Lettera del Ministro degli esteri ungherese Laszlo Kovacs, arrivata alla sede radicale di Budapest.
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Ministero degli Esteri
Repubblica d'Ungheria
Massimo Lensi
Segretario del Consiglio Generale
C/O Partito Radicale Transnazionale
Budapest
Dorottya u.3./III.6.
Egregio Segretario,
Rispondendo alla sua lettera prima di tutto vorrei ringraziare sia Lei sia i dirigenti del Partito Radicale per il cordiale saluto che ho ricevuto da parte vostra. Per quanto riguarda il contenuto della vostra lettera, vi voglio rispondere sulla proposta per l'abolizione della pena di morte entro il 2000.
Nello sviluppo del diritto internazionale e nei diritti dei singoli stati e' ormai da molto tempo presente il problema dell'abolizione della pena di morte. I documenti piu' rilevanti sono la Convenzione Internazionale sui diritti dell'Uomo del 4 novembre 1950, siglata a Roma, che dichiara il diritto alla vita e il 6. protocollo supplementare della Convenzione (28 aprile 1980) che dispone l'abolizione della pena di morte. Simile e' ancora il Documento della Convenzione delle Nazione Unite sui diritto civili e politici del 1966 che al 6. articolo dichiara il diritto alla vita ed alla dignita' per ogni persona. Il II. Protocollo Facoltativo allegato al Documento della Convenzione del 1989 proibisce l'esecuzione capitale sollecitando l'abolizione definitiva della pena di morte.
La Corte Costituzionale della Repubblica Ungherese nel 1990 ha dichiarato incostituzionale la pena di morte perche' molti decreti della nostra Costituzione garantiscono il diritto alla vita ed alla dignita' e perche' l'Ungheria ha sottoscritto numerosi accordi internazionali che prevedono l'abolizione della pena di morte.
Posso assicurarLe che l'atteggiamento della delegazione ungherese presso le Nazioni Unite sara' conseguente a quanto sopra scritto se la questione sara' posta all' ordine del giorno dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Budapest, 17 agosto 1994
Distinti Saluti
Laszlo Kovacs
(Ministro)