni, processi: e tanto meglio quanto più di massa sarebbero stati.

I pacifisti del campeggio - figgicciotti, pacifisti, canisciolti e compagnia - non erano d'accordo: ma quale "invasione". Ci vuole "il blocco dei cancelli"! Tutti sapevamo che i "blocchi" non sarebbero finiti in aule di giustizia, ma in ospedale. E così fu. La polizia arrivava, picchiava, rimuoveva i "pacifisti" scaraventandoli ai lati della strada. Tutt'al più si poteva sperare che qualcuno reagisse malamente per appioppargli in sovrappiù la "resistenza e oltraggio" - come puntualmente avvenne.

Era l'agosto del 1983. In una decina di radicali antimilitaristi (e un paio di anarchici individualisti stirneriani... spesso il tipo di compagni di strada con cui ci siamo trovati) eravamo in isolamento nel carcere di Ragusa, per aver tagliato le reti ed aver invaso la base. Centinaia e migliaia di altri furono invece portati al massacro (letteralmente) davanti a quei cancelli dell'aeroporto Magliocco, dove Occhetto non si presentò mai.

La storia rischia di ripetersi? Mi sembra di no. Ma guarda: mi tocca sperare oggi più nell'evoluzione "a destra" che in quella "a sinistra". Ho più speranza che cambino Fini e Gasparri di quanta non ne ho nel cambiamento di D'Alema e Veltroni. Andate a leggervi l'intervista a D'Alema su "la Repubblica" di ieri 22 giugno. Udite la grande novità nell'organizzazione del partito: secondo D'Alema, bisogna integrare di più i sindacalisti iscritti al PDS nell'organizzazione, in modo che possano svolgere di più e meglio il loro ruolo di "cinghia di trasmissione". Bella roba davvero.

"Voi radicali, pazienti con tutti come santi e quindi anche con me, (...) non avete avuto paura nè di meretrici, nè di pubblicani nè tantomeno - ed è tutto dire - di fascisti". Scusate se è la millesima volta che vi sentite citare Pasolini che scrive al Congresso radicale (1975) poco prima d'essere ammazzato: "Contro tutto questo voi non dovete fare altro che continuare ad essere voi stessi: e quindi ad essere irriconoscibili, eternamente contrari, a volere, a pretendere, ad identificarvi con il diverso; a scandalizzare; a bestemmiare".

Vi segnalo in Conferenza Babele "Memorandum per la sinistra e per la rivoluzione", l'editoriale che Marcello Pera ha pubblicato su "Il Messaggero" di oggi 23 giugno. Buona lettura.

 
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