Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
ven 28 feb. 2025
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Partito radicale
Saggese Mimmo - 16 settembre 1995
L'Esercito della Salvezza

Se tutto va bene non mi noterà nessuno, ma io lo dico lo stesso:

il PR deve darsi una struttura territoriale, e per farlo deve rompere

definitivamente con il vecchio statuto, del '67.

So che questo attuale è molto diverso da quello, ma questo è un sottoprodotto

di quello, che dava pezzi di partito in mano al primo che passava.

Il vecchio statuto era nato nel paese autoritario del Papa e della

controriforma: era giusto così. Il vecchio Statuto permetteva a dieci

compagni di rappresentare di fatto (e qualche volta anche di nome) il

PR in un comune, e a cento di rappresentarlo in una regione.

Adesso noi non possiamo permetterci il lusso di avere dieci compagni

a Casavatore o a Vladivostok che usino il nome del PR per esempio,

per farsi propaganda per le comunali. Ma non dovremmo nemmeno

permetterci altri lussi, per esempio, quello di non dedicare tempo e cura

ai radicali iscritti ad un partito nazionale, diverso dal Movimento Pannella

in Italia e da "Radical!" in Francia). Non dovremmo permetterci il lusso

che tre radicali in una città non si conoscono, o non sanno manco di potersi

conoscere, e se per caso si incontrano, non sanno se hanno il diritto

di raccogliere firme per strada sulle petizioni del partito.

Io vedo i compagni del Club Pannella di Lecco, che sono bravi e simpatici,

ma hanno un assessorato da seguire, il consiglio comunale, quest'estate erano

allo stremo delle forze e per la Bosnia non erano in grado di fare niente.

Domani vado da loro ad aiutarli: per i referendum. Belli i referendum,

bellissimo Pannella, che un altro al posto suo col cazzo che faceva ancora

politica, ma io preferivo occuparmi della Bosnia, gli Italiani hanno quello

che si meritano. E per me, Lecco potrebbe anche sprofondare con tutte le

sue cinaquanta banche e le sue tre librerie: altro che seguire i consigli

comunali!

Allora? Farei che nello Statuto radicale, come esiste una struttura

prestabilita per i parlamentari, esista anche una struttura prestabilita per

quelli che vogliono fare i semplici militanti: *gerarchica*, anzi militare:

con il quartier generale, i comandi regionali, i capitani e i caporali, come

fece, a metà del secolo scorso l'Esercito della Salvezza, per essere

all'altezza dei problemi del suo tempo.

Andrebbe stabilito cosa deve essere comandato dall'alto e cosa può decidere

in autonomia un gruppo locale. Quali cariche siano elettive e quali siano

di nomina del segretario. Perché gerarchica? Perché bisogna tenere insieme

gente di partiti diversi, che può anche o litigare, o perdersi in cose

che non ci riguardano (gli assessorati di Vladivostok) o usare la struttura

e il nome del PR. Fermo restando che l'iscritto al PR può fare e non fare

ciò che gli pare. Ci vuole insomma uno che telefona all'ex-iscritto e gli

dica: "Pronto?.. sono del Pr... no, quello transnazionale... sì, guarda,

Pannella sarà un fetente, ma adesso c'è la Bosnia, hanno firmato anche

questo e quello..."

--- MMMR v4.00reg * Nos quoque poma natamus

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail