(dal "Corriere della Sera" del 31 dicembre)"Washington - Un giudice texano ha negato al Tribunale internazionale del'Onu l'estradizone diun pastore protestante del Ruanda, che ora vive negli Usa, imputato di genocidio ecrimin contro l'umanità. Secondo il Tribunale, insediato dall'Onu ad Arusha, in Tanzania, il reverendo Elizaphan Ntakirutimana, 73 anni, di etnia hutu, offrì protezione a centinaia di tutsi nella sua chiesa-ospedale di Mugonero durante la guerra tribale del '94, ma convocò poi la truppa e la milizia hutu e li fece sterminare. Nel '96, il pastore protestante, ricercato dal Tribunale, si rifugiò negli Stati Uniti e andò a vivere nel Texas, dove si era trasferito uno deri supoi figli medico. Dopo pochi mesi il pastore fu arrestato dall'Fbi,la polizia federale. Ma negando l'estradizione, il giudice Marcel Notzon ha anche ordinato all'Fbi di rimettere Ntakirutimana immediatamente in libertà.
L'imputazione contro di lui è controversa. Il Tribunale lo ha incriminato sulla base di porve che definisce <> e ha protestato per la sentenza delgiudice texano. Ma il pastore sostiene di essere innocente: giura di non avere chiamato le truppe hutu, e soprattutto di non aver potuto impedire il massacro. Aggiunge di essere vittima di un complotto euna vendetta tutsi. La Chiesa avventista del settimo giorno lo ha vigorsamente appoggiato, e il giudice ha accolto la tesi difensiva. Notzon ha motivato il diniego dell'estradizione in una maniera che minaccia di vanificare la caccia ai criminali di guerra e sospetti di genocidio non soltanto in Ruanda e altre nazioni africane ma anche in Bosnia, e di causare gravi incidenti diplomatici.L'estradizone dei ricrcati venne sancita daun accordo del '96 tra Clinton e l'Onu. Nella sentenza, il giudice ha sostenuto che l'acccrdo e la legge sono <>. Notzon ha insistito che <>. La sentenza ha destato scalpore: è uno schiaffo all'Onu, e tra i sospettati di genocidio finora il pastore ruandese è l'unico che non sia stato estradato.". (Ennio Caretto)