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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Nikolaj - 26 luglio 1994
LETTERA DEL PARTITO RADICALE ALL'AMBASCIATORI CUBANI

Gentile Ambasciatore,

il Partito Radicale, transpartitico e transnazionale, manifesta oggi di fronte a rappresentanze diplomatiche del Suo Paese in diversi Paesi europei.

Abbiamo scelto questa data, il 26 luglio, proprio perché nell'anniversario della Rivoluzione cubana il mondo intero si ricordi della situazione attuale del Suo Paese, della continua violazione dei diritti umani, delle numerose condanne a morte che il Suo governo decreta ed esegue.

Siamo qui per testimoniare la nostra lotta per il ripristino della democrazia a Cuba, per mobilitare le coscienze di tutti i cittadini nei confronti di quanto il Suo Governo opera nell'isola.

Il nostro è il partito della nonviolenza e del diritto. Migliaia di cittadini si iscrivono ogni anno al Partito Radicale per lottare contro le violazioni dei diritti umani.

Noi che sosteniamo il diritto alla libera espressione delle opinioni ed alla libera circolazione degli uomini e delle idee ci rivolgiamo a Lei, affinché si faccia tramite con il Suo Governo, per richiedere l'immediata liberazione di alcuni prigionieri politici cubani di cui conosciamo i nomi, che rappresentano simbolicamente i circa cinquecento prigionieri di coscienza attivisti per i diritti umani incarcerati a Cuba secondo Amnesty International, e in generale gli oltre diecimila detenuti per motivi politici nell'isola secondo i rapporti di altre organizzazioni umanitarie. Si tratta di Francisco Chaviano Gonzales, Maria Elena Aparicio, Indamiro Restano, Sebastian Arcos Bergnes, Omar del Pozo, Pablo de los Reyes, Nelson Torres Pulido, Luis Alberto Pita Santos e Rodolfo Gonzalez.

Francisco Chaviano Gonzales, presidente del Consiglio Nazionale per i Diritti Civili, iscritto al Partito Radicale, è stato arrestato dalla polizia cubana il 7 Maggio 1994; successivamente la polizia ha notificato alla moglie di Francisco, Anna, che il marito sarebbe stato probabilmente accusato di "aver rivelato segreti concernenti la sicurezza dello Stato". Questa accusa può portare ad una condanna compresa tra i 7 e i 15 anni di carcere.

Amnesty International ha proclamato Francisco "prigioniero di coscienza".

Ancora una volta il Suo Governo cerca di neutralizzare gli oppositori democratici che lottano per affermare i diritti civili del popolo cubano. Una nuova ondata di repressione, da cui il dibattito sull'eventuale revoca dell'embargo non trarrà certo beneficio.

Nel concludere Le chiediamo di farsi interprete presso il Suo Governo della nostra richiesta di liberazione, nell'immediato, almeno di Francisco Chaviano Gonzales e degli altri otto prigionieri politici da noi segnalati.

Per parte nostra continueremo a mobilitare l'opinione pubblica internazionale, europea e non, affinché ognuno - Parlamenti e Governi, Organizzazioni e Istituzioni internazionali - intervenga per porre fine alla violazione dei diritti umani ed eserciti un reale controllo sulla situazione del Suo Paese.

 
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