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Giannini Leonello - 18 agosto 1994
VIAGGIATORI VIRTUALI/Dialogando nel cyberspazio: Una notte tra i navigatori al computer (La Stampa, 18 agosto 1994, pag 11)

BOLOGNA dal nostro inviato

Lo chiamano navigare. Sarà perché Internet è un mare notturno: sai che è pieno di possibilità, ma che è difficile orientarsi. Navigare significa passare ore (più spesso di notte perché la tariffa scende) davanti al video, solcando i flutti di Internet nelle tre rotte principali: le messaggerie, le banche dati, le tavole rotonde. Aumentano senza sosta i ragazzi italiani che passano ore così: conoscendosi sulle strade elettroniche e lì scambiandosi informazioni e opinioni.

Helena appartiene a questa nuova generazione di mutanti. Ha ventinove anni. E' talmente mutante che ha da poco cambiato sesso. Vive a Bologna, in un appartamento all'ultimo piano, senza mobili, solo scaffali stracolmi di riviste e dischi, due computer (»sempre accesi, un computer non si spegne mai ), una tv via cavo che manda immagini senza sosta, uno stereo che trasmette musica rap. Un piccolo universo multimediale, direbbe un sociologo. Un gran casino, sentenzierebbe una casalinga. Forse solo un porto da cui fare rotta per andare altrove, navigando su Internet.

Per partire Helena si collega con una università del Michigan da cui ha ottenuto una facoltà di accesso. Tempo dell'operazione: due secondi. Sceglie la rotta delle messaggerie. La lista è quasi infinita, la maggior parte hanno connotazioni sessuali, davvero per ogni gusto e tendenza: c'è perfino »Faghag per le donne che si eccitano con i gay. Si può parlare o solo seguire le conversazioni che appaiono sul video, al novanta per cento in inglese. Riferirle violerebbe la privacy e accentuerebbe il voyeurismo di chi considera la telematica un pianeta di maniaci del computer e del sesso.

Per smentirlo e per curiosità, dopo qualche tempo Helena passa su »Jesus messaggeria per dialoghi religiosi. Dibattono Yog, Elysium e Zokath. Yog: »C'è un Dio. Se mille persone vedono lo stesso fenomeno e lo descrivono alla stessa maniera senza essersi messi d'accordo prima, quel fenomeno esiste . Elysium: »Sì, ma perché il Dio dei cristiani e non quello dei buddisti o dei musulmani? . Zokath deciso: »Jesus is Lord! Gesù è il Signore.

Sullo schermo lampeggia un messaggio scritto su una stringa bianca. E' Loux, un amico elettronico di Helena che ha fatto una ricerca di utente per pescarla. »Ma che razza di messaggerie frequenti, ora? , domanda. »Perché non fai un salto anche su Abortion, già che ci sei? . Detto e fatto. Abortion è la messaggeria per dibattere il tema dell'interruzione di gravidanza, ma ci passano quasi esclusivamente quelli di opinione contraria e trascorrono il tempo a concordare strategie e interventi per promuovere la loro causa. Una causa da difendere ce l'hanno anche gli utenti di Croatia, messaggeria dove il dialogo si svolge in lingua croata. »Qualcuno parla inglese? domanda Helena. »Mi piacerebbe sapere di cosa state discutendo . Risponde Dokma: »Parliamo della vita e della morte... qui . E quel »qui dopo i tre puntini di sospensione scava un solco impossibile da colmare.

Lampeggia un altro messaggio di Loux: »Stasera ci sono parecchi bot in libera uscita . I bot non sono forme d'investimento, ma replicanti elettronici, programmi inseriti nella rete e addestrati a dialogare con gli esseri umani, cellule informatiche capaci di riconoscere le parole chiave di un dialogotipo e di rispondere a tono: »Come ti chiami? , »Alice , »Quanti anni hai? , »Ventidue , »Come sei? , »Bionda, carina, eccitante , voci senz'anima, nulla parlanti. Qui, dentro un universo nato per comunicare, è strano pensare che esistano sagome vuote, trappole del dialogo. O forse sono anche loro anime elettroniche, ma di seconda generazione, magari, chissà, di sensibilità superiore. Esiste la sensibilità, anche in un techno mondo. E' quella che induce a salutarsi come fa Loux, con due punti, trattino, chiusa parentesi, ossia :-)

Ruotate la pagina di novanta gradi in senso orario e ci vedrete un faccino sorridente.

Helena naviga tra le parole ed è già approdata su Internet, dove si trovano giornali elettronici, articoli su migliaia di temi, circa diecimila tavole rotonde su altrettanti argomenti, dove chiunque può impostare una domanda per avviare un dibattito, scrivere una sua opinione sul tema, contattare uno degli utenti intervenuti, lasciare annunci.

Uno degli argomenti più gettonati è attualmente il suicidio. Grande impressione hanno suscitato le morti di due miti di molti frequentatori di Internet: Kurt Cobain, leader del complesso rock Nirvana, e Savannah, pornostar. Si discute sulle cause del gesto (abuso di droghe? Savannah sapeva di avere l'Aids?) e sul significato delle loro vite. Qualcuno, dal Canada, ha impostato l'opinione: »Il talento non sopporta il peso dell'esistenza . Un altro, dal Portogallo, gli ha risposto: »Occorre talento per suonare e cantare, non per scopare . Si attendono altri contributi.

Altrove ci sono tracce di un dibattito politico che va oltre le tematiche consuete. Internet è strumento di rivelazione. »Non c'è nulla di nascosto che non debba essere rivelato è una frase dal Vangelo secondo Marco, ma è diventato in realtà un motto di quanti sostengono l'uso delle tecniche informatiche per entrare nelle stanze del potere, dare un'occhiata in giro e uscirne senza portare via nulla se non la legittima conoscenza di quanto vi accade. L'ultima frontiera del dibattito è quella della crittografia per difendere la privacy dei messaggi e dei testi. Helena legge nell'apposito file alcune nuove prese di posizione sull'argomento. »In America se ne occupano il presidente e il suo vice, se ne discute sui principali quotidiani. Da noi non c'è tempo, sono tutti impegnati con il Gran Premio delle macchinine e il look della Pivetti. Ride. Digita comandi per trasferire le informazioni di un giornale elettronico a cui si è abbonata. Continua a navigare. »Sto cercando qualche informazione editoriale di prima

mano. Roba che appaia qui prima che in libreria. La scorsa settimana ho trovato un libro di Mario Mieli. Con un pirata informatico in una grossa casa editrice si potrebbe stravolgere il mercato editoriale . Poi cerca immagini: c'è già di tutto, dalla faccia di Clinton ai rotoli del Mar Morto. Non c'è quasi nulla che non possa essere trasmesso su Internet, con apposito guanto passa anche una stretta di mano.

A un certo punto, come spesso accade, diventa una questione di fede. Quando la notte è fonda e gli occhi stanchi, Helena si stacca dal video con lo sguardo di chi non è ancora arrivato in porto: »Beh, se Dio c'è, su Internet prima o poi lo trovi . C'è stata una generazione che, cantando con Bob Dylan, credeva che la risposta fosse nel vento. Ne arriva un'altra convinta che la risposta sia nel computer. (lg. rom.)

 
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