(L'Informazione, pagina 5) di Tommaso RediROMA. Ci è voluto più di un anno perché il consiglio di sicurezza dell'Onu nominasse il pubblico ministero per il Tribunale internazionale sui crimini di guerra commessi nei territori della ex Jugoslavia. Si tratta del sudafricano Richard J. Goldstone, giudice della Corte Suprema, in passato impegnato a indagare sulle violenze e sulle violazioni di diritti umani nel suo Paese, lacerato dalle divisioni razziali. Ora il Tribunale, composto da undici giudici e presieduto dall'italiano Antonio Cassese, potrà finalmente diventare operativo.
E' un successo per l'ltalia, che ha insistito per la nomina del Pm e che, nel giugno del 1993, promosse l'istituzione delI'organismo internazionale. Ma si tratta di un successo anche per il partito radicale di Emma Bonino e di Marco Pannella, che da mesi sostiene tenacemente questa battaglia. L'anno scorso i radicali consegnarono una petizione a Boutros Ghali, firmata da oltre 27 mila cittadini, tra cui molti premi Nobel, parlamentari di tutte le Nazioni, professori e esponenti del mondo dello spettacolo. A Pasqua, poi, hanno organizzato una marcia internazionale a Roma, con la partecipazione di decine di sindaci di città martiri, da Sarajevo a Coventry.
Il primo compito del pubblico ministero Goldstone sarà quello di analizzare le casse di documenti che compongono il rapporto della commissione di esperti, presieduta dal professor Bassiouni, che ha indagato sui crimini commessi nella ex Jugoslavia. I dati dell'orrore che escono fuori dal rapporto sono impressionanti: 200/250 mila persone uccise, circa 50 mila torturate, 20 mila donne stuprate, 715 luoghi di detenzione e campi di concentramento, oltre 150 fosse comuni.
L'istituzione del Tribunale ad hoc per la Bosnia costituisce il primo passo verso l'istituzione della Corte permanente dell'Onu che è ormai allo studio da più di dieci anni e consentirebbe di procedere penalmente nei confronti dei criminali di guerra, fornendo uno strumento di attuazione alle convenzioni sui diritti umani. Nell'accordo di governo tra i riformatori e Berlusconi, il Cavaliere si è impegnato formalmente a sostenere questa battaglia nell'assemblea delle Nazioni Unite. Come? E' probabile che il governo italiano presenti una proposta di risoluzione all'Onu.
[g.cap.]