Zagabria 6-9-94 - In occasione dell'imminente visita di Papa Wojtyla in Bosnia e Croazia, gli iscritti radicali di quest'area hanno rivolto al Santo padre un'appello affinché Egli si pronunci a favore dell'im-mediata operatività del Tribunale ad hoc sui crimini di guerra, quale primo passo per la costituzione di un Tribunale internazionale permanente.
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Elenco dei primi firmatari
Iscritti al Partito radicale:
Snjezana Biga Friganovic deputato croato
Julije Derossi deputato croato
Teresa Ganza-Aras deputato croato
Zivko Juzbasic deputato minoranza serba
Enes Kisevic poeta, attore, bosniaco
Muhamed Kreseljakovic console bosniaco in Italia, già sindaco di
Sarajevo
Rasema Mehadzic Cero deputato bosniaco
Izet Muhamedagic vice ministro della giustizia, bosniaco
Bozidar Petrac Presidente delegazione croata al Consiglio
d'Europa, deputato
Ivan Pauletta deputato croato
Marijana Stefanic Buhin consigliere generale PR
Zdravko Tomac deputato croato
Vijekoslav Zugaj cons. gen. PR, ex deputato
Muhamed Zulic deputato croato
NON ISCRITTI PR
Jadranka Cigelj presidente del gruppo "donne di Omarska"
Valter Despalj violoncellista
Jure Kolak sindaco di Vukovar
Zlatko Kramaric sindaco di Osijek, deputato
Dusko Kucina sindaco di Zara
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Lettera al Santo Padre
Santo Padre,
milioni di persone, non solo a Sarajevo, a Zagabria e a Belgrado ma in tutto il mondo, attendono la Sua parola, in questo Suo viaggio nella terra martoriata che oggi, grazie alla Sua coraggiosa iniziativa, torna ad essere terra di possibile pace e di speranza. La Sua parola giungerà ad una umanità che e, di fronte alla tragedia jugo slava come alle tante altre che la travagliano, smarrita e impotente. Il Suo messaggio - ne siamo certi - avrà un carattere universale, ol tre gli stessi confini della religione cattolica.
Per questo, da una terra nella quale la varietà dei popoli, delle lingue, delle fedi può e deve essere mirabile esempio di tolleranza e di concordia civile, noi croati, bosniaci, serbi, ortodossi, cattolici e musulmani, parlamentari o semplici cittadini, noi nonviolenti siamo qui per rivolgerLe, a nome anche dei tanti feriti, mutilati, orfani e profughi, il nostro più vivo ringraziamento e a offrirle tutto il nostro sostegno per la Sua missione.
Da anni, soffriamo una guerra contro cui il coro delle voci e restato silenzioso o e stato discorde; da anni paghiamo - noi in prima persona e il mondo che da troppo lontano ci osserva - un ritorno alla barbarie e alla violenza; da tempo attendiamo che i crimini orribili che si sono consumati nella terra che Lei oggi visita conoscano la sanzione del diritto e della giustizia. Nel giorno della Pasqua cattolica di quest'anno, i sindaci di Vukovar e di Osijek, con quello di Sarajevo Kresevljakovic e con tanti altri sindaci e cittadini di tutto il mondo, si rivolsero a Lei - insieme ai radicali nonviolenti gan dhiani - chiedendoLe di pronunciarsi a favore di un nuovo strumento di diritto grazie al quale, finalmente, i crimini commessi nei territori della ex Jugoslavia possano essere puniti da una giusta sanzione. Oggi, quella speranza sembra potersi realizzare. E' un segnale impor tante. Per questo, Santo Padre, ci appelliamo ancora a Lei perché gra zie alla Sua autorevole parola possa ulteriormente affermars
i quell'irriducibile umano che fa di tutti noi una sola comunità, e co minci a vivere una più ampia giurisdizione internazionale che conferi sca valore giuridico assoluto ai diritti umani.
Da questa città, Santo padre, pronunci il Suo auspicio. Il Tribunale Internazionale chiamato a giudicare i crimini commessi nei terri tori della ex Jugoslavia sia il primo passo verso quella Corte Penale Internazionale, credibile e autorevole, che reintegri i diritti umani orrendamente calpestati in tanta parte del mondo e li faccia vivere come pilastri essenziali di una nuova giurisdizione internazionale.
Noi invochiamo giustizia, Santo Padre, per affermare la dignità dell'uomo e il valore universale dei suoi diritti.
Da Sarajevo e da Zagabria rivolga la Sua alta sollecitazione alla comunità umana e all'Organizzazione internazionale degli Stati.
Questo e il nostro auspicio. Osiamo sperare che sia anche il suo.
Da tutti noi, ancora una volta, un grande ringraziamento.