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Partito Radicale Danilo - 4 luglio 1994
TRIBUNALE AD HOC SULLA EX JUGOSLAVIA E CORTE PENALE INTERNAZIONALE: EMMA BONINO SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANI

Centrale, rispetto alla possibilità di esercizio dell'azione penale del Tribunale ad hoc che deve giudicare i crimini commessi nel territorio dell'ex Jugoslavia, è la nomina del pubblico ministero da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Mentre a Ginevra, i membri dell'International Law Commission stanno discutendo la bozza di statuto della Corte Penale Internazionale, che, se approvata, sarà iscritta all'ordine del giorno dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sua 49a sessione, a l'Aja, i giudici del Tribunale presieduto da Antonio Cassese, istituito con la risoluzione 808 del 22 febbraio 1993, svolgono il loro lavoro nell'attesa che la volontà politica dei membri del Consiglio di Sicurezza dia a loro e alla giurisdizione che rappresentano la possibilità di operare nella pienezza dei poteri.

Venerdì primo luglio, la segretaria del Partito Radicale, Emma Bonino, ha scritto al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e al Ministro degli Esteri, Antonio Martino, chiedendo loro di operare, anche in ragione dell'accordo di maggioranza Pannella-Berlusconi, perché siano superati gli ostacoli che hanno impedito a tutt'oggi la nomina del pubblico ministero della Corte dell'Aja.

Di seguito, il testo integrale della lettera:

"La mancata nomina, a tutt'oggi, del pubblico ministero da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, oltre a pregiudicare seriamente la credibilità del Tribunale ad hoc e ad impedire la celebrazione dei processi, può avere una ripercussione negativa rispetto alla nascita di quella nuova giurisdizione internazionale rappresentata dalla Corte Penale Internazionale.

Per queste ragioni, l'invito che Vi rivolgo è quello di far presente al Segretario Generale delle Nazioni Unite la situazione che si è determinata rispetto alla mancata nomina del pubblico ministero, che potrebbe inficiare la nostra comune volontà politica di concorrere alla creazione di una nuova giurisdizione internazionale, capace di dare alla pace la via certa del diritto, delle regole.

Il contratto di maggioranza sottoscritto il 7 giugno scorso prevede, tra l'altro, che il Governo italiano si impegni "ad operare con ogni energia perché l'Assemblea generale approvi lo statuto della Corte Penale Internazionale" e "ad operare con ogni energia alle Nazioni Unite perché venga nominato il pubblico ministero presso il Tribunale internazionale ad hoc sui crimini di guerra commessi nell'ex Yugoslavia".

Sono certa che voi vorrete dare seguito immediato ai contenuti di quest'accordo e in particolare ai due punti che ho sopra evocato. Restando in attesa di un vostro cenno di riscontro, Vi saluto con viva cordialità".

 
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