Carceri: a quando l'appuntamento con le democrazie anglosassoni?
Maroni fa presente le perplessità espresse dall'ex capo della Polizia Parisi, Fini snobba Biondi, la Parenti boccia i progetti del governo, Ferrara stoppa Maroni... dai titoli dei giornali di oggi parrebbe che il campionato di calcio sia già iniziato.
Sulla questione giustizia il Governo Berlusconi ha ancora una volta mostrato tutte le sue contraddizioni. Si cerca di risolvere un'emergenza -il sovraffollamento nelle carceri- approfondendo il solco che separa l'Italia dalla cultura giuridica occidentale.
Ancora una volta vengono messe le mani sulla Legge Gozzini, esemplare prodotto della cultura cattocomunista, oramai incomprensibile e inintelleggibile tali e tanti sono stati gli interventi straordinari effettuati.
Nel corso degli anni le emergenze emergenti hanno indotto i diversi governi a deceretazioni d'ogni genere e tipo.
Oggi Codice Penale e Ordinamento penitenziario sono il regno dell'irrazionalità, diverse interepretazioni contrastanti si accavallano elidendosi l'un con l'altra.
La Magistratura sulla base delle stesse norme opera in maniera contrastante a seconda dei distretti di competenza.
Tutti, operatori e utenti, faticano a districarsi in questo groviglio di norme.
L'unica vera emergenza è la riforma del Codice Penale e il conseguente riordino del sistema penitenziario.
Il Codice penale vigente prevede reati oramai antistorici e altrettanto ignora comportamenti socialmente pericolosi legati alla strutturazione della società moderna.
Bisogna intervenire drasticamente, modernizzare, portare l'Italia nel mondo delle democrazie anglosassoni di antica tradizione liberale.
Si stabilisca la certezza del diritto, la certezza della pena, la certezza del percorso di probation.
Ben venga dunque il provvedimento proposto dal Ministro Biondi, ma si metta in cantiere con altrettanta urgenza la riforma del Codice penale.
Il vero obiettivo non è svuotare le carceri ma armonizzare il sistema giuridico italiano allo standard europeo che meglio ha dato prova di sé nel corso degli ultimi anni.
Luca Frassineti
Giunta di Tesoreria Partito radicale