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Partito Radicale Roma - 15 maggio 1996
TIBET - RADIO RADICALE

Colloquio con Chungdak D. Koren

di Paolo Pietrosanti

PP: Chungdak Koren è la Rappresentante di Sua Santità il Dalai Lama in una ampia parte dell'Europa occidentale, e in questi paesi rappresenta pure il Governo tibetano in esilio. La Signora Koren è in Italia per preparare e presentare all'opinione pubblica la visita del Dalai Lama, che nei prossimo giorni raggiungerà l'Italia. Le chiederei in primo luogo di spiegarci l'importanza e il valore di questa visita.

CK: Sono qui per gli ultimi controlli relativi alla visita. Sua Santità è invitato da diverse organizzazioni, che insieme, numerose, hanno costituito un Comitato organizzativo. Loro hanno preparato il programma; io sono qui per vedere gli aspetti della visita in cui gli italiani avranno la possibilità di ascoltare il suo messaggio. Egli è stato qui varie volte in passato, e la sua visita di oggi sarà interessante.

PP: Come senti l'atmosfera che si vive qui in Italia prima di questa visita? Le persone e le organizzazioni stanno attendendo il Dalai Lama e come?

CK: Credo vi sia una grande attesa per la sua visita. Il Dalai Lama visiterà tre luoghi in Italia: Palermo, Pomaia, e quindi Roma, tre diversi luoghi in Italia. Credo che la visita a Palermo sarà di grande importanza perché non credo egli sia mai stato lì prima, e Palermo, come tutti sanno, sta attraversando tempi molto difficili, e credo che la visita avrà anche un forte significato simbolico per la gente di Palermo ricevere la visita di Sua Santità per incoraggiare i giovani ad avere un approccio positivo. Inoltre Palermo, come ho visto, è sulla giusta direzione e il Sindaco Orlando ha lavorato molto a sviluppare la città. Credo che ciò rafforzerà e incoraggerà il Sindaco Orlando e la gente di Palermo.

PP: E che ci dici delle altre città della visita?

CK: A Pomaia vi è un Istituto buddista, ed egli renderà insegnamenti per i Buddisti italiani che questi insegnamenti gli hanno richiesto. Quindi andrà a Roma, dove già è allestita una mostra di arte buddista che è chiamata Sun-Mandala. Quindi parteciperà alla presentazione di un libro da parte della casa editrice Editalia, un libro d'arte molto bello. Quindi proverà ad incontrare altri leader politici, se possibile. Non ne sono certa, però, visto che vi sono state molte pressioni da parte cinese. Accade sempre così, e questa volta la pressione è forse ancora più forte.

PP: Mi risulta poi che il Dalai Lama terrà a Roma una grande conferenza nella principale Università...

CK: ... Terrà una conferenza presso l'Università "La Sapienza", dove è stato invitato a tenere un discorso. Noi volevamo tenere un discorso pubblico con il Comitato organizzativo; ma poi ho pensato che è importante cooperare con l'Università, e quindi è ora organizzata dall'Università e dal Comitato organizzatore della visita. Il Dalai Lama terrà una conferenza sui temi ambientali.

PP: Sembra che questa visita abbia contenuti più culturali che politici; così almeno sembra sulla base della agenda. Ma tu spieghi che vi è anche una importanza politica di questa visita.

CK: Certo. Dovunque Sua santità vada, sia egli ricevuto in forma ufficiale o non ufficiale, egli è una persona con rappresentatività ufficiale, e ovunque vada egli ha sempre incontri con leader politici. Non credo che questa visita sia solo di carattere culturale. Certo, il Comitato organizzatore è formato da associazioni buddiste e gruppi culturali, e certo dobbiamo prestare attenzione e soddisfare i loro interessi; ma certamente egli visiterà altri personaggi importanti, in Italia.

PP: Nella sua ultima visita in Italia, due anni fa, il Dalai Lama fu ricevuto dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio. Fu una delle primissime volte in cui egli fu ricevuto ad un tale livello e nelle sedi ufficiali di tali autorità. Avete messo in atto qualche tentativo per ripetere questi incontri?

CK: Ho avuto alcuni contatti con la presidenza e con la presidenza della Repubblica e quella del Consiglio. Ma qui il problema non è nel fatto che la sua visita è culturale, quanto piuttosto nel fatto che l'Italia non ha avuto una scena politica stabile per molto tempo, e questo ci ha complicato le cose. Le elezioni si sono tenute molto di recente, ed è stato molto difficile per noi fissare un programma con anticipo adeguato. Questa è certamente una ragione per non avere noi potuto fissare con grande anticipo un programma di incontro con i politici: nessuno sapeva chi sarebbe diventato primo ministro...

PP: Beh, questo è verissimo...

CK: In condizioni diverse noi avremmo avuto un programma quale quello di due anni fa. Ma il problema è stato che nessuno sapeva chi sarebbe stato primo ministro, chi i parlamentari, membri di governo e così via.

PP: Nelle ultime settimane, Chungdak, forse qualcosa è cambiato. Probabilmente al giornata del 10 marzo ha rappresentato un salto di qualità e pure di quantità nelle iniziative in favore del Tibet. Come valuti quell'appuntamento?

CK: il 10 marzo è stata una delle cose più belle accadute in Occidente. Noi Tibetani, sia dento che fuori del Tibet abbiamo apprezzato moltissimo l'iniziativa presa dal Partito Radicale insieme alle organizzazioni collegate al Tibet. Questo è stato uno degli eventi di maggior successo, e ha anche incoraggiato la gente a fare di più nel futuro. Ciò ha provocato una fortissima consapevolezza nella società internazionale.

PP: Più di recente vi sono poi stati alcuni Tibetani che hanno avuto la possibilità di prendere parte ai lavori della Commissione ONU su Diritti Umani, a Ginevra...

CK: Sì, è stato quest'anno nella 52. Sessione della Commissione Diritti Umani dell'ONU. Abbiamo provato ancora una volta, così come avevamo fatto nei 5 anni passati, di ottenere una Risoluzione sulla Cina. Sfortunatamente abbiamo fallito, ma nello stesso tempo credo sia stato un successo, perché il caso del Tibet è stato posto all'ordine del giorno più che nelle precedenti occasioni. Vi sono stati Statement molti duri da parte dei governi, molti dalle Organizzazioni Non Governative, e lo Special Rapporteur dell'ONU ha ricevuto molti rapporti sul Tibet.

PP: Come prevedi procedano le iniziative sul Tibet nelle istituzioni ONU?

CK: Stiamo incrementando l'impegno, ma devo dire che ora la questione diritti umani sta piuttosto diventando uno strumento, uno strumento per gli affari, uno strumento per il commercio. Così talvolta diventa molto difficile per noi come per gli attivisti dei diritti umani di portare avanti questo problema; perché quando arriva alle Nazioni Unite è talvolta piuttosto una questione politica e le relazioni commerciali con quel paese...

PP: Hai appena parlato delle pressioni esercitate da governo e diplomazia cinese in occasione di questa visita del Dalai Lama. Cosa intendi?

CK: Hanno inviato lettere agli enti locali italiani che hanno invitato Sua Santità. Sua Santità è invitato a Palermo dalle autorità locali della città, e riceverà molti sindaci a Pisa, a Palermo e molte città gli daranno la cittadinanza onoraria. E l'Ambasciata cinese ha inviato una lettera ai vari amministratori. E' ridicolo, visto che l'Italia è un paese indipendente e la Cina non dovrebbe inviare diktat alle autorità locali su quel che devono e non devono fare. Spero che queste autorità locali lo comprenderanno e non accetteranno le minacce cinesi. Questo è un paese indipendente, e i Cinesi non dovrebbero dire qui quel che si deve fare e quel che non si deve fare.

PP: Credi che la diplomazia cinese abbia esercitato qualche pressione pure sui partiti?

CK: Sono certa che hanno esercitato molte pressioni, non solo sui partiti, ma sugli organizzatori locali della visita. Sono andati nei luoghi che Sua santità visiterà, chiedendo informazioni. Non capisco perché debbano frapporre tanti ostacoli. Lo hanno fatto per molti anni, ma devono capire che egli sta per visitare un paese indipendente. E si può immaginare, visti quanti ostacoli i Cinesi frappongano contro di noi nel mondo libero, si può immaginare quale sia la situazione in Tibet.

PP: E che ci dici della situazione del Tibet ora, oggi...

CK: Pessima. Il tempo per noi sta correndo veloce.

PP: Vi sono notizie di atti terroristici in Tibet. Credi che stia accadendo qualcosa che contrasti la nonviolenza incarnata dal Dalai Lama?

CK: La gente sta diventando impaziente in Tibet, soprattutto i giovani. Vi sono state alcune manifestazioni - non credo vi sia stata molta violenza, perché la gente segue con fermezza il messaggio di nonviolenza di Sua santità e la sua guida. Ma certo i Cinesi creano molti problemi alla gente tibetana.

PP: Le agenzie di stampa trasmettono notizie su bombe, esplosivi usati in atti terroristici contro i cinesi in Tibet. Credi siano notizie vere o no?

CK: E' difficile dirlo, per me, perché io ho ricevuto lo stesse notizie dalle stesse fonti. Credo che alcune di queste notizie corrispondano a verità. La gente è molto impaziente e la situazione sta peggiorando e niente affatto migliorando.

Molti paesi dicono che vogliono avere un dialogo con i Cinesi, per far loro capire... La Cina ha avuto molti trattamenti speciali nelle Nazioni Unite, nella comunità internazionale, e credo sia giunto il momento che la comunità internazionale reagisca. Quanto tempo possiamo dar loro? Dobbiamo pure ricordare che la Cina ha firmato le Dichiarazioni e i Trattati ONU, e devono rispettarli.

PP: Il mese prossimo, Chungdak, vi sarà una occasione importante di dibattito e di incontro per tutti coloro che nel mondo sono impegnati sulla causa tibetana, che servirà a pianificare le prospettive di queste iniziative.

CK: Intendi la Conferenza Internazionale in Germania...

E' organizzata dal Governo tibetano in esilio, e si riunisce per la seconda volta. Il nostro Governo vuole informare i nostri sostenitori, le organizzazioni sostenitrici del Tibet sulla nostra politica e anche per ascoltare gli aggiornamenti sulla loro attività: insomma incontrarci.

PP: Cosa credi debba uscire da questo incontro?

CK: Credo che rafforzerà i partecipanti, e ne rafforzerà la consapevolezza. Li informeremo sulla politica del Governo.

PP: Quale potrebbe essere la prossima strategia di voi Governo tibetano in esilio?

CK: Per quanto mi riguarda lavorerò a rafforzare i rapporti con i governi dei paesi di cui ho la responsabilità. Farò più visite agli esponenti governativi di quei paesi che sono l'Italia, la Germania, la Grecia, la Turchia, e molti altri paesi. Li visiterò più spesso per informarli sempre di più e per lavorare con loro sempre più da vicino.

PP: Grazie, Chungdak. Ti chiederei in conclusione, se vuoi, di rivolgerti agli ascoltatori, che sai essere residenti in Italia e in Albania.

CK: Uno dei problemi che abbiamo con più forza in questi mesi sottolineato è quello del Panchen Lama. Come sappiamo tutti la reincarnazione del Panchen Lama è stata riconosciuta da Sua Santità. Ma noi non sappiamo dove sia. E' di certo il prigioniero politico più giovane del mondo, avendo soltanto 7 anni, e siamo molto preoccupati per la sua salute e le sue condizioni. Il Partito Radicale ha organizzato una campagna di cartoline per il Panchen Lama, e vorrei chiedere a tutti gli ascoltatori italiani e albanesi di esprimere la loro solidarietà verso di noi, e il sostegno per il caso del Panchen Lama.

PP: Aggiungo una domanda, Chungdak. Vi è un appello che chiede al Segretario Generale delle Nazioni Unite Boutros Boutros-Ghali di incontrare il Dalai Lama. Pensi vi sia qualche possibilità che un tale incontro si tenga?

CK: Credo che se vi sarà più pressione da parte della comunità internazionale, vi potrebbe essere una possibilità. Dopo tutto l'ONU dovrebbe essere al servizio della società internazionale.

PP: Anche se vi sono molte pressioni contrarie, a partire naturalmente dalla Cina...

CK: Se la gente sarà molta, ad alzarsi insieme, la gente sarà più forte.

PP: Grazie a Chungdak Koren, rappresentante in Europa del Dalai Lama e del Governo tibetano in esilio.

 
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