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Conferenza Partito radicale
Sorba Gabriele - 9 maggio 1996
LA LEGA SUD FINANZIATA DAI SERBI; UN'INTERROGAZIONE DA NON DIMENTICARE.
(SEGNALAZIONE DI GIULIO MANFREDI)

Torino, 09/05/1996

Leggo su "La Stampa" e "il Giorno" del 09/05/1996 che il finanziere italo-jugoslavo Giovanni Di Stefano, presidente del Campobasso Calcio, ha fondato la "Lega Sud" grazie a un finanziamento di un milione di marchi offerto dal sedicente Comandante Arkan, il capo delle milizie serbe che hanno commesso atroci crimini prima in Croazia e poi in Bosnia. Il nuovo partito si presenterß giß alle amministrative siciliane.

Al riguardo ricordo che i senatori Sergio Stanzani e Francesca Scopelliti presentarono il 4 agosto 1995 la seguente interrogazione:

Al Ministro degli Affari Esteri e per gli italiani nel mondo.

Premesso:

- che notizie di stampa informano che attivo a Belgrado il signor Giovanni Di Stefano, di 41 anni, nativo di Petrella Tifernina (CB), in possesso sia di passaporto italiano che di passaporto della Repubblica serbo-montenegrina, "ottenuto immediatamente per meriti speciali con decreto presidenziale";

- che il Di Stefano ha vissuto per lungo tempo in Inghilterra; nel 1986 fu condannato dal Tribunale Criminale londinese a 5 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta;

- che Di Stefano pare sia arrivato a Belgrado meno di tre anni fa, praticamente senza conoscere nessuno e senza parlare una sola parola della lingua;

- che nell'ottobre 1993 il Di Stefano ereditava la societß Sumadija, una finanziaria immobiliare, e una stazione radio dell'amico Radojica Nikcevic, assassinato in circostanze misteriose; il Di Stefano e il Nikcevic erano appena tornati da un viaggio in Colombia ; il Di Stefano si vant di aver trasferito nella sua nuova "patria" l'equivalente di oltre 1500 miliardi di lire in valuta per "finanziare lo sviluppo della Serbia";

- che il Di Stefano intimo amico del signor Zeljko Radzanovic, detto Arkan, tristemente noto per le violenze compiute in Croazia dalle sue bande paramilitari; il finanziere italo-serbo pag il conto del ricevimento di nozze di Arkan, ammontante a 300 mila marchi;

- che il 30 giugno 1995, a Termoli, Giovanni Di Stefano ha sposato la signora Mirijana Stanic, segretaria della finanziaria; erano presenti, fra gli altri, il capo della Corte suprema di Serbia, Jancovic; il Presidente del Partito di Unitß Serba, Pelovic; il figlio del Presidente serbo, Marko Milosevic, di cui Di Stefano ha sponsorizzato generosamente la passione per la macchine da corsa; il servizio d'ordine era di tutto rispetto: gli agenti della polizia di Stato erano affiancati da 20 uomini appartenenti ai gruppi paramilitari del comandante Arkan;

- che l'indirizzo belgradese del Di Stefano Tolstojeva numero civico 31; il Presidente serbo Slobodan Milosevic risiede al numero 33.

Si Chiede di sapere:

- se il governo sia informato di quanto sopra esposto e se sia in grado di confermare la veridicitß;

- se le attivitß economiche e finanziere del signor Giovanni Di Stefano nelle Repubbliche di Serbia e Montenegro non violino l'embargo tuttora esistente nei confronti delle suddette repubbliche ed in particolare la legge 7 agosto 1992 n. 355 e successive modificazioni;

- se il Governo disponga di informazioni che inducano a ritenere che il Di Stefano sostenga finanziariamente le attivitß criminali di Arkan, di cui cosø platealmente egli ostenta l'amicizia, e se il governo abbia comunicato o intenda comunicare, ai sensi della legge 14 febbraio 1994 n. 120, tali informazioni al Tribunale Internazionale competente per gravi violazioni del diritto umanitario commesse nei territori dell'ex Jugoslavia.

(fine interrogazione)

Nota a margine. Anche se le sanzioni economiche nei confronti della Serbia sono state ritirate, mi pare che sul conto del signor Di Stefano vi siano pesanti ombre, a maggior ragione dopo la notizia del finanziamento di Arkan al suo partito, annunciato con conferenza stampa a Belgrado e in Italia.

Ci sono gli elementi per un esposto in Procura? Forse la risposta a questa domanda la dovranno dare soprattutto i candidati alle prossime amministrative siciliane che dovranno gareggiare con il signor Di Stefano (la possibilitß per lo stesso di candidarsi pacifica, anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale).

Da parte mia, posso fornire gli articoli di giornale e le leggi da cui stata ricavata l'interrogazione di cui sopra; sono rintracciabile allo 011/442.20.04 (ore ufficio).

GIULIO MANFREDI

 
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