(La Repubblica, pag.2 e 3 taglio basso - 11 agosto 1994)L'avvocato, che sarà al Cairo con la Bonino, difende la 194.
Roma - »Andrò al Cairo con Emma Bonino. Saremo le delegate di Forza Italia alla terza Conferenza mondiale per la popolazione. Mi sembra abbastanza indicativo... Il giorno dopo la "guerra santa" dichiarata contro l'aborto dal ministro di Alleanza nazionale Altero Matteoli, Tina Lagostina Bassi, avvocata femminista storica e presidente della Commissione delle pari opportunità , manda a dire agli alleati di governo che la legge 194 non si tocca. »Prima di parlare, almeno la leggano - tuona - si accorgerebbero che è una norma a tutela della maternità libera e cosciente. E s'informino: dai dati vedrebbero che gli aborti sono in calo in tutta Italia .
Dunque andrete al Cairo, proprio voi. Lei ed Emma Bonino, due simboli delle battaglie per la legalizzazione dell'aborto. Un messaggio di Forza Italia agli alleati irrequieti?
»Direi di sì. Anche se per la verità l'invito è arrivato venerdì scorso, prima delle dichiarazioni di Matteoli .
Dopo aver equiparato l'aborto ad un omicidio, il ministro dell'Ambiente sostiene ora che la legge 194 va rivista.
»Matteoli è molto grezzo. Se avesse letto il testo, non parlerebbe in questo modo. La legge difende la maternità e non l'aborto. Esprime quindi un'ottica completamente diversa da quella che le viene attribuita. L'interruzione della gravidanza è una scelta assolutamente personale. E infatti nella norma non si dice che abortire è obbligatorio, bensì che non si può obbligare le donne a non abortire. Del resto siamo il Polo delle libertà e la maggioranza deve - perchè questo è alla base dei programmi di questo Polo - rispettare le scelte individuali. Ed esorto tutti a tener presente che il sì all'aborto è passato al vaglio popolare con un referendum .
Il 26 agosto si riunirà il Consiglio dei ministri. Al Cairo Matteoli è il delegato del governo.
»Quel giorno a Palazzo Chigi ci saranno un'infinità di argomenti all'ordine del giorno. E chissà se i ministri avranno il tempo di affrontare la questione. Io comunque vigilerò che non ci siano sorprese, anche se penso che non ce ne sarà bisogno. Questo è un governo che si richiama al liberismo.
Ciclicamente si torna a rimettere in discussione la legge sull'aborto. Lei ritiene che sia almeno perfettibile?
»Teoricamente sì, ma solo nella parte che riguarda la prevenzione: l'educazione sessuale, l'insegnamento della contraccezione in termini corretti. Ma la legalizzazione dell'aborto, quella non si tocca. Consente a chi sceglie di interrompere la gravidanza, di farlo in maniera meno cruenta. Anche se non è ricca abbastanza per ricorrere ai »cucchiai d'oro . E poi questa legge ha dato buoni risultati, anche nella prevenzione. Le statistiche indicano che c'è stato un forte calo degli aborti nel nostro paese. Nel 1991 erano 21-220mila, nel '92 sono scesi a 155mila, nel '93 - i dati non sono ancora completi - non arriveranno a centomila. Inoltre sono quasi del tutto scomparsi i secondi aborti, il che prova che chi ricorre una volta all'interruzione della gravidanza, nella maggior parte dei casi impara ad usare la contraccezione. Porterò queste cifre al Cairo. E vedremo .
Matteoli ha sostenuto che l'aborto viene usato come strumento per il controllo delle nascite.
Certamente non in Italia. E i dati lo dimostrano. Nel nostro Paese, caso mai, la scelta se essere o no madri non è ancora veramente libera perchè è condizionata dalla situazione economica. Generale e personale. A che serve proibire l'aborto se poi una volta che il bambino è nato può anche morire d'inedia. O essere tolto alla madre, magari solo perchè è troppo povera? Prendiamo la posizione di Guidi, che mi sembra abbia recepito lo spirito della legge: se lui dice che vuole madri, mi va benissimo. Se dice che vuole migliorare la vita dei futuri bambini, mi va altrettanto bene. Purchè si ricordi che la legittimazione dell'aborto non si tocca .
Cosa manda a dire a chi dentro il Polo delle libertà si esprime contro la 194?
»Che le donne costituiscono la maggioranza degli elettori. E che poichè non siamo soltanto corpi come spesso molti dimostrano di credere, pretendiamo di essere rispettate . -Silvana Mazzocchi-
[l.giann.]