Radio Radicale, qui Davide Tutino, Buongiorno Prof.Reinhard Selten, premio Nobel per l'economia nel 1994, professore, il nostro appello internazionale chiede che presso l'UNESCO, l'ONU, il Parlamento Europeo, ed i Parlamenti nazionali si pongano allo studio convenzioni per l'insegnamento e l'adozione della Lingua Internazionale. Questo di fatto è un programma politico transnazionale, poiché i problemi della comunicazione hanno implicazioni economiche, sociali, culturali, essi devono essere affrontati politicamente.
Perché ha firmato l'appello?
Come sai, sono esperantista e noi esperantisti pensiamo che sarebbe un'ottima cosa che la Lingua Internazionale Esperanto venga adottata per la comunicazione fra i popoli in Europa. Certamente ci sono molte difficoltà a causa dell'incomprensione della gente in Europa. Già molti hanno imparato l'Inglese e tuttavia ci sono molte persone che non possono comprendersi bene usando questa od altre lingue nazionali. se si adottasse l'Esperanto nelle scuole, anche persone che generalmente non imparano lingue straniere, potrebbero imparare l'Esperanto senza grande difficoltà, ed il livello di comprensione fra gli Europei sarebbe molto più alto di adesso.
L'appello è stato firmato anche dal prof. Helmar Frank, direttore del dipartimento di cibernetica dell'Università di Paderborn, che certo conosce il valore dell'Esperanto come orientamento linguistico. D'altronde certamente Lei sa quanto la non comunicazione in Europa blocchi la crescita del mercato. Naturalmente non Le chiedo i numeri, ma Le chiedo se esiste un problema linguistico per il mercato europeo e quanto pesa soprattutto per le piccole imprese che non possono permettersi personale multilingue.
Sappiamo tutti che questi problemi esistono. Possiamo dire che c'è molto più commercio fra Paesi che parlano la stessa lingua. Esistono barriere linguistiche nel commercio, già a partire dai manuali di istruzione, spesso incomprensibili nelle lingue che non siano quelle dei produttori, a causa dei pessimi traduttori. spesso non possiamo chiede ad altri di tradurre se noi stessi non conosciamo la lingua, in quanto non è possibile controllare se i traduttori abbiano fatto un buon lavoro. Se ognuno avesse qualche conoscenza di Esperanto si potrebbero avere dei manuali di istruzione in Esperanto e tutto sarebbe molto più facile.
Ed è corretto dire che soprattutto le piccole imprese ne soffrano?
Certo, soprattutto le piccole imprese, naturalmente, Perché le grandi hanno personale specializzato, mentre le piccole non possono averlo e dipendono dai servizi di interpretariato che spesso non sono troppo affidabili.
Se come sembra nel 2005 ci sarà il mercato unico delle due Americhe, bilingue spagnolo ed inglese, che cosa ne sarà di un'Europa che non abbia ancora risolto i propri problemi di comunicazione?
Anche questo grande mercato avrà gli stessi problemi linguistici, infatti se ne farà parte il Sud America, ci saranno tre lingue: inglese, spagnolo e portoghese.
Ma comunque questi problemi saranno inferiori ai nostri?
Sì, ma c'è anche un altro aspetto del problema linguistico che certamente conosci, cioè che in tutte queste relazioni internazionali una lingua nazionale possa soffrirne, ad esempio, l'inglese ha un ruolo superiore allo spagnolo e questo comporta degli svantaggi per gli ispanofoni che devono imparare l'inglese, mentre gli inglesi non devono imparare lo spagnolo. Mentre sarebbe più giusto che questo vantaggio lo avessero i Paesi più poveri. Se si insegnasse l'Esperanto si eviterebbero almeno questi svantaggi per gli Ispanici ed i Portoghesi.
Non penso che esista un grande pericolo di rinazionalizzazione dell'Europa. Tuttavia i problemi linguistici spesso causano fratture importanti fra gli uomini e possono anche condurre alla guerra alla guerra, e vediamo che la guerra in Europa non è del tutto impossibile. Anche in Europa una guerra delle lingue è una possibilità e le differenze linguistiche sono spesso causa importante della formazione di interessi economici, schierati lungo le linee di divisione linguistiche. Questo l'abbiamo già avuto in Europa: ad esempio in Belgio si sono avute battaglie linguistiche che non hanno portato alla guerra, ma quasi mal disfacimento del Paese. Anche in Canada si è avuta un'evoluzione simile: il problema delle lingue fra Francofoni ed Anglofoni in Canada sta portando al disfacimento del Paese. Certo non sono solo problemi linguistici, ma anche l'aspetto economico è importante Perché ci si divida etnicamente in base alla propria lingua di appartenenza.
Infatti ciò che noi diciamo è che l'Esperanto non è solo un affare culturale, ma un problema da risolvere politicamente: un'azione culturale è utile, ma la battaglia politica è necessaria.
Probabilmente battaglia è una parola troppo forte. Ma un'azione politica è necessaria, anche se il successo non è grande, si deve andare avanti per fare almeno qualche piccolo passo nella direzione giusta.
Come è diventato esperantista ?
Lo sono diventato nel 1947. Già mio padre era esperantista, ma non lo ho imparato da lui, Perché è morto durante la guerra e come sai, sotto il regime l'Esperanto era proibito in Germania. Dunque, dopo la guerra, nel '47 trovai un piccolo dizionario ed una grammatica con le 16 regole dell'Esperanto. Con questo materiale ho imparato la lingua ed ho potuto anche corrispondere con gli esperantisti. Questa è la mia storia di esperantista.
Ha parlato delle messa fuori legge dell'Esperanto nel suo Paese durante il regime nazista. Lei e gli esperantisti come avete vissuto questa proibizione?
Il regime, durante e prima della guerra, non consentiva le relazioni internazionali degli Esperantisti. Aveva un'ideologia nazionalista contraria ad ogni internazionalismo. L'Esperanto è basato sul concetto di comprensione reciproca e gli esperantisti in generale vogliono la pace attraverso la comprensione reciproca. Queste dittature, come anche Stalin, non lo volevano, anzi ordinarono di sopprimere il movimento.
E dopo la guerra?
Il movimento esperantista ha avuto in Germania grandi difficoltà a ricostruirsi dopo la guerra. Perché solo persone molto vecchie erano ancora nel movimento e avrebbero dovuto coinvolgere i giovani: cosa difficile.
Ci ha detto Perché è diventato esperantista, ma oggi Perché lo diventerebbe?
Credo che quelli che oggi diventano esperantisti lo facciano soprattutto per motivi idealistici, Perché pensano di poter fare qualcosa per la comprensione internazionale. Naturalmente l'Esperanto ha anche un'utilità pratica; si possono avere grandi vantaggi con l'uso dell'Esperanto Perché gli esperantisti formano una rete mondiale di rapporti personali, che si possono usare per viaggiare più facilmente. Alcuni ospitano anche persone, ma questi vantaggi da soli non coinvolgono nessuno che non abbia anche un fine ideale.