Onu: Il Partito Radicale è un'organizzazione di primo grado
OLTRE I CONFINI DELLE NAZIONI
Bonino: "Per rafforzare l'esistenza di una forza transnazionale"
L'iscrizione al Partito Radicale in Italia è di 1000 lire al giorno, pari a 365mila lire all'anno, consente di far vivere le reali speranze di cambiamento.
di Danilo Quinto
Tesoriere del Partito Radicale
C'è una notizia da mesi clandestina: il Partito Radicale, transnazionale e transpartito, è il primo partito che abbia ricevuto dalle Nazioni Unite il riconoscimento di Organizzazione Non Governativa di primo grado, con potere consultivo nell'ambito del Consiglio Economico e Sociale. Il riconoscimento ricevuto dal Partito Radicale è di livello superiore a quello di Amnesty International, per fare un esempio.
Questo fatto da una parte obbliga il Partito della nonviolenza gandhiana a darsi gli strumenti, l'organizzazione per operare all'interno della Comunità internazionale, dall'altra rende evidente la scelta del Partito Radicale: non essere concorrente con nessun altro partito nazionale, rappresentare un valore aggiunto all'appartenenza partitica, tentare di superare le barriere e i confini nazionali per affermare nel mondo la prima forza politica capace di proporre e creare nuovo diritto transnazionale.
Perché evoco questo successo del Partito Radicale? Perché lo si deve innanzitutto a chi in questi anni ha garantito l'esistenza di quest'idea e il tentativo di praticarla attraverso iniziative politiche concrete: l'abolizione della pena di morte entro l'anno duemila e la creazione del Tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia e del Tribunale Penale Internazionale per i crimini contro l'umanità, l'antiproibizionismo in materia di droga, la costruzione di un'Europa politica e federalista e l'affermazione della Lingua Internazionale, la salvezza del popolo tibetano dalla situazione di oppressione in cui versa, nel contesto del diniego totalitario di democrazia e di diritto per lo stesso popolo cinese, l'ambientalismo, con il progetto sull'Alta Autorità del Danubio e lo smantellamento delle centrali nucleari operanti nell'est europeo e in particolare nell'ex Unione Sovietica.
L'esistenza di quel che oggi è e rappresenta il Partito Radicale la si deve - dicevo - solo a coloro che con il loro denaro, da iscritti o contribuenti, residenti in Italia o in Russia o negli altri 40 paesi del mondo dove vi sono iscritti, parlamentari e cittadini, hanno compreso che vale la pena rendere alla politica la sua nobiltà, serbare e coltivare la convinzione che attraverso la politica è possibile sovvertire quel che sembra essere l'ordine naturale delle cose. Non vi è regione al mondo in cui non si avverta il crescere di una violenza incontrollata o dell'intergralismo e dell'intolleranza, che minacciano i principi della tolleranza e della convivenza civile. I veleni della ragion di stato e del nazionalismo impediscono il crescere di un'idea di un'Europa federalista, spinelliana, di un soggetto politico dotato di sue capacità di scelta e d'indirizzo, aperto all'ingresso di nuovi paesi e a fornire, a quelli che lo richiedessero, l'aiuto e il sostegno umanitario necessario anche a facilitarne il camm
ino verso la democrazia. Le Nazioni Unite, alle quali fino a ieri si guardava come garanzia di equilibrio e di pace mondiale, hanno dimostrato di attraversare - lo testimonia l'impotenza della Comunità degli Stati nei confronti della guerra di aggressione condotta per quattro anni nell'ex Jugoslavia - una crisi di credibilità, per superare la quale sono necessari interventi che ne potenzino in maniera adeguata il tasso di democrazia e l'efficacia della sua azione.
Aprendo con un versamento di 30 milioni di lire la campagna di iscrizioni e sottoscrizioni straordinaria, Emma Bonino l'altro giorno sosteneva: ""Da responsabile europea di grandi questioni del nostro tempo, giudico essenziale l'esistenza, il rafforzamento di una forza transnazionale che si occupi di temi vitali, che sono poco considerati dalla politica e in genere nei rapporti internazionali, che non contengono, alle soglie del duemila, quei valori di certezza del diritto, di libertà, di democrazia, che noi radicali abbiamo cercato sempre di imporre".
Diritto, libertà, democrazia si possono conquistare sul fronte italiano e sul fronte europeo e mondiale solo attraverso l'impegno diretto di coloro che sono disposti - ed accade molto spesso ai radicali - a dare il necessario e non solo il superfluo. L'iscrizione al Partito Radicale, in Italia 1.000 lire al giorno pari a 365.000 lire all'anno, consente di far vivere speranze di cambiamento concrete. Iscriversi è molto semplice: basta possedere una carta di credito e telefonare al numero 06/689791 oppure inviare un vaglia postale o un conto corrente (n.44855005) intestato Partito Radicale - Via di Torre Argentina 76 - 00186 Roma.
Speriamo di essere in tanti a dicembre, iscritti a questo partito, a festeggiare i quarant'anni dalla nascita del Partito del diritto alla vita e della vita del diritto.