Pechino, 30 mag. -(Adnkronos/Dpa)- Tre dissidenti cinesi hanno iniziato lo sciopero della fame in protesta alle torture che subiscono ed all'arbitrario allungamento della loro permanenza nel campo di lavoro di Shuanghe, nella provincia dello Heilongjiang, nella Cina nordorientale. Lo ha riferito oggi l'organizzazione per la difesa dei diritti umani ''Diritti umani in Cina'' di New York, precisando che i tre si astengono dal cibo gia' da dieci giorni. Insieme a Liu Nianchun, arrestato il 21 maggio 1995 e condannato a tre anni di ''rieducazione attraverso il lavoro'' -cosi' i cinesi chiamano i lavori forzati- per aver firmato una petizione per la creazione di un sindacato indipendente per gli operai, si astengono dal mangiare anche Zhou Guoqiang, fondatore nel 1993 del Movimento della carta per la Pace, e Gao Feng attivista cristiano. L'organizzazione, citando Chu Hailan, moglie di Liu, ha denunciato inoltre che il dissidente, tenuto chiuso in una cella di due metri per due, senza luce e senza acqua, e' stato
picchiato con un manganello elettrico fino a fargli perdere conoscenza. Anche la madre di Liu, ha riferito Chu, partecipa allo sciopero della fame sua casa a Pechino in protesta ai maltrattamenti a cui e' sottoposto suo figlio. Le autorita' del campo non permettono visite dei familiari e si rifiutano di rendere note le condizini di salute di Liu. ''Quando mi sono rivolta alla Commissione per la rieducazione attraverso il lavoro, esprimendo la mia paura che mio marito potesse morire -ha detto Chu- mi sono sentita rispondere che la morte e' naturale, tutti dobbiamo morire''.