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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Budapest - 7 maggio 1996
LIBERTA' PER IL TIBET/DEMOCRAZIA PER LA CINA-FAX N.21

Bollettino di informazione sulle campagne del Partito Radicale Transnazionale per la libertà del Tibet e per la democrazia in Cina.

"I truly believe that individuals can make a difference in society. Since periods of great change such as the present one come so rarely in human history, it is up to each of us to make the best use of our time to help create a happier world".

S.S. il XIV.mo Dalai Lama, 1992

Numero 21 del 7 maggio 1996

Redazione: Massimo Lensi, Dorottya u. 3.III.em 6. - 1051 Budapest (H) - Tel. +36-1-266.34.86 - 266.09.35 - Fax. 11.87.937 - e-mail M.Lensi@agora.stm.it - WWW-Url: http//:www.agora.stm.it/pr - Telnet: Agora.stm.it

Distribuzione: Alberto Novi - rue Belliard 89 - Rem 508, 1047 Bruxelles (B); tel.+32-2-2304121, fax +32-2-2303670.

Pubblicato in inglese, francese, spagnolo, italiano, ungherese, croato e rumeno.

IL DOPO-GINEVRA: ANDARE AVANTI CON TUTTE LE FORZE.

Il momento non è certamente dei più facili. L'ignobile voto della Commissione di Ginevra sulla mozione "No Action" presentata dalla Cina ha senza dubbio fatto comprendere a tutto il mondo che Pechino non intende modificare la sua attuale politica sul rispetto dei diritti umani né tantomeno sul diritto del popolo tibetano a scegliere il proprio futuro. L'arroganza cinese certamente basa la sua forza sui ricatti economici e sulle intrinseche debolezze politiche di numerosi paesi occidentali, primi tra tutti quelli dell'Unione europea, ma non tiene conto della crescente mobilitazione in atto in numerosi parlamenti e della maggiore sensibilizzazione tra le popolazioni del mondo sempre più attonite di fronte agli orrori che il regime comunista di Pechino continua imperterrito a produrre.

Il nostro principale avversario rimane pero' la real-politik dei Governi occidentali, come anche il recente accordo di "non belligeranza diplomatica" tra russi e cinesi dimostra. La Cecenia ed il Tibet soggetti passivi in uno scambio di morte tra i due imperi per una indegna applicazione del principio della "domestic jurisdiction" che non ha sollevato in nessun Governo occidentale la benché minima reazione di sdegno o protesta.

Segnali positivi, comunque, continuano a giungere, ancora certamente non sufficienti, ma che potrebbero creare i presupposti per realizzare tra pochi mesi uno degli obiettivi che ci siamo prefissi: l'incontro tra il Segretario Generale della Nazioni Unite ed il Dalai Lama per definire i primi passi della soluzione pacifica della questione tibetana. La campagna di adesioni di parlamentari sull'appello sta, giorno dopo giorno, assumendo una dimensione importante e rilevante. Ancora siamo lontani dall'obiettivo delle 2000 adesioni, ma incoraggianti segnali iniziano ad arrivare anche da parlamenti non europei.

Ed anche la campagna di sostegno alla candidatura del dissidente cinese WEJ sta iniziando a dare i primi frutti. Nei prossimi numeri del bollettino pubblicheremo le prime proposte di candidatura.

Cosa altro aggiungere se non che riteniamo che sia adesso il momento migliore per svegliare la pigrizia delle coscienze politiche e civili nei Paesi dove lavoriamo e viviamo e che è nostra ferma convinzione che il processo di liberazione del Tibet e di democratizzazione della Cina sia un percorso forse lungo ancora, ma ineluttabile. Sta a noi accorciarne i tempi.

Buon lavoro!

APPELLO DI PARLAMENTARI AL SEGRETARIO GENERALE DELLE N.U.

Stanno continuando ad arrivare le adesioni di parlamentari sull'appello al Segretario Generale della Nazioni Unite, Boutros Boutros-Ghali perchè riceva il Dalai Lama. In questi giorni il totale dei parlamentari aderenti ha raggiunto quota 483 da 26 diversi parlamenti d'Europa. Su iniziativa dell'associazione "Les Amis du Tibet - Luxembourg" hanno aderito 19 parlamentari, tra nazionali ed europei, del Granducato di Lussemburgo. Anche dalla Lituania, grazie all'impegno di Chope Paljor Tsering, rappresentante di Sua Santità a Budapest, hanno sottoscritto l'appello altri 10 parlamentari ed adesioni ci sono giunte in queste ore dai parlamenti di Ucraina, Croazia, Francia, Svezia, Russia e Kossovo.

CAMPAGNA PER LA LIBERAZIONE DEL PANCHEN LAMA.

GIA' STAMPATE 100.000 CARTOLINE

Superate le prime 1.000 cartoline postali inviate. La campagna internazionale di invio di cartoline postali al Presidente cinese Zemin per la liberazione dell'XI.mo Panchen Lama, riconosciuto dal Dalai Lama ed attualmente tenuto prigioniero dalle autorità cinesi ha avuto in questi giorni un incremento di 680 cartoline spedite. Le 40.000 cartoline stampate inizialmente sono state tutte inviate in molti paesi. Di fronte alle crescenti richieste abbiamo provveduto alla ristampa di altre 60.000 cartoline che stiamo ora distribuendo in tutto il mondo.

* Situazione degli invii delle cartoline al Presidente cinese.

(dati aggiornati al 2 maggio)

al 25/3 al 3/4 al 2/5

----------------------------------------------------

Austria 0 0 5

Belgio 96 115 197

Danimarca 0 0 1

Federazione Russa 0 0 1

Francia 97 148 462

Germania 21 41 65

Italia 11 13 13

Liechtestein 0 0 2

Lussemburgo 1 2 8

Norvegia 0 0 55

Paesi Bassi 6 10 14

Polonia 0 0 45

Regno Unito 2 4 8

Repubblica Ceca 0 1 8

Slovacchia 2 2 9

Spagna 1 6 19

Stati Uniti 0 0 1

Svezia 0 0 1

Svizzera 20 46 151

Ungheria 0 1 4

----------------------------------------------------

Totali 257 389 1069

Il prezzo per acquistare le cartoline è di 1,5 USD per 10 cartoline e 6,50 USD per 50 cartoline. Per ordinazioni superiori alle 200 unità si potranno concordare altri prezzi di vendita. Le cartoline sono disponibili presso le sedi del PR e di molti TSG europei.

USA/ARRIVO DELLA MARCIA TIBETANA A NEW YORK

Il 25 aprile, giorno di arrivo della "Marcia per la libertà in Tibet Washington-New York", è stato un importante giorno di lotta per la causa tibetana. La marcia era cominciata il 10 marzo scorso dinanzi l'ambasciata cinese a Washington, e dopo 500 chilometri si è conclusa di fronte alle Nazioni Unite nel giorno del settimo compleanno del giovane Panchen Lama rapito e tenuto segregato dalle autorità cinesi.

La giornata tibetana a Manhattan ha preso il via quando a Battery Park la sirena del traghetto proveniente da Staten Island ha annunciato l'arrivo dei marciatori guidati dal fratello maggiore del Dalai Lama, Thubten Jigme NORBU, e dal monaco buddista Palden GYASTO, 64 anni di cui trenta trascorsi nelle carceri cinesi. Con la scenografia della Statua della Libertà sullo sfondo, alcune centinaia di manifestanti nonviolenti con le bandiere del Tibet e degli Stati Uniti d'America hanno iniziato a scandire gli slogan "Free Tibet now - China out of Tibet - China Shame on You". I dimostranti si sono poi ordinatamente avviati ad attraversare Downtown nell'ultimo tratto della marcia, fino al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite dinanzi al quale numerosi oratori, tra cui Rinchen DARLO rappresentante di Sua Santità a New York, Tempa TSERING, direttore del Dipartimento Relazioni Internazionali del Governo Tibetano, Michele BOSELLI del Partito Radicale, hanno partecipato al raduno. Il momento culminante della giornata ti

betana newyorchese è stato poche ore dopo alla Metropolitan Community Church, dove i manifestanti si sono nuovamente ritrovati per partecipare ad un servizio inter-religioso tenuto congiuntamente da rappresentanti di diverse grandi religioni per pregare insieme per il giovane Panchen Lama. Tra di essi c'erano il rabbino Joel GOOR della sinagoga ebraica, il reverendo Barrie SHEPHERD della chiesa presbiteriana, l'imam Talib ABDUR-RASHID della moschea islamica, e i venerabili lama PEMA e Lobsang NGODUP. Come conclusione della celebrazione, tutti i partecipanti si sono uniti in un coro per cantare "We Shall Overcome", con l'ultima strofa in lingua tibetana.

TIBET TELEX

REPUBBLICA CECA/INCONTRI

Su invito della associazione "S.O.S. Tibet" di Praga, Chope PALJOR TSERING, rappresentante di S.S. il Dalai Lama per i Baltici e l'Europa centrale ed orientale è stato ricevuto ufficialmente al Parlamento ceco ed ha incontrato, tra gli altri, il deputato Cestmir HOFHANZL ed il vice-sindaco di Praga-3, Zdenek PAVELKA. La delegazione era inoltre composta da Olga CECHUROVA del Partito Radicale e dal sinologo Karel KELLER. Durante la conferenza stampa successiva agli incontri, avvenuti in contemporanea con la visita ufficiale del Ministro degli Esteri della RPC a Praga, Paljor Tsering ha ricordato l'impegno di numerosi esponenti politici cechi per la lotta del popolo tibetano anche in occasione della giornata del 10 marzo 1996.

REPUBLICA CECA/DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE HAVEL

Il 21 aprile il Presidente della Repubblica Ceca Vaclav HAVEL ha espresso durante il suo incontro col Ministro degli Esteri cinese la sua inquietudine sul destino dei prigionieri politici in Cina ed ha auspicato l'avvio al più presto di negoziati tra le autorità cinesi ed il Dalai Lama sul futuro del Tibet. Havel ha inoltre espresso la necessità di rispettare il diritto alla autodeterminazione di Taiwan.

SCANDINAVIA/INCONTRI SULLE INIZIATIVE PER IL TIBET

Verifiche positive sulle iniziative politiche in corso per la libertà in Tibet si stanno riscontrando anche nei paesi e parlamenti scandinavi. Paolo ATZORI del Partito Radicale, su invito dei Tibet Support Group di Svezia, Norvegia e Danimarca ha effettuato numerosi incontri dai quali è scaturito tra le altre necessità quella di tenere viva e rafforzare la coordinazione a livello europeo delle iniziative per il Tibet. Al Parlamento svedese insieme con Eva LINDHOLM, Presidente della "Tibetan Association in Sweden", è stato fatto il punto della situazione con Ragnhild POHANKA dei verdi e Johan WAIPHE, consulente del Partito Liberale che ha consegnato 16 firme di parlamentari del suo gruppo sull'appello a Boutros Ghali. Harald ELLEFSEN del Partito Conservatore e Presidente dell'Intergruppo Tibet al Parlamento norvegese, ha dichiarato il suo pieno sostegno alle campagne in corso. A Copenhagen negli incontri avvenuti assieme a Hanas Anders ANDERSEN del TSG danese, con Per Stig MOLLER del Partito Conservatore, Hol

ger K. NIELSEN del Partito Socialista Popolare e con Keld ALBRECHTSEN di Lista per l'Unità sono stati anche brevemente illustrati i lavori preparatori per l'audizione sul Tibet che avrà luogo al Parlamento Danese nei prossimi giorni.

ITALIA/ASSEMBLEE IN TOSCANA

Si sono svolte sabato 4 e domenica 5 maggio due assemblee cittadine ad Arezzo e Firenze sul tema della violazione dei diritti umani in Cina ed in Tibet. Sono intervenuti Paolo POBBIATI e Daniele SCAGLIONE di Amnesty International, Piero VERNI presidente di Italia-Tibet, la sinologa Maria OMODEO della rivista "LiMes" ed Olivier DUPUIS segretario del PR. Gli incontri sono stati organizzati da Amnesty International, Italia-Tibet e dal Partito Radicale.

RASSEGNA STAMPA/ITALIA

"La cina boicotta il film di Scorsese", di Dimitri BUFFA, l'Indipendente (1 maggio 1996).

Nell'articolo pubblicato sul quotidiano italiano, Buffa racconta come India, Pakistan e Nepal su opportuno "invito" cinese, abbiano dissuaso alcuni famosi registi come Scorsese ed Annaud, negando loro i necessari permessi di soggiono e di lavoro, a girare il film sulla vita del Dalai Lama. Buffa conclude ricordando per analogia la situazione che si era venuta a creare il 10 marzo scorso con la campagna "Una bandiera per il Tibet": "Il problema dell'esodo del popolo tibetano dopo l'invasione cinese del 1959 riemerge periodicamente anche per le battaglie del Partito Radicale transnazionale che proprio lo scorso 10 marzo organizzò una manifestazione europea perché ciascun sindaco dell'Unione europea facesse sventolare una bandiera tibetana accanto al vessillo della propria città. La manifestazione ebbe una grande adesione, ma anche in quell'occasione non mancarono polemiche e dinieghi di autorizzazione da parte di alcune prefetture in Italia (Forlì, Cesena e Treviso) e in Belgio. Preferendo evitare l'incidente

diplomatico con un partner commerciale che fa gola a tutti come è la Cina di Li Peng, alcuni prefetti preferirono mettere in cantina gli ideali di una sacrosanta battaglia vietando ad alcuni Comuni di esporre la bandiera del Tibet. Oggi siamo al boicottaggio cinematografico ma il discorso non cambia."

APPUNTAMENTI

E' nostra intenzione riprendere la rubrica degli appuntamenti settimanali: un piccolo angolo di informazione su assemblee, manifestazioni, incontri, pubblicazioni ed altro, programmati nei giorni successivi all'uscita del numero del bollettino-fax sui temi della libertà in Tibet e della democrazia in Cina. Pregheremmo i lettori di comunicare gli avvenimenti al fax della Redazione (+36-1-118.79.37) o di utilizzare la seguente e-mail: m.lensi@agora.stm.it

 
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