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Conferenza Partito radicale
Pr Casella - 12 agosto 1994
LA BOMBA DEMOGRAFICA/Parla NAFIS SADIK responsabile dell'Onu per la popolazione. E' polemica in vista della Conferenza del Cairo.
(Il Messaggero, 12 agosto 1994, pagina 12 - Intervista di Anna Guaita)

»La donna salverà la Terra Intervista alla paladina del controllo delle nascite.

New York - »Non siamo noi dell'Onu a essere colpefvoli di imperialismo culturale, ma il Vaticano che vuole imporre a tutto il mondo il principio dell'astinenza e non della libera scelta dell'individuo . Asciutta e pacata, Nafis Sadik si difende dalle accuse durissime che il Vaticano le sta muovendo da vari mesi. La diplomatica pachistana che guida il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione è alla vigilia di un importante appuntamento mondiale: fra pochi giorni si aprirà al Cairo la grande conferenza con cui ogni dieci anni i paesi della terra si incontrano per studiare nuove politiche sulla procreazione. 170 paesi discuteranno sotto la minaccia di una spada di Damocle: siamo oggi 5 miliardi e 700 milioni, nel 2050 potremmo essere 10 miliardi e 800 milioni. Cifre da far impallidire un pianeta già spremuto come un limone: »Noi proponiamo un documento che dovrebbe mantenere la popolazione entro il tetto di 8 miliardi di persone - spiega la signora Sadik - E' un documento illuminato, che abbraccia il princi

pio della libera scelta per l'individuo. Non si merita le accuse che circolano in questi giorni .

Signora Sadik, l'ultima polemica è nata in Italia, dove un ministro ha detto che l'aborto è omicidio. Lei cosa gli risponderebbe?

»La metà delle donne che nel mondo muoiono per complicazioni lkegate alla procreazione muoiono per aborti andati a male, effettuati in condizioni primitive. Anche questo è omicidio .

Aborto libero ovunque, purchè sia sicuro. E' questo che propone il vostro documento?

»No. No. No. Chi al mondo potrebbe volere più aborti? Il documento approvato nella conferenza prepoaratoria dello scorso aprile cita l'aborto solo in due contesti. Il primo è nel più ampio programma di garantire all'umanità un sistema sicuro di controllo della procreazione. Noi l'aborto vogliamo prevenirlo, non diffonderlo. Ma si può prevenire solo offrendo metodi di contraccezione. Il secondo è di insegnare ai paesi, in fase di transizione, i paesi più poveri, ad affrontare il problema del numero altissimo di aborti effettuati nell'assenza di assistenza medica. Dobbiamo aiutare questi paesi a evolvere da una situazione in cui l'aborto è l'unico sistema di controllo delle nascite a un sistema in cui la donna abbia una scelta per prevenirle. Ma dobbiamo anche accertarci che dove l'aborto viene praticato, sia eseguito nel modo più sicuro per la donna .

E su questi punti avete trovato tanta resistenza?

»Per la verità durante la conferenza preparatoria di aprile New York si è trovato un compromesso fra i 170 paesi partecipanti. L'unica opposizione totale viene dal Vaticano. Però è bene ricordare che il Vaticano non contesta solamente i paragrafi in cui viene citato l'aborto, ma anche il concetto di contraccezione in toto. L'unica forma di contraccezione a cui il Vaticano darebbe il suo assenso è l'astinenza .

Dalle ultime notizie sembrerebbe che con il Papa siate proprio ai ferri corti.

»Indubbiamente da parte sua è stata inaugurata una campagna a tappeto contro il nostro documento. Sappiamo che il Vaticano ha mandato lettere a 150 capi di Stato, che ha mobilitato emissari, vescovi, un vero esercito. Sostenendo che nel documento proponiamo la sterilizzazione di massa, che caldeggiamo le unioni omosessuali, che stiamo minando alla base la famiglia. Tutte affermazioni che non corrispondono al vero. Noi non proponiamo metodi o scopi. Chiediamo solamente che l'individuo abbia il diritto di sceglier da sè la sua strada. Pensiamo che l'individuo debba essere anche libero di scegliere l'astinenza, secondo l'insegnamento del Papa. Loro ci accusano d'imperialismo culturale sostenendo che vogliamo imporre le nostre soluzioni. Noi rispondiamo: è il Vaticano colpevole di imperialismo culturale, perchè vbuole imporre l'astinenza a tutto il mondo .

Perchè una campagna tanto dura se il documento in realtà è così moderato sulla questione del controlo delle nascite?

»Perchè il documento propone qualcosa di rivoluzionario in un contesto sociale più ampio: liberare la donna. In molti paesi del mondo adesso la donna non può scegliere il suo destino procreativo. Noi pensiamo che educando la donna, istruendola, dandole gli strumenti per guidare e controllare il proprio corpo avremo automaticamente una crescita della popolazione molto più contenuta. L'affrancamento della donna dalla condizione di schiabìvitù in cui si trova in molte parti del mondo è la chiave per assicurare al nostro pianeta uno sviluppo più equo e sostenibile. E' questo quel che fa davvero paura la Vaticano. Poi credo che ci sia anche della diffidenza personale. Dopotutto sono la prima donna a guidare il Fondo per la Popolazione, e per di più essendo pachistana non sono di religione cristiana .

Lei ha incontrato il Papa in primavera. Sul vostro colloquio sono corse mille voci.

»Abbiamo avuto una discussione sulla coppia. Lui ragioni in termini di coppia, non d'individui. Io ho cercato di convincerlo del fatto che in molti paesi del mondo nel rapporto di coppia la donna è l'anello più debole, spesso prevaricato. Allo stesso tempo, nella coppia solo la donna può restare incinta, quindi è giusto che la donna abbia dei metodi per controllare la sua condizione. Non siamo d'accordo su questi punti. Difatti anche sul problema dell'uso del profilattico in una coppia in cui il marito sia siero positivo, ha ribadito il divieto della chiesa: astinenza oppure rapporti non protetti. E di nuovo siamo davanti ad un caso d'ingiustizia verso la donna: quasi sempre è il marito che ha contratto il virus perchè ha avuto rapporti fuori dal matrimonio, e adesso espone la moglie innocente al contagio .

[l.giann.]

 
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