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Conferenza Partito radicale
Schiavi Giandomenico - 24 maggio 1996
"Lingua Internazionale"
Marina

La campagna per la lingua internazionale che hai in mente tu non credo che sia quella del PR. Perché proprio l'esperanto? Hai ragione: come lingua della burocrazia e degli addetti ai lavori non c'è nessun bisogno di scomodare né l'esperanto né il latino riformato; c'è già l'inglese (o comunque ci sarà tra pochi anni).

L'inglese c'è già anche per i telematici, per i manager delle medie e grandi imprese, e anche per le classi dominanti dei più piccoli staterelli dell'Africa Centrale, i cui figli vanno a studiare in Usa così come fino a poco tempo fa andavano in Gran Bretagna.

Come sai l'esperanto è talmente semplice ed elastico da poter essere del tutto appreso nei primi anni di scuola dai bambini americani come da quelli africani. Ciò comporta che un bambino anziché saper storpiare quattro parole di inglese o di francese (un bambino i cui genitori non si possano permettere di mandarlo ai corsi privati) conosce un altra lingua oltre la sua, ed in particolare una lingua che gli consente di comprendere i meccanismi e di avere coscienza di cosa sia il linguaggio, e che ha quindi assai maggiori possibilità di divenire un "cittadino colto" o comunque meno ignorante ed isolato. Ovvero, coll'insegnamento obbligatorio dell'esperanto, si creano le basi per un progresso culturale in tutte le parti del mondo.

Esperanto=cultura e comunicazione per tutti=democrazia.

Questa sua caratteristica rende questo progetto non velleitario: basterebbe far sapere ai genitori non ricchi dei paesi dell'Ue ...

Dici che l'esperanto è bruttino? Non credo che abbia senso dire che una lingua è brutta, in particolare l'esp.. Dipende da come la si usa: forse Giorgio è bruttino.

In cento anni gli esperantisti non sono riusciti a diffondere l'esperanto oltre qualche milione di parlanti? Che io sappia in cento anni ci ha provato e ci sta provando solo Giorgio Pagano con gli altri radicali.

 
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