Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
sab 02 mag. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Budapest - 20 luglio 1994
ROMANIA: EMMA BONINO - INTERVISTA

Sommario: intervista con la Segretaria del Partito Radicale, Emma Bonino rilasciata a Romania Libera, quotidiano di Bucarest, sulla situazione politica italiana, ma anche sui temi dello sviluppo economico e democratico dei paesi dell'Est Europa.

(Romania Libera, 18 luglio 1994)

------

UNA SOLA VIA: SVILUPPO INTEGRATO DELL' EUROPA OVEST E DELL' EST.

Colloquio a Roma con l'On. Emma Bonino

RL: Crede che Berlusconi abbia alleati scomodi?

Prevede divergenze all'interno della coalizione?

EB: Sono gia' ovvie. E gli alleati - non solo scomodi, ma anche non stabili. Nel senso che la posizione della Lega Nord e' una o l'altra, da un giorno all' altro. E' pure questo un fatto che fa si' che la situazione della maggioranza governativa nel parlamento sia instabile. Probabilmente nelle prossime settimane si chiarifichera' la posizione appunto della Lega. Adesso non si tratta solo di una azione protestataria, che ha portato loro dei voti, ma del fatto di governare.

RL: Una delle dichiarazioni di Fini, l'altro alleato, che ha insistito che "Mussolini sia stato il massimo uomo di stato italiano", ha suscitato molti commenti.

EB: Ho sentito, lungo questi anni, molte sciochezze. La sinistra raccontava che Stalin era una meraviglia assoluta, Krusciev un modello di democrazia. Vedete, a destra cosi' come a sinistra, il caldo provoca vertigini e fa un brutto scherzo.

RL: Che opinione ha della partenza di Occhetto dalla direzione del ex Partito Comunista ?

EB: E' una regola abbastanza semplice: quando perdi sempre e continui a perdere consensi - e sei il segretario generale del partito - ti si addebita la responsabilita'. E' giusto, prima eravamo abituati a vedere dai comunisti i leader a vita. Adesso sentono anche loro il bisogno di cambiare. Il problema per loro e' sempre lo stesso - quello che e' buono per il partito e' buono per il paese, e l'unica ideologia valida e' per loro quella che professano. E' anche questa una ragione per cui hanno perso le elezioni, quando il piu' importante slogan loro e' stato "Berlusconi e' il diavolo". Cioe' la vecchia colpa - diffamazione dell'avversario, calunnia, menzogna - e non la promozione di una alternativa politica. Temo che con l'elezione di Dalema a Segretario Generale, la storia sara' uguale. Il PDS e' rimasto una sinistra di matrice comunista, non liberale o social- democratica, come invece prova a presentarsi.

RL: Il suo gruppo politico ha avuto contati con la Romania, dopo il 1989. Qual'e' la sua analisi riguardo la nostra evoluzione negli ultimi anni ?

EB: Cio' che posso dire con sicurezza e' che la transizione si presenta per essere molto difficile, ma non ho forse abbastanza elementi per capire se e' infatti una evoluzione, anche se lenta, verso qualcosa di diverso, oppure e' solo un cambiamento di superficie, una apparenza. Da quello che vediamo da qui, ci sono elementi contradittori. Quindi e' difficile pronunciarmi. Io sono pero' una ottimista ed ho la convinzione che qualsiasi tipo di cooperazione non possa che migliorare il processo di democratizzazione nei paesi dell'Est, anche se per il momento, in alcuni casi, esso e' per di piu' di facciata.

RL: Infatti, a riguardo della cooperazione esiste - faccio riferimento alla Romania - una certa delusione verso l'attitudine dell' Occidente...

EB: Forse le aspettative sono state troppo grandi. Per i paesi dell'Est, adesso le preoccupazioni sono piuttosto di ordine economico, data la loro eredita'. Si sono svegliati di fronte ad un' Europa certamente molto piu' ricca, ma che e' sulla via di attraversare, anche essa, una crisi abbastanza forte. Percio' se a livello economico il sostenimento arriva piu' difficilmente, penso che si possa fare molto di piu' a livello di contatti, della condivisione dell' esperienza politica o tecnica, di un trasferimento di know-how.

RL: Si rende conto che se le cose vanno male dalle nostre parti, non andranno bene neanche all'Ovest ?

EB: Personalmente si'; ma non e' facile che anche altri fattori di decisione politica condividano questa convinzione. Sono assolutamente certa che ci sia una sola via: uno sviluppo integrato, concomitante dell'Europa dell' Ovest e dell'Est.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail