Fra questi c'è anche lo Scambio di Lettere tra il Governo italiano e quello ungherese per la costituzione di una "Sezione per la tutela degli interessi italiani in Iraq" presso l'ambasciata di Ungheria a Baghdad.Tale provvedimento è entrato in vigore il 3 luglio 1996.
Sulla G.U. del 1· ottobre 1996 è pubblicato il decreto del Ministero degli Esteri 11 settembre 1996 "Proroga dell'esistenza dello stato di necessità al rimpatrio dall'Iraq dei cittadini italiani ivi residenti", a decorrere dal 3 agosto 1996.
Non sono un fine diplomatico e quindi non riesco a capire come si può conciliare l'apertura di una sezione "d'affari" in Iraq quando si considera il medesimo Paese nomn in grado di ospitare in sicurezza i cittadini italiani...
Per completare il quadro ricordo che l'Iraq proprio nei mesi estivi ha scatenato l'ennesima repressione in Kurdistan; che solo un mese fa sono stati trasmessi in tutto il mondo filmati attestanti le "prove di sangue" che il regime iracheno esige dai suoi sventurati sudditi, anche bambini, a testimonianza della loro fedeltà; che l'Iraq ha ricambiato le attenzioni italiane con l'apertura di una "sezione d'interessi" a Roma presso l'Ambasciata del Sudan (i dittatori laici sono di casa presso i dittatori integralisti!)...