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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Angiolo - 25 luglio 1994
ARTICOLO DA ME INVIATO IL 15 LUGLIO SCORSO ALL'"INFORMAZIONE", MA MAI PUBBLICATO

LA CAMERA VOTA LA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE

Anche l'Italia si è schierata a favore di Caino. E lo fa per iniziativa dei Riformatori pannelliani che pure sono, come è noto, nonviolenti. Ma tranquillizziamoci, nella scelta non c'è contraddizione.

La Camera ha infatti approvato la mozione, presentata da 330 deputati di maggioranza e dell'opposizione, che sollecita il nostro Paese a sottoporre alle Nazioni Unite una Risoluzione per imporre ai governi una moratoria delle esecuzioni capitali. Secondo la mozione, l'Italia dovrebbe anche promuovere una iniziativa del Consiglio di sicurezza perché la moratoria delle condanne a morte venga attuata, quanto meno, in occasione di colpi di stato e di guerre civili: misura quantomai opportuna, vista la facilità con cui in certe in situazioni di crisi politica i vincitori si abbandonano a massacri ed assassini "legali" sugli avversari sconfitti. Il nostro governo dovrebbe infine operare perché l'Assemblea generale delle NU si decida ad istituire il Tribunale penale internazionale sui crimini contro l'umanità. I tempi a disposizione sono strettissimi: ad esempio, la Risoluzione sulla moratoria dovrebbe essere presentata entro il 20 agosto, così da poter essere messa all'ordine del giorno della Assemblea Generale,

convocata a New York per settembre.

L'Associazione internazionale che ha promosso l'iniziativa si chiama "Nessuno tocchi Caino". Fa sue insomma le parole pronunciate da Jahvé dopo l'assassinio di Abele: Caino è colpevole, ma nessuno ha diritto a farsi vendetta su di lui. Ci dice il segretario, Sergio D'Elia: "Mentre anche nel mondo civile, per esempio negli Stati Uniti, si tende ad allargare l'ambito di applicazione della pena capitale, occorre opporre una linea di difesa del diritto alla vita, compresa quella del colpevole." Per D'Elia, la campagna avrà effetti benefici anche sulla situazione italiana: "Come ha dimostrato l'opposizione, parecchio strumentale e anche falsata, al decreto Biondi, il senso del diritto, dell'umanità, della limpidità della pena, si sta ormai smarrendo: occorre reagire, puntando sui grandi valori della vita".

Per Emma Bonino, che alla Camera si è battuta energicamente per far passare la mozione nonostante i tentativi di diversione messi in atto anche da settori della maggioranza, la mozione dovrebbe poi essere utile "per un approfondimento sulla politica estera italiana: noi pensiamo che essa debba muoversi prioritariamente per dare forza e garanzie ai fondamentali diritti dell'uomo, sottoponendoli ad una giurisdizione mondiale dotata della forza necessaria per farli rispettare. Ogni altra scelta non sarebbe un progresso 'liberale', ma favorirebbe le attuali tendenze all'anarchia internazionale".

Angiolo Bandinelli

 
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