Pechino, 26 giu. (Adnkronos/Dpa) - Il noto dissidente cinese Wei Jingsheng che sta scontando 15 anni di prigione nel carcere di Tangshan, Cina nordorintale, e' stato picchiato da un compagno di cella. Il fatto e' accaduto due settimane fa, ma l'organizzazione ''Diritti umani in Cina'' di New York lo ha riferito solo oggi precisando che Wei e' rimasto gravemente ferito ed ha chiesto alla sua famiglia di intraprendere un'azione legale contro le autorita' responsabili del carcere. Tutto e' iniziato con un litigio per un cacciavite che e' sfociato in violenza e mentre altri detenuti bloccavano Wei a terra, il suo compagno di cella lo colpiva ripetutamente.
Le autorita' carcerarie, ha continuato l'organizzazione per i diritti umani, hanno poi annunciato che al violento detenuto e' stata ridotta la pena, mentre non hanno chiarito se Wei abbia ricevuto cure mediche per le ferite inflittegli. A pochi giorni dal pestaggio del 47enne dissidente cinese, il gruppo editoriale ''Penguin'' ha pubblicato ad Hong Kong una raccolta di lettere e saggi scritti da Wei durante la sua detenzioane dal 1979 al 1993, nel volume ''Il coraggio di essere soli''. Il libro e' stato lanciato anche negli Stati Uniti, provocando l'ira della leadership cinese che ha accusato Washington di interferire nella giustizia della Cina.
La famiglia di Wei ha parlato ancora una volta delle gravi condizioni di salute del dissidente che soffre di artrite, pressione alta e seri problemi allo stomaco, denunciando il fatto che le autorita' carcerarie continuano a negare a Wei le cure mediche necessarie. Wei Shanshan, sorella del dissidente, ha accusato il governo di Pechino di aver confiscato un pacco da lei inviato a maggio alla sua famiglia dalla Germania. Nel pacco vi erano una copia del libro di Wei, una foto della nipote del dissidente, cento dollari e cento marchi: il pacco non e' mai arrivato.