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Partito Radicale Rinascimento - 19 agosto 1994
PENA DI MORTE: RASSEGNA STAMPA SULLA MANIFESTAZIONE DEL 18 AGOSTO 1994

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BIONDI: "L'ITALIA CONTRO LA PENA DI MORTE"

da "L'Opinione" di Venerdi 19 agosto 1994

di Manuela Gaetani

Il Guardasigilli appoggia i Riformatori e sollecita la moratoria delle esecuzioni capitali

Il Ministro della Giustizia Biondi sollecita una presa di posizione del governo sulla moratoria mondiale delle esecuzioni capitali. E lo fa con una lettera aperta al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro degli Esteri Martino.

"Nella mia qualità di ministro di Grazia e Giustizia - scrive Biondi - sento il dovere di sottolineare l'opportunità che l'Italia si faccia interprete dell'esigenza, da gran parte della pubblica opinione avvertita, di concorrere a una moratoria delle esecuzioni capitali". "Il Parlamento italiano - ricorda il guardasigilli - ha votato all'unanimità - superando, una volta tanto, barriere ideologiche e pregiudizi di parte - una mozione che impegna il Governo ad adoperarsi: a) perchè, in occasione di conflitti civili, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu imponga una moratoria delle esecuzioni capitali; b) a porre all'ordine del giorno delle Nazioni Unite la moratoria mondiale delle esecuzioni capitali; c) a promuovere l'istituzione del Tribunale internazionale sui crimini contro l'umanità. Il termine ultimo per la presentazione di tale risoluzione del governo italiano alle Nazioni Unite è il 20 agosto. Dopo questa data, infatti, non v'è più certezza che la suddetta risoluzione venga discussa".

"L'Italia ha dunque - si legge ancora nella lettera - meno di due giorni di tempo per dare al mondo un chiaro segnale su una questione che riguarda il rispetto della vita umana, quanto a dire l'origine e il fondamento stessi dei nostri principi di democrazia e di libertà". Un'appello deciso, quello del ministro, che è piaciuto soprattutto ai radicali, i quali in questi ultimi giorni si sono fatti promotori di una serie di iniziative e manifestazioni proprio al fine di richiamare l'attenzione delle autorità e dei cittadini sul problema della pena di morte che viene ancora praticata in troppi Paesi. L'associazione radicale "Nessuno tocchi Caino" ha organizzato un sit-in ieri davanti a Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato anche membri della comunità africana a Roma, per dire "stop alle esecuzioni". Inoltre, Emma Bonino e Sergio D'Elia, presidente di "Nessuno tocchi Caino" hanno scritto a Biondi per esprimere "tutta la loro gratitudine per il sostegno politico" che ha dato alla campagna per l'abolizion

e della pena di morte. "Stiamo tentando di consegnare all'Italia - ha detto a "l'opinione" Sergio D'Elia - un occasione di identità politica, ma anche di lotta sul fronte del diritto e della giustizia internazionali. Noi esprimiamo un vivo apprezzamento per quanto sta facendo il Ministro Biondi anche per questa battaglia. Sottolineo anche perchè questo governo è stato caratterizzato da alcune iniziative fortissime sul piano della giustizia, dei diritti e delle libertà individuali, che portano tutte la sua firma". Insomma, un pieno appoggio da parte dei riformatori alla politica del guardasigilli nel suo complesso. "Sì - conferma D'Elia - e voglio sottolineare che questa sua ultima presa di posizione rappresenta una voce solitaria e coraggiosa all'interno del governo italiano, dove stanno prevalendo ragioni di Stato e di realpolitica estera, a scapito dei principi della giustizia". E' chiaro il riferimento al fatto che c'è in ballo il seggio al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Perchè l'Italia sia accettata c

ome membro di turno del Consiglio di Sicurezza - spiega infatti D'Elia - è necessario il voto di un certo numero di Stati e l'Italia conta moltissimo sui paesi africani, nella maggior parte dei quali è ancora praticata la pena di morte. E' evidente che l'impegno per la moratoria delle esecuzioni capitali è giudicato dagli affari esteri un rischio".

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L'ITALIA ALLE NAZIONI UNITE: "PENA DI MORTE DA ABOLIRE"

da "IL TEMPO" di Venerdi 19 agosto 1994

Il Ministro Martino ha preparato una risoluzione

L'Italia presenterà alla prossima assemblea generale delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione in cui si invitano gli Stati membri che ancora non l'hanno fatto ad abolire la pena di morte. Il ministro degli Esteri, Martino, accettando le mozioni dei due rami del Parlamento - informa un comunicato della Farnesina - "ha dato istruzioni alla nostra rappresentanza presso le Nazioni Unite perchè compia ogni sforzo per assicurare l'esito positivo dell'iniziativa". L'orientamento del ministero degli Esteri è quello di presentare formalmente il progetto di risoluzione una volta avvenuta l'elezione dell'Italia al Consiglio di Sicurezza.

Questo il testo del comunicato della Farnesina: "In relazione alle iniziative politiche di questi giorni ed all'appello del Ministro della Giustizia Biondi in materia di moratoria delle esecuzioni capitali, il Ministro degli Esteri, Martino, ha accettato le mozioni di entrambi i rami del Parlamento che impegnano il Governo a presentare alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione con cui si invitano gli Stati membri che ancora non l'hanno fatto ad abolire la pena di morte. Questo atteggiamento conferma la sensibilità del Governo e del popolo italiano per un tema di altissimo valore umanitario e liberale.

Per rafforzare le possibilità che una tale risoluzione venga approvata - considerato che 119 Paesi su 184 appartenenti all'Onu mantengono la pena capitale e tra questi anche 4 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza - il Ministero degli Esteri ritiene opportuno presentare formalmente il progetto di risoluzione una volta avvenuta l'elezione dell'Italia al Consiglio di Sicurezza. Ciò renderà più autorevole la posizione del nostro Paese".

"D'altra parte - prosegue il comunicato - la presentazione della risoluzione in un periodo successivo all'invocata data del 20 agosto, non pregiudica le prospettive che essa ottenga il previo parere favorevole del Comitato Generale dell'Assemblea e sia quindi inserita nell'agenda dei lavori dell'Assemblea stessa.

Il Ministro degli Esteri ha già rinnovato le istruzioni alla nostra Rappresentanza presso le Nazioni Unite perchè compia ogni sforzo possibile per assicurare l'esito positivo dell'iniziativa".

E proprio ieri, per sollecitare un'azione del governo, i radicali avevano manifestato davanti a Palazzo Chigi.

Una sedia elettrica sistemata proprio davanti alla sede del governo: è cominciata così, con Marco Pannella ancora una volta legato come un condannato e affidato a fotografi e cameraman, la manifestazione di "walk around" (la protesta tanto diffusa negli Stati Unite che consiste nel camminare in circolo con cartelli di protesta) organizzata sotto le finestre della presidenza del consiglio dal partito radicale e dall'associazione "Nessuno tocchi Caino" per ottenere la risoluzione poi presentata in serata dal ministro Martino.

MARTINO PRESENTERA' ALL'ONU UNA RISOLUZIONE PER ABOLIRLA

da "Il Mattino" di Venerdi 19 agosto 1994

In materia di moratoria delle esecuzioni capitali, il ministro degli Esteri Martino ha accettato le mozioni di entrambi i rami del Parlamento che impegnano il governo a presentare alla prossima assemblea generale delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione con cui si invitano gli stati membri che ancora non l'hanno fatto ad abolire la pena di morte. Questo atteggiamento - sottolinea un comunicato ministeriale - conferma la sensibilità del governo e del popolo italiano per un tema di altissimo valore umanitario e liberale. Per rafforzare le possibilità che una tale risoluzione venga approvata - considerato che 119 paesi su 184 appartenenti all'Onu mantengono la pena capitale e tra questi anche 4 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza - il ministero degli esteri ritiene opportuno presentare formalmente il progetto di risoluzione una volta avvenuta l'elezione dell'Italia al Consiglio di Sicurezza.

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BIONDI: UNA MORATORIA SULLE ESECUZIONI CAPITALI

da "Il Messaggero" di Venerdi 19 agosto 1994

»Entro il 20 agosto l'Italia presenti la sua risoluzione . Plauso dei radicali, mentre Pannella manifesta davanti a palazzo Chigi

Il ministro di Grazia e giustizia, Alfredo Biondi, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al ministro degli Affari esteri, Antonio Martino, in cui sottolinea "l'opportunità che l'Italia si faccia interprete dell'esigenza, da gran parte della pubblica opinione avvertita, di concorrere a una moratoria mondiale delle esecuzioni capitali".

Biondi fa riferimento alla mozione approvata dal Parlamento all'unanimità, che impegna il governo ad adoperarsi presso l'Onu affinchè sia imposta una moratoria mondiale delle esecuzioni capitali e sia istituito il tribunale internazionale sui crimini contro l'umanità. "Il termine ultimo - ricorda il ministro - per la presentazione della risoluzione del governo italiano alle Nazioni unite è il 20 agosto. Dopo questa data, infatti, non v'è più certezza che la risoluzione venga discussa. L'Italia ha dunque meno di due giorni di tempo per dare al mondo un chiaro segnale su una questione che riguarda il rispetto della vita umana".

Biondi prosegue sottolineando "quanto sia importante per il governo Berlusconi, che ha posto al centro della sua politica le questioni della libertà e dei diritti civili, adoperarsi concretamente per una moratoria mondiale delle esecuzioni capitali. E' questo sicuramente anche uno dei modi più nobili per rispondere alle malevoli deformazioni che la stampa, nazionale e internazionale, compie in ordine ai fini e agli indirizzi politici, istituzionali e legislativi del governo".

Grande soddisfazione per l'iniziativa di Biondi arriva dalla segreteria del Partito radicale e dall'associazione "Nessuno tocchi Caino", che considerano "ottimo" il messaggio del ministro Biondi. "Dopo il messaggio del ministro Biondi - si legge in una nota - aspettiamo la risposta del governo: entro il 20 agosto chieda all'assemblea generale dell'Onu di discutere la sospensione delle esecuzioni capitali".

Ieri, intanto, Marco Pannella ha guidato una manifestazione, chiamata "Walk around", sotto le finestre di palazzo Chigi. "Siamo certi che in questo momento, dall'altra parte delle finestre, si stia lavorando nella stessa direzione", dice il radicale. All'inizio della manifestazione Pannella si è legato a una falsa sedia elettrica sistemata in piazza Colonna.

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BIONDI: "BISOGNA IMPEGNARE L'ONU SULLA SOSPENSIONE DELLE ESECUZIONI CAPITALI"

da l'"Informazione" di Venerdi 19 agosto 1994

di Federico Pesce

Sollecitare una presa di posizione del Governo sul problema della moratoria mondiale delle esecuzioni capitali: questo, in sostanza, il motivo che ha spinto il ministro di Grazia e giustizia Alfredo Biondi ad inviare una lettera a Silvio Berlusconi e ad Antonio Martino, ministro degli Affari Esteri.

Su tale tema - ricorda il Guardasigilli - il Parlamento ha votato recentemente all'unanimità per impegnare l'esecutivo su alcune questioni. Prima fra queste, fare in modo che il Consiglio di sicurezza dell'Onu, in occasione di conflitti civili, imponga una sospensione delle esecuzioni; in secondo luogo, porre all'ordine del giorno delle Nazioni Unite la moratoria in tutti il mondo delle esecuzioni capitali, nonchè promuovere la creazione del tribunale internazionale sui crimini contro l'umanità.

Chiaro, dunque, lo scopo della lettera. Rimane però un quesito: perchè adesso? E' semplice. L'ultima data utile per chiede all'Assemblea Generale dell'Onu di discutere, nella sessione di settembre, sulla suddetta sospensione scade il 20 agosto, e cioè domani. "L'Italia - osserva Biondi - ha quindi pochissimo tempo per dare al mondo un chiaro segnale su una questione che riguarda il rispetto della vita umana. Sarebbe questo, oltre tutto, uno dei modi più nobili per confermare come il Governo abbia posto al centro della sua linea politica i problemi della libertà e dei diritti civili".

Ma le pressioni non partono soltanto da un esponente dell'esecutivo. Ieri pomeriggio, infatti, si è svolta una manifestazione davanti a Palazzo Chigi, organizzata dal Partito radicale e dal titolo: »Pena di morte: radicali, "walk around" .

All'inizio del raduno, una nota di colore. Marco Pannella si è legato a una falsa sedia elettrica, mentre una ventina di militanti radicali camminavano in cerchio con cartelli recanti le scritte: "Giustizia e non vendetta", "giustizia sì, pena di morte no".

 
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